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  • D

    Ho creato una nuova app per ascoltare la radio: https://www.kitchenradio.app (Kitchen Radio nel Play Store, App Store in arrivo a breve...). Il concetto speciale è che le stazioni radio FM ricevibili localmente sono subito visibili in modo chiaro.

    Inoltre puoi trovare anche migliaia di altre radio da tutto il mondo, incluse stazioni di nicchia.

    Kitchen Radio, perché ti permette di ascoltare la radio in modo semplice e immediato, proprio come con una normale radio da cucina.

    In più funziona anche con Chromecast e puoi usare l’app come radiosveglia. Il tutto, per ora, completamente senza pubblicità 🙂

    Dato che l’app è nuova, mi farebbe naturalmente piacere ricevere il tuo feedback sul concetto e sul funzionamento. Oppure anche sapere se manca qualcosa che ti piacerebbe avere.


    Ahora con compatibilidad con Android Auto
  • blog@androidiani.netB

    Xiaomi ha presentato sul mercato cinese Redmi Kids Watch Pro, un nuovo smartwatch pensato per i più piccoli che si distingue dalla concorrenza per la presenza di due fotocamere e di una funzione di condivisione della posizione che funziona anche offline. Il prezzo di lancio in Cina è di 1.045 yuan, circa 135 euro.

    Due fotocamere da 5 megapixel

    Rispetto ai tradizionali smartwatch per bambini, Redmi Kids Watch Pro si presenta con una scocca leggermente più spessa, giustificata dalla presenza di due sensori fotografici da 5 megapixel ciascuno: uno posizionato nella parte superiore del display e l’altro sul retro del dispositivo. Quest’ultimo sfrutta un meccanismo particolare che consente di sollevare il cinturino per facilitare lo scatto di foto e la registrazione di video, avvicinando l’esperienza d’uso a quella di un vero smartphone.

    Localizzazione anche senza connessione

    Particolare attenzione è stata dedicata alle funzioni di localizzazione. Lo smartwatch è in grado di condividere la posizione del bambino fino a cinque giorni anche in assenza di connessione di rete, probabilmente grazie a una tecnologia di tipo mesh che sfrutta i dispositivi nelle vicinanze, anche se Xiaomi non ne ha specificato i dettagli tecnici. A questo si aggiungono il posizionamento 3D per piani degli edifici e il supporto alla localizzazione all’interno delle stazioni della metropolitana, funzioni pensate specificamente per rassicurare i genitori sugli spostamenti dei figli.

    Display da 1,68 pollici e resistenza all’acqua

    Il dispositivo monta un display LCD da 1,68 pollici con risoluzione 360×390 pixel e integra funzioni per il monitoraggio della salute e dell’attività fisica, utili per tenere traccia delle abitudini quotidiane dei più piccoli. A bordo trovano posto 1GB di memoria RAM e 8GB di storage, mentre la certificazione di resistenza all’acqua arriva fino a 20 metri di profondità. Xiaomi non ha comunicato la capacità della batteria né l’autonomia esatta, ma ha confermato il supporto alla ricarica rapida, capace di portare il dispositivo dallo 0 al 50% in appena 30 minuti.

    Uno sguardo al mercato globale

    Al momento Xiaomi non ha annunciato piani di espansione internazionale per Redmi Kids Watch Pro. L’azienda ha però già portato in passato altri smartwatch dedicati ai bambini anche fuori dalla Cina, quindi non è escluso che una versione globale possa arrivare in futuro. Grazie alle fotocamere e alle funzioni di localizzazione avanzate, il dispositivo si propone come qualcosa in più rispetto ai semplici smartwatch di sorveglianza, avvicinandosi piuttosto a un piccolo dispositivo smart pensato su misura per i più giovani.


  • blog@androidiani.netB

    Da tempo alcuni utenti Pixel segnalano un consumo anomalo della batteria, e ora un redattore di Android Police ha pubblicato un’inchiesta personale sul problema, arrivando a una conclusione che coinvolge direttamente il sistema operativo Android piuttosto che le singole app installate sul dispositivo.

    I rimedi classici non hanno funzionato

    Oluwaniyi Raji, autore del pezzo, racconta di aver notato un peggioramento drastico dell’autonomia del proprio Pixel negli ultimi mesi: un dispositivo che prima arrivava tranquillamente a sera, improvvisamente iniziava a scaricarsi già nel primo pomeriggio, costringendolo a portare sempre con sé un caricabatterie. Dopo aver controllato la sezione dedicata al consumo della batteria nelle impostazioni, ha individuato tra le app più energivore alcuni social e servizi video, oltre a giochi usati raramente.

    Ha quindi provato a limitare l’attività in background delle singole app, disinstallare quelle superflue, disattivare l’always-on display, ridurre il timeout dello schermo e attivare il risparmio energetico. Il risultato è stato un lieve miglioramento, ma non una soluzione definitiva al problema.

    Sotto accusa la funzione Doze

    Confrontandosi con altri utenti che riscontravano lo stesso problema e analizzando le discussioni su Reddit, l’autore è arrivato a sospettare di Doze, la funzione di risparmio energetico di sistema che limita le attività in background quando il telefono resta inutilizzato per un certo periodo. La sua versione più aggressiva, Deep Doze, riduce drasticamente l’attività della CPU e le sincronizzazioni per ridurre i consumi.

    Quando questo meccanismo non funziona correttamente, però, le attività in background continuano a girare indipendentemente dalle restrizioni imposte alle singole app, vanificando quindi ogni tentativo di ottimizzazione manuale.

    Il problema sarebbe legato all’update di marzo 2026

    Secondo l’inchiesta, il malfunzionamento sembra essere comparso a partire dall’aggiornamento di marzo 2026, dopo il quale diversi utenti hanno segnalato un netto peggioramento dell’autonomia in standby, coerente con un problema a livello di Doze.

    Google è al corrente, ma la correzione tarda ad arrivare

    Il bug risulterebbe classificato come “Severity One” sull’Issue Tracker di Google, segno che l’azienda ne è consapevole. Tuttavia, né gli aggiornamenti di aprile né quello di sicurezza di maggio avrebbero risolto completamente il problema. Sui Pixel 10, inoltre, dal mese di maggio è stato introdotto un nuovo meccanismo anti-rollback che rende più complicato tornare a una versione software precedente. Per chi possiede un Pixel e nota un consumo anomalo, vale la pena sapere che la causa potrebbe non dipendere dalle proprie abitudini d’uso, ma da un problema di sistema per il quale resta da attendere una correzione definitiva.


  • blog@androidiani.netB

    Samsung ha migliorato in modo significativo la funzione Privacy Display del suo Galaxy S26 Ultra grazie all’ultima beta di One UI 9. La novità, individuata nella build “One UI 9 Beta 4”, rende la funzione molto più pratica da usare nella vita di tutti i giorni, risolvendo uno dei limiti più segnalati dagli utenti.

    Dalla protezione totale a quella selettiva

    Il Privacy Display di Galaxy S26 Ultra sfrutta una tecnologia di controllo della luce integrata nel pannello per limitare la visibilità dello schermo a chi guarda da un’angolazione laterale. Nella versione iniziale, però, attivare la funzione per una singola app comportava l’oscuramento dell’intero schermo: se un utente attivava la protezione per YouTube e poi riduceva il video in una finestra Picture-in-Picture, anche la home e le icone delle altre app diventavano meno leggibili, con un evidente disagio per chi voleva continuare a usare il telefono normalmente.

    Con One UI 9 la protezione segue solo la finestra video

    Con l’arrivo di One UI 9 Beta 4, Samsung ha rivisto il comportamento della funzione: attivando il Privacy Display per una specifica app, ora solo la finestra Picture-in-Picture contenente il video viene protetta dalla riduzione dell’angolo di visione, mentre home screen, wallpaper e le altre app restano perfettamente visibili. La protezione segue la finestra anche quando viene spostata sullo schermo, senza intaccare il resto dell’interfaccia.

    Un miglioramento pensato per l’uso quotidiano

    Il cambiamento, individuato e condiviso dal leaker Ice Universe, rende il Privacy Display uno strumento decisamente più utile in contesti come i mezzi pubblici, l’ufficio o i luoghi affollati, dove capita di voler guardare un video o controllare una notifica senza rinunciare alla piena leggibilità del resto dello schermo.

    Disponibile in beta, in arrivo sulla versione stabile

    La funzione migliorata è al momento disponibile con la build che termina in “BZG4”, distribuita tramite l’app Samsung Members ai partecipanti al programma beta. È attesa la conferma dell’arrivo anche sulla versione stabile di One UI 9. Il Privacy Display resta uno degli elementi distintivi di Galaxy S26 Ultra, e interventi software come questo dimostrano come Samsung continui a rifinire l’esperienza del dispositivo anche dopo il lancio sul mercato.


  • blog@androidiani.netB

    Google ha avviato il 20 luglio 2026 il rilascio di Google Play Servizi v26.28, un aggiornamento che introduce diverse novità pensate per migliorare sicurezza e comodità d’uso sugli smartphone Android. Le modifiche non stravolgono l’esperienza quotidiana, ma toccano funzioni utili che molti utenti finiranno per apprezzare nella pratica.

    IMEI visibile anche dalla schermata di blocco

    La novità più rilevante riguarda la possibilità di consultare il codice IMEI del dispositivo direttamente dalla schermata di blocco, senza dover sbloccare il telefono. Il numero IMEI è spesso richiesto in caso di smarrimento, per l’assistenza tecnica o per operazioni legate alla rete mobile: finora era necessario accedere alle impostazioni, mentre con questo aggiornamento la procedura diventa molto più rapida.

    Miglioramenti per WebView, storage e Android TV

    L’aggiornamento introduce anche il supporto ai permessi audio all’interno delle WebView legate alla gestione dell’account, oltre a nuove API rivolte ai produttori per avviare più facilmente le schermate di gestione dello storage e degli abbonamenti attivi sul dispositivo.

    Su Android TV debutta invece il supporto ad Android Credential Manager, che semplifica l’utilizzo di password salvate e passkey, inclusa la possibilità di completare l’autenticazione tramite smartphone. Non mancano poi miglioramenti ai log di qualità per Android Auto, smartphone e Android TV, oltre ad alcune correzioni relative ai servizi di connessione tra dispositivi.

    Anche Google Wallet diventa più fluido

    Google ne ha approfittato anche per rifinire il comportamento di Google Wallet: dopo aver completato, annullato un’operazione o in caso di errore nella sezione “Il mio account”, l’app non riporterà più l’utente alla schermata principale del wallet, ma alla schermata visualizzata in precedenza, rendendo la navigazione più coerente e meno dispersiva.

    Rilascio graduale nelle prossime settimane

    Google Play Servizi rappresenta uno dei componenti di sistema più importanti per Android, dato che gestisce funzioni chiave legate a sicurezza e compatibilità delle app. Come da prassi, l’aggiornamento verrà distribuito in modo progressivo, e potrebbero volerci alcuni giorni o settimane prima che raggiunga tutti i dispositivi compatibili.


  • A

    Se il tachimetro non compare in Google Maps su Android Auto, non è detto che manchi un’impostazione: verifica Maps aggiornato, eventuale beta e account usato, ma considera che il rilascio è lato server e ancora limitato. Eviterei APK modificati o procedure strane: qui trovi una checklist di requisiti e limiti reali: https://androidlab.it/android-auto-google-maps-tachimetro-beta-requisiti-limiti-2026/


  • S

    Salve,
    Ho da poco un Samsung S26ultra na quando invio messaggi vocali su WhatsApp arrivano incomprensibili, ho provato a sentire l'audio ed è ok. Avete qlc dritta? Grazie


    Se la registrazione con Registratore vocale è nitida, il microfono probabilmente non è il colpevole: prova un vocale Telegram senza Bluetooth, aggiorna WhatsApp e testa Wi‑Fi/dati mobili. Se il difetto resta solo su WhatsApp, svuota solo la cache e verifica l’autorizzazione al Microfono e che la batteria non abbia restrizioni; eviterei il reset finché non isoli l’app. Per un controllo ordinato dei permessi: https://androidlab.it/android-permessi-app-audit-guida-2026/
  • blog@androidiani.netB

    Il prossimo smartwatch di punta di Samsung, il Galaxy Watch 9, segnerà una svolta importante nella storia della gamma: al posto del consueto chip Exynos, il dispositivo monterà per la prima volta un processore Qualcomm, lo Snapdragon Wear Elite. A confermarlo è un’immagine promozionale trapelata online.

    L’immagine trapelata conferma il chip Qualcomm

    A diffondere l’immagine è stato il noto leaker Evan Blass, da sempre una fonte affidabile su materiali promozionali non ancora ufficiali. Nello scatto compare la dicitura “Powered by Snapdragon Wear Elite” accanto al nome Galaxy Watch 9, un dettaglio che elimina ogni dubbio residuo sulle indiscrezioni circolate nelle scorse settimane.

    Va precisato che il riferimento allo Snapdragon Wear Elite riguarda il modello standard del Galaxy Watch 9: per la variante Ultra 2, invece, l’immagine trapelata non fornisce indicazioni.

    Una prima volta per la gamma Galaxy Watch

    Da quando ha debuttato, la linea Galaxy Watch si è sempre affidata a chip Exynos progettati internamente da Samsung. Il passaggio allo Snapdragon Wear Elite rappresenta quindi una discontinuità significativa nella strategia dell’azienda coreana per il segmento indossabili.

    Qualcomm ha presentato lo Snapdragon Wear Elite nel corso di quest’anno come nuova piattaforma di riferimento per smartwatch di fascia alta. Il chip è realizzato con processo produttivo a 3 nanometri e promette, secondo l’azienda, miglioramenti sensibili sia sul fronte delle prestazioni sia su quello dell’efficienza energetica, con un’attenzione particolare alle funzioni basate sull’intelligenza artificiale.

    Più intelligenza artificiale a bordo del polso

    Il salto generazionale sul fronte del silicio dovrebbe tradursi in un miglior supporto alle funzionalità AI direttamente sullo smartwatch, un ambito su cui Samsung punta sempre più anche per differenziare la propria offerta rispetto alla concorrenza. Resta da vedere se il produttore coreano riuscirà a sfruttare appieno la nuova piattaforma con funzioni esclusive legate al software.

    • Primo chip Qualcomm su un Galaxy Watch, al posto di Exynos
    • Processo produttivo a 3 nanometri
    • Maggiore efficienza energetica ed elaborazione AI più rapida
    • Variante Ultra 2 ancora senza conferme sul chip

    Con la presentazione ufficiale ormai attesa a breve, sarà interessante scoprire quali novità software Samsung riserverà per sfruttare al meglio le potenzialità del nuovo Snapdragon Wear Elite sul Galaxy Watch 9.


  • blog@androidiani.netB

    Xiaomi si avvicina sempre di più alla presentazione della serie Xiaomi 18, e un nuovo indizio arriva direttamente dagli enti di certificazione cinesi. Uno smartphone non ancora annunciato, con numero di modello “M154FF”, è comparso nel database dell’ente SRRC, mostrando tra le altre cose il supporto alla tecnologia UWB, una caratteristica tipicamente riservata ai modelli di punta.

    Certificazione SRRC e supporto UWB confermato

    A segnalare la registrazione è stato il leaker Digital Chat Station, fonte spesso affidabile sulle novità hardware Xiaomi. Secondo quanto riportato, il dispositivo supporta le reti 5G in banda N79 ed è inoltre dotato di UWB (Ultra Wideband), tecnologia che consente localizzazione di precisione e comunicazione rapida tra dispositivi, utilizzata ad esempio per chiavi digitali e tag smart.

    Poiché l’UWB viene solitamente riservato ai modelli più costosi di una gamma, il leaker ritiene probabile che il dispositivo certificato corrisponda proprio a Xiaomi 18 Pro, e non alla variante standard della serie.

    Snapdragon 8 Elite Gen 6 e doppia fotocamera da 200 megapixel

    Le indiscrezioni più recenti diffuse dallo stesso leaker indicano che Xiaomi 18 Pro dovrebbe montare lo Snapdragon 8 Elite Gen 6, prodotto con processo a 2 nanometri e atteso in presentazione ufficiale a settembre: il flagship Xiaomi potrebbe quindi essere tra i primissimi smartphone a debuttare con il nuovo chip Qualcomm.

    Sul fronte del display, si vocifera di un pannello con cornici particolarmente sottili e uniformi sui quattro lati, oltre a bordi arrotondati più marcati. Per quanto riguarda le fotocamere, le voci parlano di una configurazione doppia da 200 megapixel, sia per il sensore principale che per il teleobiettivo.

    Batteria da 7.000 mAh e altre novità attese

    Tra le altre indiscrezioni circolate figura una batteria da circa 7.000 mAh, con supporto sia alla ricarica rapida cablata da 100W sia a quella wireless. Il dispositivo dovrebbe inoltre integrare altoparlanti stereo, un motore di vibrazione più grande e una funzione di privacy per il display simile a quella già vista su alcuni modelli Samsung.

    • Supporto UWB confermato dalla certificazione SRRC
    • Probabile Snapdragon 8 Elite Gen 6 a 2 nm
    • Doppia fotocamera da 200 megapixel
    • Batteria da 7.000 mAh con ricarica rapida da 100W

    Xiaomi non ha ancora confermato ufficialmente una data di presentazione, ma seguendo lo schema dello scorso anno, con Xiaomi 17 Pro annunciato a settembre 2025, è probabile che anche la serie Xiaomi 18 debutti nello stesso periodo. Come sempre, si tratta per ora di indiscrezioni non confermate ufficialmente da Xiaomi.


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    Samsung ha stretto un nuovo accordo con Amazon che porterà l’app Amazon Music preinstallata sui futuri smartphone e tablet della gamma Galaxy. Una notizia che farà piacere a chi già utilizza il servizio di streaming musicale, ma che riaccende le critiche verso il crescente numero di app superflue presenti di serie sui dispositivi coreani.

    Tre mesi di Amazon Music Unlimited in omaggio

    Fino ad oggi Amazon Music era scaricabile dal Galaxy Store, ma con il nuovo accordo l’app sarà installata di default fin dalla prima accensione. I dispositivi coinvolti includeranno inoltre tre mesi gratuiti di Amazon Music Unlimited, il piano che dà accesso a oltre 100 milioni di brani senza pubblicità. Terminato il periodo di prova, il costo passa a 11,99 dollari al mese, che scendono a 10,99 dollari per gli abbonati Amazon Prime.

    I Galaxy non sono nuovi al problema del bloatware

    Gli smartphone Samsung sono da tempo noti per il gran numero di applicazioni preinstallate, spesso doppioni delle app Google. Basti pensare al Galaxy S26 Ultra, che convive già con coppie come Chrome e Samsung Internet, Gmail e Samsung Email, oppure il Play Store e il Galaxy Store, a cui si aggiungono app come Audible, Microsoft OneDrive e Facebook App Manager, talvolta arricchite da ulteriori applicazioni personalizzate dagli operatori telefonici.

    • Amazon Music (nuovo)
    • Audible
    • Microsoft OneDrive
    • Facebook App Manager
    • App doppie Google/Samsung (Chrome/Samsung Internet, Gmail/Samsung Email)

    Non è chiaro se arriverà anche in Italia

    Le informazioni finora diffuse riguardano i mercati internazionali, mentre resta da confermare se Amazon Music sarà preinstallata anche sui modelli Galaxy commercializzati in Italia, dove le app di serie possono variare in base agli accordi con i singoli operatori. Per chi utilizza già il servizio Amazon, la novità semplifica l’esperienza d’uso fin dal primo avvio; per gli altri, si tratta semplicemente di un’altra app da disinstallare.


  • blog@androidiani.netB

    Motorola Edge 70 Max si presenta con una scheda tecnica di tutto rispetto: chip Snapdragon di ultima generazione e batteria da 7.100 mAh sono solo alcuni dei punti di forza del nuovo modello. A far discutere, però, è la politica di supporto software annunciata dall’azienda, decisamente più limitata rispetto a quanto oggi offerto dai principali concorrenti Android.

    Specifiche da vero flagship killer

    Motorola Edge 70 Max si posiziona come un classico “flagship killer”, grazie a una dotazione hardware di alto livello:

    • Chip Snapdragon 8 Gen 5
    • Batteria da 7.100 mAh al silicio-carbonio
    • Ricarica rapida cablata
    • Ricarica wireless magnetica compatibile Qi2.2
    • Elevata resistenza costruttiva

    Il prezzo nel Regno Unito è fissato a 700 sterline, un posizionamento che sulla carta rende il telefono piuttosto competitivo.

    Il vero punto debole: gli aggiornamenti

    Il sito ufficiale britannico di Motorola ha però svelato la politica di supporto software del dispositivo: Edge 70 Max esce dalla fabbrica con Android 16 a bordo, ma sono garantiti soltanto due major update, fino ad Android 17 e Android 18. Anche le patch di sicurezza si fermano a tre anni dal lancio.

    Un divario sempre più evidente rispetto alla concorrenza

    Nel 2026 diversi produttori Android, soprattutto nella fascia alta, garantiscono ormai fino a sette anni di aggiornamenti di sistema e sicurezza, e anche nella fascia media sono sempre più comuni almeno quattro major update. In questo contesto, il supporto limitato di Edge 70 Max rappresenta un aspetto critico, capace di offuscare un hardware altrimenti molto convincente.

    Un problema che potrebbe pesare anche sull’eventuale arrivo in Italia

    Al momento non è chiaro se Motorola Edge 70 Max arriverà anche sul mercato italiano. Qualora accadesse, la ridotta finestra di aggiornamenti rischierebbe comunque di scoraggiare gli utenti più attenti alla durata nel tempo del proprio smartphone. Con Google Pixel e Samsung Galaxy sempre più orientati a promesse di supporto pluriennale, la politica di aggiornamento sta ormai diventando un criterio di scelta importante quanto le prestazioni pure, e su questo fronte Edge 70 Max parte in evidente svantaggio.


  • blog@androidiani.netB

    nubia, marchio controllato da ZTE, ha presentato ufficialmente il nuovo smartphone NaviX Ultra in occasione della World Artificial Intelligence Conference (WAIC 2026). L’azienda lo definisce “il primo smartphone al mondo con agente AI”, puntando tutto sull’intelligenza artificiale come elemento distintivo del prodotto.

    Un assistente AI pensato per agire, non solo rispondere

    Secondo quanto comunicato da nubia, NaviX Ultra integra Doubao, l’assistente AI disponibile in Cina. A differenza di molti concorrenti che si limitano ad aggiungere funzioni di AI generativa, nubia punta a differenziarsi puntando su un vero e proprio “agente AI” come cuore del sistema: una tecnologia capace di comprendere le istruzioni dell’utente ed eseguire autonomamente più operazioni in sequenza, un approccio che diversi analisti indicano come possibile prossima tendenza del settore smartphone.

    Design con barra fotocamera in stile Pixel

    Dalle immagini diffuse, il retro del dispositivo presenta una barra orizzontale che ospita il comparto fotografico, con un layout che ricorda da vicino quello della serie Google Pixel. Il modulo integra tre sensori. Il telefono sarà disponibile in tre colorazioni: Blue Horizon, Black Dreamscape e White. Per il momento non sono stati resi noti dettagli su fotocamere, display o processore.

    Un riconoscimento per l’innovazione in ambito AI

    In occasione della presentazione, nubia ha anche annunciato che NaviX Ultra ha ricevuto il premio “2026 SAIL (Super AI Leader) Award”, assegnato in vista della WAIC 2026 e pensato per premiare approcci innovativi nel campo dell’intelligenza artificiale.

    Specifiche tecniche in arrivo nei prossimi giorni

    Al momento restano sconosciuti prezzo, data di lancio e scheda tecnica completa del dispositivo. Vista l’avvenuta presentazione ufficiale, è però probabile che processore, display e dettagli sulla fotocamera vengano svelati nel giro di pochi giorni. Gli smartphone costruiti attorno a un vero agente AI sono ancora rari sul mercato, e sarà interessante capire quale esperienza d’uso concreta riuscirà a offrire nubia con questo NaviX Ultra.


  • blog@androidiani.netB

    Samsung potrebbe introdurre un nuovo tasto fisico dedicato alla fotocamera sui futuri Galaxy. Un brevetto europeo recentemente pubblicato mostra un pulsante allungato posizionato sul lato del telaio, pensato per l’avvio dell’app fotocamera e per lo scatto. Un approccio finora associato soprattutto alla serie Xperia di Sony, pioniera del tasto fisico dedicato sugli smartphone.

    Un pulsante multifunzione integrato nel telaio

    Il documento descrive una struttura sottile e allungata, quasi integrata nella cornice laterale del dispositivo. Samsung la definisce “multi-function button”, ma il brevetto ne dettaglia in modo specifico l’utilizzo per il controllo della fotocamera. Il posizionamento è pensato per essere raggiunto naturalmente dall’indice quando lo smartphone viene impugnato in orizzontale.

    Pressione a due stadi, come su una fotocamera vera

    Secondo il brevetto, il tasto riconoscerebbe due livelli di pressione: una prima pressione per avviare l’app fotocamera e una seconda, più profonda, per scattare la foto. Un funzionamento che ricalca da vicino quello dell’otturatore di una fotocamera digitale tradizionale, offrendo un’esperienza di scatto diversa rispetto al tasto virtuale sullo schermo.

    Un sensore Hall per gestire zoom ed esposizione

    Il dettaglio più interessante riguarda l’uso di un sensore Hall per rilevare con precisione la profondità e la posizione della pressione. Questo permetterebbe di andare oltre il semplice scatto, gestendo anche:

    • Variazione dello zoom
    • Correzione dell’esposizione
    • Cambio dell’obiettivo utilizzato

    In prospettiva, non è escluso che possano aggiungersi anche gesture a scorrimento sul tasto stesso.

    Resta da vedere se arriverà davvero sui Galaxy

    Come sempre in questi casi, si tratta al momento solo di un brevetto, senza alcuna conferma sull’effettiva adozione in un Galaxy commerciale. Negli ultimi tempi, però, i produttori di smartphone puntano sempre più a differenziare l’esperienza fotografica anche a livello hardware, e un tasto fisico dedicato potrebbe essere uno degli strumenti per farlo. Se Samsung riuscirà davvero a offrire un’esperienza vicina a quella storicamente garantita da Xperia, lo scopriremo solo con i prossimi lanci ufficiali.


  • blog@androidiani.netB

    Xiaomi ha da poco presentato in Cina la serie Redmi Note 17, e già emergono le prime tracce della sua controparte globale a marchio POCO. Secondo un nuovo leak, il POCO X8 punterebbe soprattutto su un’autonomia da record, grazie a un balzo notevole della capacità della batteria rispetto al predecessore.

    Il nome POCO X8 spunta dal codice di HyperOS

    L’indiscrezione arriva da Kacper Skrzypek, leaker con un buon tracciato di precedenti su prodotti Xiaomi. Secondo quanto riportato, il riferimento al “POCO X8” è stato individuato direttamente nel codice di HyperOS. Il dispositivo era finito al centro di voci su una possibile cancellazione, ma questa scoperta riaccende le prospettive di un lancio globale.

    Batteria da 8.340 mAh, +63% sul modello precedente

    Il dato più interessante riguarda proprio l’accumulatore: secondo il leak, POCO X8 monterebbe una batteria da circa 8.340 mAh, contro i 5.100 mAh del POCO X7. Un incremento di circa il 63% che, se confermato, garantirebbe un’autonomia decisamente superiore rispetto alla generazione precedente. Xiaomi tende spesso a condividere componenti chiave tra le serie Redmi e POCO, per cui è probabile che la capacità ricalchi quella della versione globale di Redmi Note 17 Pro 5G.

    Fotocamera invariata, cambia il processore

    Sul fronte fotografico non sono attesi grandi cambiamenti: si parla di un sensore principale da 50 megapixel affiancato da un secondario da 2 megapixel, sostanzialmente in linea con Redmi Note 17 Pro. Più significativo il possibile cambio di processore, con il passaggio dal MediaTek Dimensity 7300 Ultra al Qualcomm Snapdragon 6s Gen 4, anche se i primi dati sui benchmark suggeriscono un incremento prestazionale piuttosto contenuto.

    Data di lancio ancora tutta da scoprire

    Al momento non ci sono conferme ufficiali sui tempi di presentazione. Il POCO X7 aveva debuttato a livello globale a inizio 2025, e uno schema simile potrebbe ripetersi anche per il successore. Se le indiscrezioni troveranno conferma, POCO X8 punterà più sull’autonomia che su un salto prestazionale netto, restando comunque un’opzione interessante per chi cerca uno smartphone Android capace di durare a lungo lontano dalla presa di corrente. Trattandosi di informazioni ancora in fase di sviluppo, specifiche finali e tempistiche potrebbero comunque cambiare.


  • blog@androidiani.netB

    Mentre il mercato degli smartphone pieghevoli continua a evolversi, OPPO sembra guardare in una direzione diversa. Secondo un noto leaker, l’azienda cinese starebbe sviluppando un dispositivo con display extra-largo che rinuncia del tutto al meccanismo pieghevole.

    Né un pieghevole, né un mini tablet

    L’indiscrezione arriva dal leaker cinese Digital Chat Station, secondo cui il nuovo modello non sarebbe né uno smartphone pieghevole né un piccolo tablet. Il dispositivo manterrebbe la forma dritta tradizionale di uno smartphone, ma con un display molto più largo del solito, con un rapporto d’aspetto vicino al 16:10, ben diverso dai formati allungati oggi dominanti. OPPO diventerebbe così il secondo produttore, dopo Huawei, a esplorare questo tipo di formato.

    I vantaggi di non avere una cerniera

    Se il progetto dovesse concretizzarsi, offrirebbe vantaggi diversi rispetto ai pieghevoli tradizionali. Il principale è la possibilità di utilizzare un normale pannello in vetro, senza i problemi di piega, cerniera e durabilità tipici dei foldable. Un display largo in formato 16:10 renderebbe inoltre più naturale il multitasking a schermo diviso, con due app affiancate o documenti e fogli di calcolo più leggibili, oltre a un’esperienza diversa per editing video e gaming.

    Una nuova categoria di prodotto?

    Gli smartphone attuali adottano quasi tutti display allungati in rapporto 19,5:9 o 20:9, ma non manca chi vorrebbe più spazio operativo senza rinunciare alla portabilità. Un modello con display extra-wide potrebbe collocarsi proprio a metà tra smartphone e mini tablet, offrendo maggiore robustezza e un prezzo potenzialmente più accessibile rispetto ai pieghevoli, complice l’assenza di parti mobili. Il progetto sarebbe però ancora in una fase iniziale di sviluppo: specifiche e data di lancio restano del tutto ignote, così come l’effettiva volontà di OPPO di portarlo sul mercato. Non resta che attendere ulteriori indiscrezioni nelle prossime settimane.


  • blog@androidiani.netB

    Xiaomi sembra pronta a tornare protagonista nel segmento dei pieghevoli a libro dopo un periodo di relativa assenza. Secondo un nuovo leak, il prossimo modello della serie Mix adotterebbe un design profondamente rinnovato, molto vicino a quello che Samsung starebbe per introdurre con il suo prossimo pieghevole di punta.

    Design “a passaporto” in stile Galaxy Z Fold 8

    Secondo il leaker cinese Smart Pikachu, il nuovo pieghevole Xiaomi adotterà una scocca “completamente inedita”. I modelli Xiaomi Mix Fold 4 e Galaxy Z Fold finora hanno seguito un formato a libro, largo in orizzontale. Samsung, invece, starebbe per passare a un formato più verticale, il cosiddetto design “a passaporto”, con il prossimo Galaxy Z Fold 8 (mentre la variante attuale diventerebbe Galaxy Z Fold Ultra). Secondo l’indiscrezione, anche il nuovo Xiaomi adotterebbe questa impostazione, pensata per migliorare l’impugnatura e l’usabilità da chiuso.

    Debutto in vista per il chip proprietario XRing O3

    Novità importanti sono attese anche sul fronte delle prestazioni. Finora i modelli di punta Xiaomi hanno utilizzato processori Qualcomm Snapdragon, ma per questo nuovo pieghevole si rincorrono voci su un chip proprietario della serie XRing, sviluppato internamente. Il primo XRing O1 aveva ricevuto un’accoglienza piuttosto positiva, e il successore XRing O3 potrebbe debuttare entro fine anno proprio su questo dispositivo.

    Batteria da 6.000 mAh e accessori magnetici

    Tra le altre indiscrezioni si parla di una batteria di grande capacità, attorno ai 6.000 mAh, e del supporto agli accessori magnetici già introdotti sui recenti flagship Xiaomi, per una gestione più semplice di ricarica e periferiche compatibili.

    Una sfida diretta al prossimo Galaxy Z Fold

    Nome definitivo e data di lancio non sono ancora stati confermati, ma se Xiaomi tornerà davvero con decisione nel segmento dei grandi pieghevoli, il confronto con il prossimo Galaxy Z Fold 8 sembra inevitabile. Va ricordato che si tratta ancora di informazioni non ufficiali, quindi specifiche e design definitivi potrebbero cambiare rispetto a quanto trapelato finora.


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    Samsung ha finalmente fatto chiarezza sul problema del display che assume una tonalità rossastra, segnalato da diversi possessori di Galaxy S26 Ultra nelle scorse settimane. L’azienda coreana ha confermato che non si tratta di un guasto hardware, ma di un difetto legato al software, e ha annunciato l’arrivo di un aggiornamento correttivo.

    La causa è nel software, non nel pannello

    Secondo quanto riportato dai media coreani, Samsung ha concluso le indagini interne attribuendo il fenomeno a un problema di “ottimizzazione software”. In pratica, il pannello non presenta difetti fisici: l’anomalia cromatica nasce da un errore nella gestione software dell’immagine. Alcuni osservatori ipotizzano un collegamento con la nuova funzione “Privacy Display” introdotta sulla serie Galaxy S26, ma Samsung non ha ancora confermato ufficialmente questo dettaglio.

    In arrivo un aggiornamento risolutivo

    La notizia più rassicurante per gli utenti riguarda proprio la soluzione: Samsung ha dichiarato che distribuirà un aggiornamento software dedicato ai dispositivi interessati dal problema. Non è stata ancora comunicata una data precisa di rilascio, ma in Corea del Sud i centri assistenza Samsung sono già stati istruiti per intervenire tramite aggiornamento software sui terminali che presentano l’anomalia. Chi riscontra già il problema può quindi attendere l’update oppure rivolgersi al supporto clienti.

    Un guasto software è comunque una buona notizia

    Trattandosi di un flagship che supera abbondantemente i 1.000 dollari, le prime segnalazioni relative al display avevano inevitabilmente creato preoccupazione tra gli acquirenti. Il fatto che Samsung abbia escluso un difetto hardware rappresenta quindi un elemento rassicurante per chi ha già acquistato il dispositivo, anche se resta da verificare quanto efficacemente l’aggiornamento risolverà il problema una volta distribuito. Nelle prossime settimane sarà interessante seguire i tempi di rilascio della patch e i riscontri della community dopo l’installazione.


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    La Commissione Europea ha imposto a Google due misure correttive vincolanti in base al Digital Markets Act (DMA), riguardanti rispettivamente Android e Google Search. Il provvedimento, annunciato il 16 luglio, obbligherà Google ad aprire ad altri assistenti AI le funzioni oggi riservate a Gemini su Android, oltre a condividere dati di ricerca anonimizzati con i servizi concorrenti.

    Gli assistenti rivali potranno accedere alle funzioni oggi esclusive di Gemini

    Il cambiamento più rilevante riguarda proprio l’assistente AI di sistema. Ad oggi, numerose funzioni profonde di Android sono accessibili solo a Gemini, mentre gli assistenti di terze parti restano penalizzati sul piano funzionale. Secondo la Commissione, circa il 60% degli utenti Android nell’Unione Europea considera poco attraente il passaggio a un assistente diverso da Gemini proprio a causa di questo divario. Con la nuova decisione, chi imposta ChatGPT o un altro assistente come predefinito potrà ottenere funzionalità paragonabili a quelle finora riservate a Gemini.

    Attivazione vocale e integrazione con le app

    • Avvio dell’assistente tramite comando vocale
    • Prenotazione di taxi direttamente dall’assistente
    • Suggerimenti di risposta rapida nelle app di messaggistica
    • Accesso a informazioni sui luoghi visitati di recente

    Per rendere possibili queste funzioni, Google dovrà aprire l’accesso alla cronologia della posizione, alle app di messaggistica e ad altre integrazioni di sistema, sempre nel rispetto di privacy e sicurezza. La scadenza fissata dalla Commissione per completare l’adeguamento è luglio 2027.

    Anche Google Search dovrà condividere i propri dati

    La seconda misura riguarda il motore di ricerca: Google dovrà fornire dati di ricerca anonimizzati, con un livello di dettaglio equivalente a quello che utilizza internamente per migliorare la qualità dei risultati, ai servizi concorrenti e ai chatbot AI dotati di funzioni di ricerca che soddisfano determinati requisiti. I dati saranno sottoposti a più fasi di anonimizzazione e Google potrà comunque valutare caso per caso eventuali rischi rilevanti per sicurezza informatica o privacy. Le modalità di accesso e i costi saranno regolati da criteri stabiliti dalla Commissione, con entrata in vigore da gennaio 2027.

    Un possibile riequilibrio della concorrenza nell’AI

    L’obiettivo dichiarato di Bruxelles è rafforzare la concorrenza tra assistenti AI su Android e nel mercato della ricerca online, aprendo la strada a servizi come ChatGPT o Perplexity per offrire funzioni più avanzate direttamente sul sistema operativo di Google. Va comunque ricordato che si tratta di misure legate al Digital Markets Act e quindi, almeno per ora, limitate al mercato europeo: resta da vedere se cambiamenti simili verranno estesi anche ad altre aree del mondo.


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    Il Galaxy Z Fold 8 Ultra non è ancora stato presentato ufficialmente da Samsung, ma esiste già una versione da collezione che costa quanto un appartamento. Il marchio di lusso russo Caviar ha lanciato una edizione speciale del pieghevole, ancora inedito, dedicata a Lionel Messi: prezzo di partenza 13.130 dollari, circa 213.000 euro al cambio attuale, per soli 19 esemplari in tutto il mondo.

    Una cover in smalto e oro 24 carati

    Il modello fa parte della nuova collezione “Legends” di Caviar e presenta sul retro un ritratto di Messi in maglia dell’Argentina, realizzato a mano con la tecnica dello smalto cloisonné. I contorni della decorazione, il numero 10 e i simboli dell’Argentina sono rifiniti in oro a 24 carati, mentre anche parte del telaio riceve lo stesso trattamento. Il risultato è più vicino a un oggetto da collezione che a uno smartphone di uso quotidiano.

    Solo 19 pezzi, tutti personalizzabili

    La tiratura è limitata a 19 unità globali. Gli acquirenti potranno inoltre richiedere incisioni personalizzate, loghi dedicati, varianti di design e una confezione esclusiva, a conferma che il target sono collezionisti e appassionati di lusso più che utenti alla ricerca di prestazioni. Il prezzo di 13.130 dollari riguarda la versione da 256 GB: le personalizzazioni aggiuntive fanno lievitare ulteriormente il costo.

    Il vero Galaxy Z Fold 8 Ultra resta un mistero

    È importante sottolineare che questa iniziativa riguarda solo la cover artigianale realizzata da Caviar: le specifiche del Galaxy Z Fold 8 Ultra originale restano ancora ufficialmente sconosciute. Il dispositivo di base dovrebbe essere presentato da Samsung il 22 luglio, durante il prossimo evento Galaxy Unpacked, dove finalmente scopriremo design e caratteristiche tecniche complete.

    Il fascino della rarità più che delle prestazioni

    Negli ultimi anni Caviar ha costruito una piccola nicchia di mercato realizzando edizioni ultra-lusso basate sui flagship di Apple e Samsung, puntando su materiali preziosi e lavorazioni artigianali piuttosto che su miglioramenti hardware. Anche in questo caso, il valore dell’operazione non sta nelle prestazioni ma nell’esclusività: possedere uno dei soli 19 Galaxy Z Fold 8 Ultra al mondo con questa livrea è, per chi può permetterselo, il vero elemento di richiamo.


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    Google ha rilasciato la versione 5.04 della sua app per la salute, Google Health, con un aggiornamento che punta soprattutto a migliorare la gestione dell’alimentazione, oltre a intervenire su sonno, attività fisica e ciclo mestruale. L’update arriva a breve distanza dalla precedente release e risponde a diverse richieste avanzate dagli utenti sul fronte della gestione nutrizionale.

    Alimenti personalizzati e log più rapidi

    La novità principale riguarda la registrazione dei pasti: è ora possibile creare alimenti personalizzati, modificarli ed eliminarli, così da avere sempre a disposizione i cibi consumati più di frequente senza doverli cercare ogni volta da zero. In alternativa, si possono inserire direttamente calorie e macronutrienti (proteine, grassi e carboidrati) senza passare dalla ricerca del prodotto, velocizzando la compilazione del diario alimentare. Google Health corregge inoltre un bug che, per alcuni utenti, calcolava in modo errato la ripartizione calorica dei tre macronutrienti.

    Migliorie anche per sonno e allenamenti

    Sul fronte del sonno, la funzione di monitoraggio dei pisolini viene ulteriormente affinata: il tempo dei riposini diurni si somma ora al totale delle ore di sonno mostrato nella scheda “Today”, per un quadro più accurato della giornata. Per quanto riguarda l’attività fisica, viene risolto un problema che in alcuni casi troncava a metà la visualizzazione del grafico della frequenza cardiaca e della mappa del percorso nel riepilogo degli allenamenti.

    Corretti anche ciclo mestruale e funzione amici

    Il monitoraggio del ciclo mestruale guadagna una visualizzazione cronologica per anno, utile per individuare variazioni nel tempo. Sempre in questa release, su iOS viene risolto un bug che impediva ad alcuni utenti di inviare nuove richieste di amicizia all’interno dell’app.

    Un aggiornamento orientato alla praticità quotidiana

    Google Health 5.04 è già disponibile su iOS e sta arrivando progressivamente anche su Android. Non si tratta di un aggiornamento con grandi funzioni inedite, quanto piuttosto di un intervento mirato a rendere più semplice il monitoraggio quotidiano dei pasti e a correggere alcuni fastidiosi difetti segnalati dalla community. Per chi tiene traccia con costanza della propria alimentazione, si tratta comunque di un passo avanti concreto nell’usabilità dell’app.




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