Androidiani.net - Forum

Androidiani.net è la community italiana sul mondo Android. Questo è il forum ufficiale basato su NodeBB e federato con ActivityPub: il punto da cui riparte la community più grande d'Italia su Android, che fa parte del Fediverso


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  • Sezione dedicata agli annunci o le comunicazioni da parte del forum. Novità, cambiamenti, aggiornamenti alla struttura...

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    lgsp@social.tchncs.deL
    @admin Ottimo! Devo capire qual'è il milglior modo per seguire il forum, al limite con un account direttamente su nodebb!
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    A
    Su Oukitel e altri brand cinesi il problema NFC Wallet spesso non è il sensore, ma la certificazione SafetyNet/Play Integrity che manca o decade dopo aggiornamenti OTA. Prima di smanettare con ROM o fix, prova a controllare se Wallet supera il test di integrità (Impostazioni Google > Play Protect > Certificazione dispositivo). Se è "Non certificato", l'unica strada stabile è tornare alla ROM stock ufficiale. Qui ho messo una checklist per pagamenti NFC su Android da integrare: androidlab.it/pixel-watch-express-pay-nfc-controlli-fix/
  • Cerchi o vendi un accessorio o un terminale Android? Scrivi qui 🙂

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    Assistenza68A
    Ho modelli di telefoni di qualche anno fa da vendere come nuovi, ho anche telefono con schermo rotto funzionanti
  • Super sezione dedicata a tutti gli smartphones Android

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    blog@androidiani.netB
    Il Pixel 11 Pro di Google introduce HiLight, il nuovo anello luminoso RGB che circonda il flash sul modulo fotografico posteriore. Ma un confronto pubblicato online, poi confermato da un teardown, ha acceso i riflettori su un possibile effetto collaterale: torcia e flash fotografico del nuovo top di gamma risulterebbero più deboli rispetto ai modelli precedenti e ai rivali.Il test che ha acceso il dibattitoIl confronto, pubblicato dall’utente X @multithreedy, ha messo a paragone Pixel 11 Pro, Galaxy Z TriFold, iPhone 17e e Pixel 9 Pro, impostando la luce di ciascun dispositivo al massimo della luminosità e fotografando il risultato nelle stesse condizioni di esposizione. L’esito non lascia molti dubbi: sia in modalità torcia sia come flash per la fotocamera, il Pixel 11 Pro è risultato il più debole del gruppo. Le immagini mostrano inoltre che la sua luce si diffonde maggiormente, un dettaglio che potrebbe penalizzare chi ha bisogno di illuminare soggetti a distanza.Un teardown svela la causaA fare chiarezza sulle possibili cause ci ha pensato il canale YouTube Phone Repair Guru, che ha smontato un Pixel 11 Pro documentando la struttura interna di HiLight. Attorno al flash centrale sono stati individuati otto LED disposti in cerchio, coperti da un diffusore semitrasparente che uniforma la luce dell’anello. Il problema è che lo stesso diffusore copre anche il flash principale: nei Pixel precedenti, invece, il flash era protetto da una lente pensata per proiettare la luce in avanti in modo più diretto ed efficiente. Il passaggio a una struttura più diffusiva sembra quindi essere il prezzo pagato per introdurre il nuovo effetto luminoso.Hardware più avanzato del software attualeIl teardown ha rivelato anche che ciascuno degli otto LED è in grado di produrre luce rossa, verde e blu, quindi HiLight dispone di un hardware pienamente RGB. Al momento, però, il software consente di scegliere solo tra cinque colori preimpostati, tra cui non compare il rosso, e non è ancora possibile assegnare colori diversi a singole app né integrare app di terze parti. Google, in fase di presentazione, aveva promesso anche il supporto alle notifiche per i messaggi, funzione che al lancio risulta ancora assente.Nessun commento ufficiale da GoogleAl momento Google non ha rilasciato dichiarazioni sulla minore luminosità di torcia e flash, quindi non è chiaro se si tratti di una scelta progettuale consapevole o di un effetto collaterale non del tutto previsto dell’integrazione di HiLight. Considerando che l’hardware ha margini evidenti non ancora sfruttati, non è escluso che un futuro aggiornamento software possa ampliare la personalizzazione della luce e magari intervenire anche sulla resa di torcia e flash. Per chi usa quotidianamente queste funzioni di base, resta comunque un aspetto da monitorare nelle prossime settimane.
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    blog@androidiani.netB
    Nuovi dettagli emergono sul Lenovo Legion Y700 Infinite, il tablet da gaming Android che l’azienda cinese dovrebbe presentare ad agosto sul mercato interno. Dopo le prime indiscrezioni su connettività 5G e chip Snapdragon 8 Elite Gen 5 overcloccato, il noto leaker Digital Chat Station ha condiviso ulteriori informazioni su display e configurazioni di memoria.Display OLED da circa 8 pollici con foto camera centraleSecondo le indiscrezioni, il Legion Y700 Infinite monterà un pannello OLED da circa 8 pollici con fotocamera anteriore posizionata al centro tramite foro, una soluzione estetica che ricorderebbe quella già vista sull’Oppo Pad Mini. A differenza del precedente Legion Y700 Gen 5, il nuovo modello introdurrà anche il supporto alla connettività cellulare, con dual SIM standby e banda 5G N79 utilizzata in Cina.Fino a 24GB di RAM e 1TB di storageSul fronte della memoria, il tablet dovrebbe arrivare in almeno quattro configurazioni:12GB RAM / 256GB di storage16GB RAM / 512GB di storage24GB RAM / 512GB di storage24GB RAM / 1TB di storageLa variante più potente, con 24GB di RAM abbinati a un intero terabyte di spazio, punta chiaramente non solo al gaming ma anche a un utilizzo creativo intensivo.Snapdragon 8 Elite Gen 5 overcloccato a 4,74GHzLenovo ha già confermato l’adozione di una versione overcloccata dello Snapdragon 8 Elite Gen 5, con frequenza massima dichiarata di 4,74GHz, superiore rispetto alla variante standard del chip Qualcomm. Tra le altre caratteristiche trapelate figurano un corpo leggero da circa 310 grammi, una fotocamera posteriore da 50 megapixel e l’illuminazione RGB, elementi che confermano la vocazione decisamente gaming del dispositivo.
  • Qui potete trovare tutte le discussioni generali sui vari Sistemi Operativi Desktop

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    blog@androidiani.netB
    La nuova modalità desktop Android di Google, attualmente in fase di sviluppo, è trapelata accidentalmente tramite una segnalazione di bug sul tracker di Chromium. Si vociferava di questa funzionalità da anni e screenshot e video della stessa in esecuzione su un Chromebook HP Elite Dragonfly 13.5, nome in codice “Brya” (Redrix), sono stati catturati da 9to5Google prima di essere rimossi.Nel filmato trapelato, il browser Chrome appare con un’interfaccia pieghevole, con un menu a discesa nell’angolo in alto a sinistra che consente agli utenti di forzare l’arresto delle app. Il Play Store si apre in una finestra separata, ricordando l’esperienza dello smartphone pieghevole del Galaxy Z Fold 7. La barra delle applicazioni si estende lungo la parte inferiore dello schermo, adottando un layout molto simile a quello visto sul Google Pixel 10 Pro Fold.Di particolare rilievo è la barra di stato rinnovata, più alta rispetto alle proiezioni tradizionali di tablet e smartphone, ottimizzata per i display più grandi. Il lato sinistro mostra l’ora e la data con i secondi, mentre il lato destro mostra l’icona della batteria specifica di Android 16, il Wi-Fi, la campanella delle notifiche, le impostazioni della lingua (EN), l’icona Gemini e la pillola per la registrazione dello schermo, migliorando la visibilità sullo schermo di grandi dimensioni. Questa modalità ha il nome in codice Aluminum OS (ALOS) e il numero di build “ZL1A.260119.001.A1” conferma che è basata su Android 16. Si vocifera che verrà rilasciata nel 2026.Anche l’interfaccia del browser Chrome è stata migliorata, con l’aggiunta di un pulsante per le estensioni, precedentemente esclusivo della versione desktop, suggerendo la possibilità che le estensioni di Chrome siano disponibili anche su Android. I pulsanti di controllo delle finestre (riduci a icona, schermo intero e chiudi) hanno un design simile a quello di Chrome OS e il cursore del mouse ora presenta una coda. La barra delle applicazioni rimane invariata, ma è stato confermato il funzionamento del multitasking a schermo diviso, a dimostrazione della forte attenzione alla praticità di un sistema operativo desktop.Sebbene una funzionalità parziale di questa modalità desktop fosse già stata confermata nella Beta 2 di Android 16 QPR3, quest’ultima fuga di notizie rivela che i test sono attualmente in corso sull’hardware dei Chromebook. Google sta accelerando l’integrazione di Chrome OS e Android e, offrendo un’esperienza desktop Android sui Chromebook esistenti, sembra mirare a estendere l’usabilità simile a quella dei PC ai dispositivi pieghevoli e agli schermi più grandi. Sebbene l’ottimizzazione delle app sia ancora in corso, innovazioni uniche dell’interfaccia utente, come la barra di stato e la barra delle applicazioni distanziate verticalmente, sembrano essere fondamentali per migliorare la produttività.Sebbene le reazioni alla fuga di notizie siano state contrastanti, il fatto che abbia raggiunto un livello tale da poter essere eseguito sui Chromebook disponibili in commercio suggerisce che una data di rilascio sia imminente. Gli appassionati di Android attendono con impazienza una rivoluzione della navigazione con il supporto delle estensioni di Chrome e l’integrazione di Gemini, e l’implementazione di Aluminum OS nel 2026 potrebbe cambiare significativamente il mercato dei tablet e dei laptop.Questa discussione è aperta anche su Feddit in @AndroidianiVuoi discutere di questa funzione o condividere altre anticipazioni? Unisciti alla conversazione nella nostra community. La discussione sul forum è in categoria: @android-x86-su-pc.
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    blog@androidiani.netB
    Il prossimo smartwatch di punta di Samsung, il Galaxy Watch 9, segnerà una svolta importante nella storia della gamma: al posto del consueto chip Exynos, il dispositivo monterà per la prima volta un processore Qualcomm, lo Snapdragon Wear Elite. A confermarlo è un’immagine promozionale trapelata online.L’immagine trapelata conferma il chip QualcommA diffondere l’immagine è stato il noto leaker Evan Blass, da sempre una fonte affidabile su materiali promozionali non ancora ufficiali. Nello scatto compare la dicitura “Powered by Snapdragon Wear Elite” accanto al nome Galaxy Watch 9, un dettaglio che elimina ogni dubbio residuo sulle indiscrezioni circolate nelle scorse settimane.Va precisato che il riferimento allo Snapdragon Wear Elite riguarda il modello standard del Galaxy Watch 9: per la variante Ultra 2, invece, l’immagine trapelata non fornisce indicazioni.Una prima volta per la gamma Galaxy WatchDa quando ha debuttato, la linea Galaxy Watch si è sempre affidata a chip Exynos progettati internamente da Samsung. Il passaggio allo Snapdragon Wear Elite rappresenta quindi una discontinuità significativa nella strategia dell’azienda coreana per il segmento indossabili.Qualcomm ha presentato lo Snapdragon Wear Elite nel corso di quest’anno come nuova piattaforma di riferimento per smartwatch di fascia alta. Il chip è realizzato con processo produttivo a 3 nanometri e promette, secondo l’azienda, miglioramenti sensibili sia sul fronte delle prestazioni sia su quello dell’efficienza energetica, con un’attenzione particolare alle funzioni basate sull’intelligenza artificiale.Più intelligenza artificiale a bordo del polsoIl salto generazionale sul fronte del silicio dovrebbe tradursi in un miglior supporto alle funzionalità AI direttamente sullo smartwatch, un ambito su cui Samsung punta sempre più anche per differenziare la propria offerta rispetto alla concorrenza. Resta da vedere se il produttore coreano riuscirà a sfruttare appieno la nuova piattaforma con funzioni esclusive legate al software.Primo chip Qualcomm su un Galaxy Watch, al posto di ExynosProcesso produttivo a 3 nanometriMaggiore efficienza energetica ed elaborazione AI più rapidaVariante Ultra 2 ancora senza conferme sul chipCon la presentazione ufficiale ormai attesa a breve, sarà interessante scoprire quali novità software Samsung riserverà per sfruttare al meglio le potenzialità del nuovo Snapdragon Wear Elite sul Galaxy Watch 9.
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    adminA
    Parli delle PWA perchè non ti piace progettare app native con i vari framework attuali (Flutter ecc...)? Secondo me le PWA non sono morte anzi, con le giuste autorizzazioni per esempio può gestire le notifiche push tramite un demone di sistema che attiva il service worker quando necessario anche se la PWA non è stata aperta. Il problema sta forse nella stabilità generale delle PWA, anche perchè nella maggior parte dei casi sono studiate più per il Web che per un device specifico.
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    ekzepp@lemmy.worldE
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