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    Guida alla missione Savage Beastfly di Hollow Knight: Silksong Usa Sting Shard, Curveclaw e Pollip Pouch per battere la rivincita con Savage Beastfly nella missione di Bellhart di Hollow Knight: Silksong in meno di un minuto. Quando ho affrontato per la prima volta la Savage Beastfly all’interno della Chapel of the Beast, ho avuto parecchie difficoltà semplicemente perché ti traccia mentre vola e chiama subito altri tre nemici per aumentare la pressione. Nel 2026, con l’ultima build di Hollow Knight: Silksong, il rematch legato alla quest di Bellhart continua a sorprendere molti giocatori, e l’arena è sinceramente peggiore del primo incontro. Ho testato questo percorso diverse volte, e la buona notizia è che un equipaggiamento specifico può concludere il combattimento in meno di un minuto, se ti prepari bene. Prerequisiti e inizio della missione Prima di poter accettare il desiderio del rematch, ti consiglio di verificare tre cose: Hai sconfitto la Savage Beastfly all’interno della Chapel of the Beast. Hai progredito fino al secondo Atto. Hai sconfitto i Cogwork Dancers. Una volta soddisfatti questi requisiti, vai a Bellhart e controlla la bacheca per il Wish. Accettalo. Poi viaggia fino alla Far Fields Bellway Station. Da qui è possibile seguire le tracce della bestia, ma richiede tempo e non offre ricompense extra, quindi io salto sempre questo passaggio. Raggiungere l’arena del rematch Dalla Far Fields Bellway Station, prendi il passaggio a sinistra. Poi scendi, e dopo muoviti verso destra. Alla fine entrerai nella stessa sezione dei Four Chorus. È lì che si svolge il rematch con la Savage Beastfly. L’arena qui è più pericolosa della Chapel perché la lava circonda i lati, e il boss può distruggere le piattaforme quando esegue il suo attacco di schianto verso il basso. Tienilo a mente prima di avviare il combattimento, perché perdere una piattaforma nel momento sbagliato può metterti in una posizione molto sfavorevole. Equipaggiamento consigliato Questa è la configurazione che uso dopo molti tentativi falliti con altri strumenti. Porta quanto segue: Strumento Perché funziona Sting Shard Puoi piazzarli prima che inizi il combattimento. Se il boss li tocca, il danno esplosivo è enorme. Curveclaw Ti offre un’opzione sicura a lungo raggio mentre la Beastfly vola in giro. Pollip Pouch Aggiunge Venom ai tuoi strumenti, quindi ogni colpo di Sting Shard e Curveclaw diventa molto più efficace. La chiave è la preparazione prima dell’inizio del combattimento. Con il Pollip Pouch che aggiunge Venom, gli Sting Shard piazzati possono infliggere così tanti danni che l’incontro termina in meno di un minuto. Di solito posiziono diversi Sting Shard vicino al centro prima di attivare il boss, poi passo subito al Curveclaw per i colpi di seguito. Strategia del combattimento 🪤 Piazza prima gli Sting Shard: Prima che il boss si attivi, spargi alcune trappole nell’area della piattaforma sicura. Il bonus Venom fa un’enorme differenza. Rimani in movimento: La Beastfly segue la tua posizione mentre vola, quindi restare fermi è una condanna a morte. Continua a muoverti verso piattaforme non danneggiate. Fai attenzione alla lava: Poiché la lava copre i lati, non schivare mai alla cieca verso i bordi. Cerca di mantenere il combattimento vicino al centro finché una piattaforma non si rompe. Approfitta dello schianto: Quando il boss usa l’attacco di schianto verso il basso, può distruggere una piattaforma. Aspetta che l’animazione finisca, poi contrattacca rapidamente prima che torni in aria. 🧹 Elimina gli add: Il boss evoca tre nemici insieme. Uccidili rapidamente con Curveclaw, così non verrai circondato mentre cerchi di evitare la lava. Dopo che la Beastfly muore, raccogli il Horn Fragment. Poi torna alla bacheca delle missioni di Bellhart. Completando il Wish riceverai un Mask Shard, necessario per aumentare la tua salute massima. Questa è una di quelle missioni di Silksong che all’inizio sembra ingiusta, ma gli strumenti giusti cambiano completamente il combattimento. Non ho trovato un metodo più veloce o più sicuro dell’apertura con Sting Shard supportata dal Venom. Anche se sbagli una o due trappole, il Curveclaw ti offre abbastanza distanza per finire il lavoro senza stare nella lava. Buona fortuna con il rematch, e continua a muoverti. La stessa mentalità di preparazione si applica anche oltre il gioco stesso. Proprio come scandagli l’arena e piazzi i tuoi strumenti prima che inizi il combattimento con la Beastfly, conviene pianificare gli acquisti prima di impegnarti. Il DLC di Silksong, un controller migliore o persino una Steam gift card possono comparire a un prezzo molto più basso se sei disposto ad aspettare il momento giusto. Invece di aggiornare le pagine dei negozi ogni giorno, puoi lasciare che [questo strumento di monitoraggio prezzi]( controlli il prezzo per te. Imposta un avviso, continua a giocare e riceverai una notifica quando il prezzo scende, così il tuo portafoglio durerà quanto la tua determinazione. https://dealnesthq.com
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    blog@androidiani.netB
    Google sta lavorando a un nuovo pacchetto di protezioni per Android 17 che va oltre le classiche funzioni di sicurezza già annunciate. Il colosso di Mountain View punta stavolta a rendere più sicura la connessione di rete stessa, un aspetto a cui gli utenti pensano raramente ma che espone dati sensibili a chi intercetta il traffico. Tra le novità più interessanti ci sono il supporto a un protocollo che cifra anche l’indirizzo dei siti visitati, nuove difese contro le finte stazioni radio base e limiti più stretti per le app che curiosano sulla rete Wi-Fi di casa.ECH: anche il sito che si visita resta privatoLa novità più rilevante riguarda il supporto a Encrypted Client Hello (ECH), un protocollo che cifra le informazioni scambiate all’avvio di una connessione, incluso il nome del server a cui ci si sta collegando. Oggi gran parte del traffico web è già cifrato, ma la fase iniziale della connessione lascia ancora trapelare dati utili a chi osserva la rete, ad esempio per capire quali siti un utente sta visitando. Tecnologie come DNS-over-TLS avevano già affrontato parte del problema, ma ECH fa un passo ulteriore proteggendo anche questa fase. Secondo Google, Android 17 sarà la prima grande piattaforma mobile ad adottare ECH su larga scala, e la diffusione di Android potrebbe spingere anche più siti web ad attivare il supporto lato server.Stop alle finte stazioni radio base e agli SMS BlasterAndroid 17 introduce anche nuove contromisure contro le celle radio base fasulle, dispositivi che si spacciano per antenne legittime per intercettare comunicazioni o inviare messaggi indesiderati. È il caso dei cosiddetti SMS Blaster, apparecchi capaci di inondare gli smartphone nelle vicinanze con SMS di phishing senza passare dalla rete dell’operatore. Con la nuova versione del sistema operativo, gli operatori telefonici potranno attivare più facilmente protezioni lato rete, offrendo una difesa che non richiede alcuna configurazione manuale da parte dell’utente.Meno fingerprinting sulla rete locale, certificati sempre verificatiIl terzo fronte riguarda l’accesso delle app alla rete locale, ad esempio quella Wi-Fi domestica. Android 17 limiterà la possibilità per le applicazioni di scansionare liberamente i dispositivi collegati alla stessa rete, un comportamento che oggi può essere sfruttato per il fingerprinting, cioè per identificare un utente o un dispositivo senza il suo consenso, o per individuare apparecchi vulnerabili da attaccare. A completare il quadro arriva anche il supporto nativo alla Certificate Transparency, il meccanismo che verifica l’autenticità dei certificati SSL usati nelle connessioni sicure, rendendo più difficile per un malintenzionato spacciarsi per un sito legittimo.Nel complesso, Android 17 punta a spostare parte della protezione della privacy a livello di sistema, senza richiedere interventi da parte dell’utente. Resta da vedere quanto rapidamente i siti web e gli operatori telefonici adotteranno queste nuove tecnologie, ma la direzione presa da Google conferma quanto la sicurezza della connessione di rete stia diventando un tassello sempre più centrale nell’ecosistema Android.
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    blog@androidiani.netB
    Negli ultimi anni Google ha riversato sui Pixel un numero crescente di funzioni basate sull’intelligenza artificiale, ma non tutte arrivano sui modelli più datati: spesso mancano la potenza di calcolo o il chip TPU necessari, anche quando il telefono riceve ancora gli aggiornamenti software. Una domanda sorge quindi spontanea: se Google offrisse la possibilità di sbloccare le funzioni AI più recenti sui vecchi Pixel dietro pagamento, gli utenti sarebbero disposti a pagare? Un sondaggio condotto da Android Authority tra i propri lettori suggerisce una risposta piuttosto netta, e poco incoraggiante per un eventuale modello a pagamento.Il sondaggio: oltre 8 utenti su 10 dicono noAlla domanda se sarebbero disposti a pagare per usare le funzioni AI più recenti su un vecchio Pixel, Android Authority ha raccolto oltre 2.000 risposte. Il risultato è netto: l’82,5% degli utenti ha definito l’ipotesi “uno spreco di denaro”. Un dato che segnala come, per la maggioranza dei possessori di Pixel meno recenti, le nuove funzioni basate sull’intelligenza artificiale non rappresentino un valore aggiunto tale da giustificare un costo extra, magari perché già soddisfatti delle prestazioni del proprio telefono o perché usano raramente questo tipo di funzioni.Meglio comprare un Pixel nuovoNon tutti gli intervistati, però, hanno scartato l’idea di continuare a usare l’AI su Pixel: semplicemente, la maggior parte preferisce un’altra strada. Circa il 10% degli utenti ha dichiarato che, pur di accedere alle funzioni più recenti, preferirebbe acquistare uno smartphone nuovo piuttosto che pagare un abbonamento per sbloccarle su un modello già in proprio possesso. Solo il 6,8% si è detto disponibile a valutare un servizio a pagamento pur di allungare la vita utile del proprio Pixel attuale.L’intelligenza artificiale non è (ancora) decisiva per l’acquistoI produttori di smartphone, Google compresa, puntano sempre più sull’intelligenza artificiale come elemento distintivo dei nuovi modelli. Il sondaggio di Android Authority, però, mostra che le funzioni AI da sole non bastano sempre a spingere gli utenti verso un upgrade a pagamento o verso l’acquisto di un nuovo dispositivo. Va ricordato che si tratta di un campione formato dai lettori di un sito specializzato, quindi non necessariamente rappresentativo di tutti i possessori di Pixel. Resta comunque un dato interessante per Google, soprattutto considerando che molti Pixel più datati godono ancora di anni di aggiornamenti software garantiti: il fatto di non poter accedere alle ultime funzioni AI, secondo questo sondaggio, non sembra bastare da solo a convincere gli utenti a cambiare telefono o a pagare un extra.
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    blog@androidiani.netB
    Diversi utenti della nuova serie Pixel 11 segnalano chiusure improvvise delle applicazioni, un problema che secondo alcune testimonianze coinvolgerebbe anche modelli precedenti come il Pixel 9. Al momento la causa non è nota, e sembra che anche Google stia seguendo da vicino le segnalazioni arrivate dagli utenti.App che si chiudono da sole, anche su Pixel 9Secondo le segnalazioni raccolte su Reddit, i modelli Pixel 11, Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL sarebbero soggetti a chiusure improvvise delle app in uso. Il problema si presenta in modo incostante: in alcuni casi l’app si chiude dopo alcuni minuti di utilizzo, in altri il crash avviene subito dopo l’apertura. Nello stesso filone di discussione, alcuni utenti riferiscono lo stesso comportamento anche su Pixel 9, un dettaglio che suggerisce come il problema possa non essere legato all’hardware specifico della serie Pixel 11, ma piuttosto a un bug software o a incompatibilità con alcune app.Google Foto e Spotify tra le app coinvolteLe app interessate non sembrano seguire uno schema preciso. Alcuni utenti segnalano crash frequenti su Google Foto, in particolare durante la modifica delle immagini, mentre su Spotify alcuni riferiscono un comportamento ancora più insolito: la riproduzione salta automaticamente al brano successivo senza alcun intervento dell’utente. Al momento non è chiaro quanti utenti siano effettivamente colpiti né quanto sia esteso il fenomeno, e non tutti i possessori di Pixel 11 riscontrano il problema.Google consiglia di provare la modalità provvisoriaGoogle è intervenuta nella discussione su Reddit, suggerendo agli utenti di avviare il telefono in modalità provvisoria per verificare se il problema dipenda da app di terze parti. Se in modalità provvisoria i crash non si verificano, la causa potrebbe essere una delle app installate, e in tal caso Google consiglia di disinstallarle una alla volta per individuare quella responsabile. Alcuni utenti riferiscono invece di aver risolto il problema iscrivendosi al programma beta di Google System Services e aggiornando all’ultima versione beta disponibile, anche se non è garantito che questa soluzione funzioni su tutti i dispositivi.La serie Pixel 11 è arrivata sul mercato da poco, e le segnalazioni di crash casuali delle app si aggiungono ad altri problemi già emersi nei primi giorni di utilizzo. Non è ancora chiaro se la causa sia da attribuire a singole app o a un problema più generale del sistema, e resta da vedere se e quando Google fornirà una spiegazione ufficiale o un aggiornamento correttivo.
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    adminA
    Ciao e benvenuta, normalmente ci sono tablet di Xiaomi, Redmi e Huawei che hanno questa funzione nativa tra le impostazioni della batteria. Ma nel caso puoi applicarla a qualsiasi tablet con un'app terza che installi dal PlayStore, come CozyTimer o simili. Tu hai già un tablet?
  • Qui potete trovare tutte le discussioni generali sui vari Sistemi Operativi Desktop

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    blog@androidiani.netB
    Microsoft starebbe lavorando a una nuova funzione di Link to Windows, l’app che collega smartphone Android e PC Windows, capace di andare ben oltre il semplice blocco remoto attualmente disponibile. Secondo quanto emerso dall’analisi del codice dell’app Android, in futuro potrebbe essere possibile spegnere, riavviare o mettere in sospensione un PC Windows 11 direttamente dallo smartphone, anche a distanza.Il PC si comanda dallo smartphoneLa scoperta arriva dall’analisi dell’app Link to Windows per Android, all’interno della quale sono stati individuati riferimenti a comandi per il riavvio, la sospensione e lo spegnimento del computer collegato. Non solo: sembra che siano previste anche le opzioni “aggiorna e riavvia” e “aggiorna e spegni”, pensate per completare l’installazione degli aggiornamenti di Windows Update direttamente dal telefono. Attualmente Link to Windows permette solo di bloccare il PC connesso: la nuova funzione estenderebbe questa possibilità fino al controllo completo dello stato di alimentazione, tornando utile ad esempio se si dimentica il computer acceso uscendo di casa, oppure se si desidera riavviarlo da remoto prima di rientrare.Avvisi per evitare perdite di datiTrattandosi di operazioni potenzialmente rischiose per il lavoro non salvato, Microsoft avrebbe previsto una serie di avvisi di sicurezza. Scegliendo di spegnere o riavviare il PC, l’utente riceverebbe una notifica che segnala il possibile rischio di perdere documenti non salvati, dato che da remoto non è possibile verificarne lo stato. Anche durante l’installazione di un aggiornamento di sistema comparirebbe un avviso dedicato, mentre la messa in sospensione interromperebbe temporaneamente la connessione con Phone Link, richiedendo un intervento manuale sul PC per riattivarla.Un’integrazione Android-Windows sempre più strettaNegli ultimi mesi Microsoft ha ampliato più volte le funzioni di collegamento tra Windows 11 e i dispositivi Android, dalla gestione dei messaggi alla condivisione di file e notifiche. Con questa novità, lo smartphone Android potrebbe trasformarsi sempre di più in un vero e proprio telecomando per il PC, oltre il semplice hub di notifiche. Va detto che la funzione, al momento, non risulta ancora attiva lato server: non è quindi garantito che venga rilasciata così com’è stata trovata nel codice. Se confermata, però, si tratterebbe di un’aggiunta molto pratica per chi utilizza entrambi gli ecosistemi quotidianamente.
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    blog@androidiani.netB
    Il prossimo smartwatch di punta di Samsung, il Galaxy Watch 9, segnerà una svolta importante nella storia della gamma: al posto del consueto chip Exynos, il dispositivo monterà per la prima volta un processore Qualcomm, lo Snapdragon Wear Elite. A confermarlo è un’immagine promozionale trapelata online.L’immagine trapelata conferma il chip QualcommA diffondere l’immagine è stato il noto leaker Evan Blass, da sempre una fonte affidabile su materiali promozionali non ancora ufficiali. Nello scatto compare la dicitura “Powered by Snapdragon Wear Elite” accanto al nome Galaxy Watch 9, un dettaglio che elimina ogni dubbio residuo sulle indiscrezioni circolate nelle scorse settimane.Va precisato che il riferimento allo Snapdragon Wear Elite riguarda il modello standard del Galaxy Watch 9: per la variante Ultra 2, invece, l’immagine trapelata non fornisce indicazioni.Una prima volta per la gamma Galaxy WatchDa quando ha debuttato, la linea Galaxy Watch si è sempre affidata a chip Exynos progettati internamente da Samsung. Il passaggio allo Snapdragon Wear Elite rappresenta quindi una discontinuità significativa nella strategia dell’azienda coreana per il segmento indossabili.Qualcomm ha presentato lo Snapdragon Wear Elite nel corso di quest’anno come nuova piattaforma di riferimento per smartwatch di fascia alta. Il chip è realizzato con processo produttivo a 3 nanometri e promette, secondo l’azienda, miglioramenti sensibili sia sul fronte delle prestazioni sia su quello dell’efficienza energetica, con un’attenzione particolare alle funzioni basate sull’intelligenza artificiale.Più intelligenza artificiale a bordo del polsoIl salto generazionale sul fronte del silicio dovrebbe tradursi in un miglior supporto alle funzionalità AI direttamente sullo smartwatch, un ambito su cui Samsung punta sempre più anche per differenziare la propria offerta rispetto alla concorrenza. Resta da vedere se il produttore coreano riuscirà a sfruttare appieno la nuova piattaforma con funzioni esclusive legate al software.Primo chip Qualcomm su un Galaxy Watch, al posto di ExynosProcesso produttivo a 3 nanometriMaggiore efficienza energetica ed elaborazione AI più rapidaVariante Ultra 2 ancora senza conferme sul chipCon la presentazione ufficiale ormai attesa a breve, sarà interessante scoprire quali novità software Samsung riserverà per sfruttare al meglio le potenzialità del nuovo Snapdragon Wear Elite sul Galaxy Watch 9.
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    adminA
    Parli delle PWA perchè non ti piace progettare app native con i vari framework attuali (Flutter ecc...)? Secondo me le PWA non sono morte anzi, con le giuste autorizzazioni per esempio può gestire le notifiche push tramite un demone di sistema che attiva il service worker quando necessario anche se la PWA non è stata aperta. Il problema sta forse nella stabilità generale delle PWA, anche perchè nella maggior parte dei casi sono studiate più per il Web che per un device specifico.
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    enzoesco@poliverso.orgE
    DaVinci Resolve 21.1 Rilasciato: AI, nuovi strumenti Fusion e oltre 100 miglioramenti@gnulinuxitalialinuxeasy.org/davinci-resolve-…DaVinci Resolve 21.1 introduce assistenti AI, nuovi strumenti Fusion, miglioramenti al multicam, supporto fotocamere e oltre 100 novitàL'articolo


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