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  • blog@androidiani.netB

    Samsung ha stretto un nuovo accordo con Amazon che porterà l’app Amazon Music preinstallata sui futuri smartphone e tablet della gamma Galaxy. Una notizia che farà piacere a chi già utilizza il servizio di streaming musicale, ma che riaccende le critiche verso il crescente numero di app superflue presenti di serie sui dispositivi coreani.

    Tre mesi di Amazon Music Unlimited in omaggio

    Fino ad oggi Amazon Music era scaricabile dal Galaxy Store, ma con il nuovo accordo l’app sarà installata di default fin dalla prima accensione. I dispositivi coinvolti includeranno inoltre tre mesi gratuiti di Amazon Music Unlimited, il piano che dà accesso a oltre 100 milioni di brani senza pubblicità. Terminato il periodo di prova, il costo passa a 11,99 dollari al mese, che scendono a 10,99 dollari per gli abbonati Amazon Prime.

    I Galaxy non sono nuovi al problema del bloatware

    Gli smartphone Samsung sono da tempo noti per il gran numero di applicazioni preinstallate, spesso doppioni delle app Google. Basti pensare al Galaxy S26 Ultra, che convive già con coppie come Chrome e Samsung Internet, Gmail e Samsung Email, oppure il Play Store e il Galaxy Store, a cui si aggiungono app come Audible, Microsoft OneDrive e Facebook App Manager, talvolta arricchite da ulteriori applicazioni personalizzate dagli operatori telefonici.

    • Amazon Music (nuovo)
    • Audible
    • Microsoft OneDrive
    • Facebook App Manager
    • App doppie Google/Samsung (Chrome/Samsung Internet, Gmail/Samsung Email)

    Non è chiaro se arriverà anche in Italia

    Le informazioni finora diffuse riguardano i mercati internazionali, mentre resta da confermare se Amazon Music sarà preinstallata anche sui modelli Galaxy commercializzati in Italia, dove le app di serie possono variare in base agli accordi con i singoli operatori. Per chi utilizza già il servizio Amazon, la novità semplifica l’esperienza d’uso fin dal primo avvio; per gli altri, si tratta semplicemente di un’altra app da disinstallare.


  • blog@androidiani.netB

    Motorola Edge 70 Max si presenta con una scheda tecnica di tutto rispetto: chip Snapdragon di ultima generazione e batteria da 7.100 mAh sono solo alcuni dei punti di forza del nuovo modello. A far discutere, però, è la politica di supporto software annunciata dall’azienda, decisamente più limitata rispetto a quanto oggi offerto dai principali concorrenti Android.

    Specifiche da vero flagship killer

    Motorola Edge 70 Max si posiziona come un classico “flagship killer”, grazie a una dotazione hardware di alto livello:

    • Chip Snapdragon 8 Gen 5
    • Batteria da 7.100 mAh al silicio-carbonio
    • Ricarica rapida cablata
    • Ricarica wireless magnetica compatibile Qi2.2
    • Elevata resistenza costruttiva

    Il prezzo nel Regno Unito è fissato a 700 sterline, un posizionamento che sulla carta rende il telefono piuttosto competitivo.

    Il vero punto debole: gli aggiornamenti

    Il sito ufficiale britannico di Motorola ha però svelato la politica di supporto software del dispositivo: Edge 70 Max esce dalla fabbrica con Android 16 a bordo, ma sono garantiti soltanto due major update, fino ad Android 17 e Android 18. Anche le patch di sicurezza si fermano a tre anni dal lancio.

    Un divario sempre più evidente rispetto alla concorrenza

    Nel 2026 diversi produttori Android, soprattutto nella fascia alta, garantiscono ormai fino a sette anni di aggiornamenti di sistema e sicurezza, e anche nella fascia media sono sempre più comuni almeno quattro major update. In questo contesto, il supporto limitato di Edge 70 Max rappresenta un aspetto critico, capace di offuscare un hardware altrimenti molto convincente.

    Un problema che potrebbe pesare anche sull’eventuale arrivo in Italia

    Al momento non è chiaro se Motorola Edge 70 Max arriverà anche sul mercato italiano. Qualora accadesse, la ridotta finestra di aggiornamenti rischierebbe comunque di scoraggiare gli utenti più attenti alla durata nel tempo del proprio smartphone. Con Google Pixel e Samsung Galaxy sempre più orientati a promesse di supporto pluriennale, la politica di aggiornamento sta ormai diventando un criterio di scelta importante quanto le prestazioni pure, e su questo fronte Edge 70 Max parte in evidente svantaggio.


  • blog@androidiani.netB

    nubia, marchio controllato da ZTE, ha presentato ufficialmente il nuovo smartphone NaviX Ultra in occasione della World Artificial Intelligence Conference (WAIC 2026). L’azienda lo definisce “il primo smartphone al mondo con agente AI”, puntando tutto sull’intelligenza artificiale come elemento distintivo del prodotto.

    Un assistente AI pensato per agire, non solo rispondere

    Secondo quanto comunicato da nubia, NaviX Ultra integra Doubao, l’assistente AI disponibile in Cina. A differenza di molti concorrenti che si limitano ad aggiungere funzioni di AI generativa, nubia punta a differenziarsi puntando su un vero e proprio “agente AI” come cuore del sistema: una tecnologia capace di comprendere le istruzioni dell’utente ed eseguire autonomamente più operazioni in sequenza, un approccio che diversi analisti indicano come possibile prossima tendenza del settore smartphone.

    Design con barra fotocamera in stile Pixel

    Dalle immagini diffuse, il retro del dispositivo presenta una barra orizzontale che ospita il comparto fotografico, con un layout che ricorda da vicino quello della serie Google Pixel. Il modulo integra tre sensori. Il telefono sarà disponibile in tre colorazioni: Blue Horizon, Black Dreamscape e White. Per il momento non sono stati resi noti dettagli su fotocamere, display o processore.

    Un riconoscimento per l’innovazione in ambito AI

    In occasione della presentazione, nubia ha anche annunciato che NaviX Ultra ha ricevuto il premio “2026 SAIL (Super AI Leader) Award”, assegnato in vista della WAIC 2026 e pensato per premiare approcci innovativi nel campo dell’intelligenza artificiale.

    Specifiche tecniche in arrivo nei prossimi giorni

    Al momento restano sconosciuti prezzo, data di lancio e scheda tecnica completa del dispositivo. Vista l’avvenuta presentazione ufficiale, è però probabile che processore, display e dettagli sulla fotocamera vengano svelati nel giro di pochi giorni. Gli smartphone costruiti attorno a un vero agente AI sono ancora rari sul mercato, e sarà interessante capire quale esperienza d’uso concreta riuscirà a offrire nubia con questo NaviX Ultra.


  • blog@androidiani.netB

    Samsung potrebbe introdurre un nuovo tasto fisico dedicato alla fotocamera sui futuri Galaxy. Un brevetto europeo recentemente pubblicato mostra un pulsante allungato posizionato sul lato del telaio, pensato per l’avvio dell’app fotocamera e per lo scatto. Un approccio finora associato soprattutto alla serie Xperia di Sony, pioniera del tasto fisico dedicato sugli smartphone.

    Un pulsante multifunzione integrato nel telaio

    Il documento descrive una struttura sottile e allungata, quasi integrata nella cornice laterale del dispositivo. Samsung la definisce “multi-function button”, ma il brevetto ne dettaglia in modo specifico l’utilizzo per il controllo della fotocamera. Il posizionamento è pensato per essere raggiunto naturalmente dall’indice quando lo smartphone viene impugnato in orizzontale.

    Pressione a due stadi, come su una fotocamera vera

    Secondo il brevetto, il tasto riconoscerebbe due livelli di pressione: una prima pressione per avviare l’app fotocamera e una seconda, più profonda, per scattare la foto. Un funzionamento che ricalca da vicino quello dell’otturatore di una fotocamera digitale tradizionale, offrendo un’esperienza di scatto diversa rispetto al tasto virtuale sullo schermo.

    Un sensore Hall per gestire zoom ed esposizione

    Il dettaglio più interessante riguarda l’uso di un sensore Hall per rilevare con precisione la profondità e la posizione della pressione. Questo permetterebbe di andare oltre il semplice scatto, gestendo anche:

    • Variazione dello zoom
    • Correzione dell’esposizione
    • Cambio dell’obiettivo utilizzato

    In prospettiva, non è escluso che possano aggiungersi anche gesture a scorrimento sul tasto stesso.

    Resta da vedere se arriverà davvero sui Galaxy

    Come sempre in questi casi, si tratta al momento solo di un brevetto, senza alcuna conferma sull’effettiva adozione in un Galaxy commerciale. Negli ultimi tempi, però, i produttori di smartphone puntano sempre più a differenziare l’esperienza fotografica anche a livello hardware, e un tasto fisico dedicato potrebbe essere uno degli strumenti per farlo. Se Samsung riuscirà davvero a offrire un’esperienza vicina a quella storicamente garantita da Xperia, lo scopriremo solo con i prossimi lanci ufficiali.


  • blog@androidiani.netB

    Xiaomi ha da poco presentato in Cina la serie Redmi Note 17, e già emergono le prime tracce della sua controparte globale a marchio POCO. Secondo un nuovo leak, il POCO X8 punterebbe soprattutto su un’autonomia da record, grazie a un balzo notevole della capacità della batteria rispetto al predecessore.

    Il nome POCO X8 spunta dal codice di HyperOS

    L’indiscrezione arriva da Kacper Skrzypek, leaker con un buon tracciato di precedenti su prodotti Xiaomi. Secondo quanto riportato, il riferimento al “POCO X8” è stato individuato direttamente nel codice di HyperOS. Il dispositivo era finito al centro di voci su una possibile cancellazione, ma questa scoperta riaccende le prospettive di un lancio globale.

    Batteria da 8.340 mAh, +63% sul modello precedente

    Il dato più interessante riguarda proprio l’accumulatore: secondo il leak, POCO X8 monterebbe una batteria da circa 8.340 mAh, contro i 5.100 mAh del POCO X7. Un incremento di circa il 63% che, se confermato, garantirebbe un’autonomia decisamente superiore rispetto alla generazione precedente. Xiaomi tende spesso a condividere componenti chiave tra le serie Redmi e POCO, per cui è probabile che la capacità ricalchi quella della versione globale di Redmi Note 17 Pro 5G.

    Fotocamera invariata, cambia il processore

    Sul fronte fotografico non sono attesi grandi cambiamenti: si parla di un sensore principale da 50 megapixel affiancato da un secondario da 2 megapixel, sostanzialmente in linea con Redmi Note 17 Pro. Più significativo il possibile cambio di processore, con il passaggio dal MediaTek Dimensity 7300 Ultra al Qualcomm Snapdragon 6s Gen 4, anche se i primi dati sui benchmark suggeriscono un incremento prestazionale piuttosto contenuto.

    Data di lancio ancora tutta da scoprire

    Al momento non ci sono conferme ufficiali sui tempi di presentazione. Il POCO X7 aveva debuttato a livello globale a inizio 2025, e uno schema simile potrebbe ripetersi anche per il successore. Se le indiscrezioni troveranno conferma, POCO X8 punterà più sull’autonomia che su un salto prestazionale netto, restando comunque un’opzione interessante per chi cerca uno smartphone Android capace di durare a lungo lontano dalla presa di corrente. Trattandosi di informazioni ancora in fase di sviluppo, specifiche finali e tempistiche potrebbero comunque cambiare.


  • blog@androidiani.netB

    Mentre il mercato degli smartphone pieghevoli continua a evolversi, OPPO sembra guardare in una direzione diversa. Secondo un noto leaker, l’azienda cinese starebbe sviluppando un dispositivo con display extra-largo che rinuncia del tutto al meccanismo pieghevole.

    Né un pieghevole, né un mini tablet

    L’indiscrezione arriva dal leaker cinese Digital Chat Station, secondo cui il nuovo modello non sarebbe né uno smartphone pieghevole né un piccolo tablet. Il dispositivo manterrebbe la forma dritta tradizionale di uno smartphone, ma con un display molto più largo del solito, con un rapporto d’aspetto vicino al 16:10, ben diverso dai formati allungati oggi dominanti. OPPO diventerebbe così il secondo produttore, dopo Huawei, a esplorare questo tipo di formato.

    I vantaggi di non avere una cerniera

    Se il progetto dovesse concretizzarsi, offrirebbe vantaggi diversi rispetto ai pieghevoli tradizionali. Il principale è la possibilità di utilizzare un normale pannello in vetro, senza i problemi di piega, cerniera e durabilità tipici dei foldable. Un display largo in formato 16:10 renderebbe inoltre più naturale il multitasking a schermo diviso, con due app affiancate o documenti e fogli di calcolo più leggibili, oltre a un’esperienza diversa per editing video e gaming.

    Una nuova categoria di prodotto?

    Gli smartphone attuali adottano quasi tutti display allungati in rapporto 19,5:9 o 20:9, ma non manca chi vorrebbe più spazio operativo senza rinunciare alla portabilità. Un modello con display extra-wide potrebbe collocarsi proprio a metà tra smartphone e mini tablet, offrendo maggiore robustezza e un prezzo potenzialmente più accessibile rispetto ai pieghevoli, complice l’assenza di parti mobili. Il progetto sarebbe però ancora in una fase iniziale di sviluppo: specifiche e data di lancio restano del tutto ignote, così come l’effettiva volontà di OPPO di portarlo sul mercato. Non resta che attendere ulteriori indiscrezioni nelle prossime settimane.


  • blog@androidiani.netB

    Xiaomi sembra pronta a tornare protagonista nel segmento dei pieghevoli a libro dopo un periodo di relativa assenza. Secondo un nuovo leak, il prossimo modello della serie Mix adotterebbe un design profondamente rinnovato, molto vicino a quello che Samsung starebbe per introdurre con il suo prossimo pieghevole di punta.

    Design “a passaporto” in stile Galaxy Z Fold 8

    Secondo il leaker cinese Smart Pikachu, il nuovo pieghevole Xiaomi adotterà una scocca “completamente inedita”. I modelli Xiaomi Mix Fold 4 e Galaxy Z Fold finora hanno seguito un formato a libro, largo in orizzontale. Samsung, invece, starebbe per passare a un formato più verticale, il cosiddetto design “a passaporto”, con il prossimo Galaxy Z Fold 8 (mentre la variante attuale diventerebbe Galaxy Z Fold Ultra). Secondo l’indiscrezione, anche il nuovo Xiaomi adotterebbe questa impostazione, pensata per migliorare l’impugnatura e l’usabilità da chiuso.

    Debutto in vista per il chip proprietario XRing O3

    Novità importanti sono attese anche sul fronte delle prestazioni. Finora i modelli di punta Xiaomi hanno utilizzato processori Qualcomm Snapdragon, ma per questo nuovo pieghevole si rincorrono voci su un chip proprietario della serie XRing, sviluppato internamente. Il primo XRing O1 aveva ricevuto un’accoglienza piuttosto positiva, e il successore XRing O3 potrebbe debuttare entro fine anno proprio su questo dispositivo.

    Batteria da 6.000 mAh e accessori magnetici

    Tra le altre indiscrezioni si parla di una batteria di grande capacità, attorno ai 6.000 mAh, e del supporto agli accessori magnetici già introdotti sui recenti flagship Xiaomi, per una gestione più semplice di ricarica e periferiche compatibili.

    Una sfida diretta al prossimo Galaxy Z Fold

    Nome definitivo e data di lancio non sono ancora stati confermati, ma se Xiaomi tornerà davvero con decisione nel segmento dei grandi pieghevoli, il confronto con il prossimo Galaxy Z Fold 8 sembra inevitabile. Va ricordato che si tratta ancora di informazioni non ufficiali, quindi specifiche e design definitivi potrebbero cambiare rispetto a quanto trapelato finora.


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    Samsung ha finalmente fatto chiarezza sul problema del display che assume una tonalità rossastra, segnalato da diversi possessori di Galaxy S26 Ultra nelle scorse settimane. L’azienda coreana ha confermato che non si tratta di un guasto hardware, ma di un difetto legato al software, e ha annunciato l’arrivo di un aggiornamento correttivo.

    La causa è nel software, non nel pannello

    Secondo quanto riportato dai media coreani, Samsung ha concluso le indagini interne attribuendo il fenomeno a un problema di “ottimizzazione software”. In pratica, il pannello non presenta difetti fisici: l’anomalia cromatica nasce da un errore nella gestione software dell’immagine. Alcuni osservatori ipotizzano un collegamento con la nuova funzione “Privacy Display” introdotta sulla serie Galaxy S26, ma Samsung non ha ancora confermato ufficialmente questo dettaglio.

    In arrivo un aggiornamento risolutivo

    La notizia più rassicurante per gli utenti riguarda proprio la soluzione: Samsung ha dichiarato che distribuirà un aggiornamento software dedicato ai dispositivi interessati dal problema. Non è stata ancora comunicata una data precisa di rilascio, ma in Corea del Sud i centri assistenza Samsung sono già stati istruiti per intervenire tramite aggiornamento software sui terminali che presentano l’anomalia. Chi riscontra già il problema può quindi attendere l’update oppure rivolgersi al supporto clienti.

    Un guasto software è comunque una buona notizia

    Trattandosi di un flagship che supera abbondantemente i 1.000 dollari, le prime segnalazioni relative al display avevano inevitabilmente creato preoccupazione tra gli acquirenti. Il fatto che Samsung abbia escluso un difetto hardware rappresenta quindi un elemento rassicurante per chi ha già acquistato il dispositivo, anche se resta da verificare quanto efficacemente l’aggiornamento risolverà il problema una volta distribuito. Nelle prossime settimane sarà interessante seguire i tempi di rilascio della patch e i riscontri della community dopo l’installazione.


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    La Commissione Europea ha imposto a Google due misure correttive vincolanti in base al Digital Markets Act (DMA), riguardanti rispettivamente Android e Google Search. Il provvedimento, annunciato il 16 luglio, obbligherà Google ad aprire ad altri assistenti AI le funzioni oggi riservate a Gemini su Android, oltre a condividere dati di ricerca anonimizzati con i servizi concorrenti.

    Gli assistenti rivali potranno accedere alle funzioni oggi esclusive di Gemini

    Il cambiamento più rilevante riguarda proprio l’assistente AI di sistema. Ad oggi, numerose funzioni profonde di Android sono accessibili solo a Gemini, mentre gli assistenti di terze parti restano penalizzati sul piano funzionale. Secondo la Commissione, circa il 60% degli utenti Android nell’Unione Europea considera poco attraente il passaggio a un assistente diverso da Gemini proprio a causa di questo divario. Con la nuova decisione, chi imposta ChatGPT o un altro assistente come predefinito potrà ottenere funzionalità paragonabili a quelle finora riservate a Gemini.

    Attivazione vocale e integrazione con le app

    • Avvio dell’assistente tramite comando vocale
    • Prenotazione di taxi direttamente dall’assistente
    • Suggerimenti di risposta rapida nelle app di messaggistica
    • Accesso a informazioni sui luoghi visitati di recente

    Per rendere possibili queste funzioni, Google dovrà aprire l’accesso alla cronologia della posizione, alle app di messaggistica e ad altre integrazioni di sistema, sempre nel rispetto di privacy e sicurezza. La scadenza fissata dalla Commissione per completare l’adeguamento è luglio 2027.

    Anche Google Search dovrà condividere i propri dati

    La seconda misura riguarda il motore di ricerca: Google dovrà fornire dati di ricerca anonimizzati, con un livello di dettaglio equivalente a quello che utilizza internamente per migliorare la qualità dei risultati, ai servizi concorrenti e ai chatbot AI dotati di funzioni di ricerca che soddisfano determinati requisiti. I dati saranno sottoposti a più fasi di anonimizzazione e Google potrà comunque valutare caso per caso eventuali rischi rilevanti per sicurezza informatica o privacy. Le modalità di accesso e i costi saranno regolati da criteri stabiliti dalla Commissione, con entrata in vigore da gennaio 2027.

    Un possibile riequilibrio della concorrenza nell’AI

    L’obiettivo dichiarato di Bruxelles è rafforzare la concorrenza tra assistenti AI su Android e nel mercato della ricerca online, aprendo la strada a servizi come ChatGPT o Perplexity per offrire funzioni più avanzate direttamente sul sistema operativo di Google. Va comunque ricordato che si tratta di misure legate al Digital Markets Act e quindi, almeno per ora, limitate al mercato europeo: resta da vedere se cambiamenti simili verranno estesi anche ad altre aree del mondo.


  • blog@androidiani.netB

    Il Galaxy Z Fold 8 Ultra non è ancora stato presentato ufficialmente da Samsung, ma esiste già una versione da collezione che costa quanto un appartamento. Il marchio di lusso russo Caviar ha lanciato una edizione speciale del pieghevole, ancora inedito, dedicata a Lionel Messi: prezzo di partenza 13.130 dollari, circa 213.000 euro al cambio attuale, per soli 19 esemplari in tutto il mondo.

    Una cover in smalto e oro 24 carati

    Il modello fa parte della nuova collezione “Legends” di Caviar e presenta sul retro un ritratto di Messi in maglia dell’Argentina, realizzato a mano con la tecnica dello smalto cloisonné. I contorni della decorazione, il numero 10 e i simboli dell’Argentina sono rifiniti in oro a 24 carati, mentre anche parte del telaio riceve lo stesso trattamento. Il risultato è più vicino a un oggetto da collezione che a uno smartphone di uso quotidiano.

    Solo 19 pezzi, tutti personalizzabili

    La tiratura è limitata a 19 unità globali. Gli acquirenti potranno inoltre richiedere incisioni personalizzate, loghi dedicati, varianti di design e una confezione esclusiva, a conferma che il target sono collezionisti e appassionati di lusso più che utenti alla ricerca di prestazioni. Il prezzo di 13.130 dollari riguarda la versione da 256 GB: le personalizzazioni aggiuntive fanno lievitare ulteriormente il costo.

    Il vero Galaxy Z Fold 8 Ultra resta un mistero

    È importante sottolineare che questa iniziativa riguarda solo la cover artigianale realizzata da Caviar: le specifiche del Galaxy Z Fold 8 Ultra originale restano ancora ufficialmente sconosciute. Il dispositivo di base dovrebbe essere presentato da Samsung il 22 luglio, durante il prossimo evento Galaxy Unpacked, dove finalmente scopriremo design e caratteristiche tecniche complete.

    Il fascino della rarità più che delle prestazioni

    Negli ultimi anni Caviar ha costruito una piccola nicchia di mercato realizzando edizioni ultra-lusso basate sui flagship di Apple e Samsung, puntando su materiali preziosi e lavorazioni artigianali piuttosto che su miglioramenti hardware. Anche in questo caso, il valore dell’operazione non sta nelle prestazioni ma nell’esclusività: possedere uno dei soli 19 Galaxy Z Fold 8 Ultra al mondo con questa livrea è, per chi può permetterselo, il vero elemento di richiamo.


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    Google ha rilasciato la versione 5.04 della sua app per la salute, Google Health, con un aggiornamento che punta soprattutto a migliorare la gestione dell’alimentazione, oltre a intervenire su sonno, attività fisica e ciclo mestruale. L’update arriva a breve distanza dalla precedente release e risponde a diverse richieste avanzate dagli utenti sul fronte della gestione nutrizionale.

    Alimenti personalizzati e log più rapidi

    La novità principale riguarda la registrazione dei pasti: è ora possibile creare alimenti personalizzati, modificarli ed eliminarli, così da avere sempre a disposizione i cibi consumati più di frequente senza doverli cercare ogni volta da zero. In alternativa, si possono inserire direttamente calorie e macronutrienti (proteine, grassi e carboidrati) senza passare dalla ricerca del prodotto, velocizzando la compilazione del diario alimentare. Google Health corregge inoltre un bug che, per alcuni utenti, calcolava in modo errato la ripartizione calorica dei tre macronutrienti.

    Migliorie anche per sonno e allenamenti

    Sul fronte del sonno, la funzione di monitoraggio dei pisolini viene ulteriormente affinata: il tempo dei riposini diurni si somma ora al totale delle ore di sonno mostrato nella scheda “Today”, per un quadro più accurato della giornata. Per quanto riguarda l’attività fisica, viene risolto un problema che in alcuni casi troncava a metà la visualizzazione del grafico della frequenza cardiaca e della mappa del percorso nel riepilogo degli allenamenti.

    Corretti anche ciclo mestruale e funzione amici

    Il monitoraggio del ciclo mestruale guadagna una visualizzazione cronologica per anno, utile per individuare variazioni nel tempo. Sempre in questa release, su iOS viene risolto un bug che impediva ad alcuni utenti di inviare nuove richieste di amicizia all’interno dell’app.

    Un aggiornamento orientato alla praticità quotidiana

    Google Health 5.04 è già disponibile su iOS e sta arrivando progressivamente anche su Android. Non si tratta di un aggiornamento con grandi funzioni inedite, quanto piuttosto di un intervento mirato a rendere più semplice il monitoraggio quotidiano dei pasti e a correggere alcuni fastidiosi difetti segnalati dalla community. Per chi tiene traccia con costanza della propria alimentazione, si tratta comunque di un passo avanti concreto nell’usabilità dell’app.


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    Motorola ha presentato il 15 luglio il suo primo smartphone pieghevole a conchiglia orizzontale, il motorola razr fold, e l’operatore virtuale giapponese IIJmio ha subito svelato una campagna promozionale dal forte impatto per accompagnarne il lancio sul mercato nipponico.

    Uno sconto da 100.000 yen al debutto

    Secondo quanto comunicato da IIJmio, il dispositivo sarà proposto con uno sconto di 100.000 yen rispetto al prezzo di listino per chi sceglie la portabilità del numero da un altro operatore (MNP), portando il prezzo finale a 199.800 yen, IVA inclusa.

    Prezzo di listino invariato rispetto allo store ufficiale Motorola

    Secondo la pagina di vendita di IIJmio, il prezzo standard del motorola razr fold corrisponde a quello dello store ufficiale Motorola, fissato a 299.800 yen (IVA inclusa). La promozione, valida fino al 4 novembre 2026, rappresenta quindi un taglio netto di un terzo rispetto al prezzo pieno, rendendo il pieghevole decisamente più accessibile per chi è disposto a cambiare operatore.

    Un lancio aggressivo per conquistare il mercato pieghevoli

    La scelta di IIJmio conferma quanto il segmento dei pieghevoli sia diventato competitivo anche in Giappone, dove Motorola prova a ritagliarsi uno spazio proponendo condizioni commerciali aggressive fin dal debutto. Resta da vedere se altri operatori seguiranno l’esempio con promozioni simili, ma per ora l’offerta di IIJmio si candida a essere una delle più convenienti per chi punta ad acquistare il nuovo pieghevole Motorola in Giappone.


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    La serie Redmi Note 17, già presentata da Xiaomi in Cina, potrebbe arrivare sui mercati internazionali con un nome diverso: secondo le ultime indiscrezioni, i due modelli verrebbero rinominati rispettivamente POCO M8 Power e POCO X8, con debutto atteso entro fine anno e possibile approdo anche in Giappone.

    Redmi Note 17 diventa POCO M8 Power

    Secondo quanto ricostruito dai leaker attraverso l’analisi dei codici interni di Xiaomi, il Redmi Note 17 sarà commercializzato a livello globale come POCO M8 Power, mantenendo pressoché invariate le specifiche della versione cinese:

    • Display OLED da 7 pollici
    • Snapdragon 4 Gen 4
    • Batteria da 8.000 mAh
    • Ricarica rapida da 45W
    • Fotocamera principale da 50 megapixel
    • NFC
    • Certificazione IP65 contro acqua e polvere

    Il dato più interessante riguarda proprio la batteria: a differenza di quanto accaduto in passato, quando le varianti globali riducevano spesso la capacità rispetto alla versione cinese, questa volta gli 8.000 mAh sarebbero confermati anche per il mercato indiano.

    Redmi Note 17 Pro sarà il POCO X8

    Il modello superiore, Redmi Note 17 Pro, diventerebbe invece il POCO X8 a livello internazionale, con alcune differenze rispetto alla versione cinese. La più rilevante riguarda ancora la batteria, che scenderebbe dai 9.000 mAh della variante cinese a 8.340 mAh per il modello globale. Per il resto, le specifiche dovrebbero restare in gran parte invariate:

    • Display OLED da 6,83 pollici, risoluzione 1,5K
    • Refresh rate fino a 120Hz
    • Snapdragon 6s Gen 4
    • Fotocamera principale da 50 megapixel
    • Vetro protettivo Gorilla Glass Victus 2
    • Certificazioni IP66, IP68, IP69 e IP69K
    • Ricarica rapida da 67W
    • Ricarica inversa cablata fino a 22,5W

    Certificazioni già avvistate in India

    Diverse certificazioni relative a entrambi i modelli sono già state individuate in India, un segnale che rafforza l’ipotesi di un lancio imminente. Non è ancora chiaro se e quando i due dispositivi arriveranno anche in Italia, ma la strategia di Xiaomi di riutilizzare gli stessi hardware sotto il marchio POCO per i mercati internazionali appare ormai consolidata.


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    Samsung continua a preparare il terreno per la presentazione, attesa il 22 luglio, dei nuovi pieghevoli Galaxy Z Fold 8 Ultra, Galaxy Z Fold 8 e Galaxy Z Flip 8. Le ultime indiscrezioni parlano di una misteriosa funzione fotocamera, ribattezzata “Mirror View”, che debutterebbe con la One UI 9 proprio su questi nuovi modelli.

    Mirror View, una funzione ancora avvolta nel mistero

    Secondo alcuni media internazionali, “Mirror View” sarebbe una funzione sviluppata specificamente per Galaxy Z Fold 8 Ultra, Galaxy Z Fold 8 e Galaxy Z Flip 8. Al momento non sono stati resi noti dettagli concreti sul suo funzionamento, ma il fatto che diverse testate abbiano ripreso l’indiscrezione lascia pensare che si tratti di uno sviluppo effettivamente in corso, e non di una semplice ipotesi.

    In arrivo anche sui pieghevoli già in commercio?

    Sebbene la funzione sia inizialmente pensata in esclusiva per i nuovi modelli pieghevoli, secondo le stesse fonti in futuro potrebbe essere estesa tramite aggiornamento software anche ai Galaxy Z Fold e Galaxy Z Flip già sul mercato. Se confermato, si tratterebbe di un’ulteriore dimostrazione di come Samsung stia puntando sull’aggiornamento software per allungare il ciclo di vita delle funzioni introdotte sui modelli più recenti.

    Attesa crescente per l’evento del 22 luglio

    Le indiscrezioni su specifiche, design e cerniera dei nuovi pieghevoli Samsung si sono moltiplicate nelle ultime settimane, e la comparsa di una funzione fotocamera ancora sconosciuta come Mirror View alimenta ulteriormente la curiosità in vista dell’evento del 22 luglio. Solo la presentazione ufficiale chiarirà di cosa si tratti realmente e come si inserirà nell’esperienza fotografica della nuova gamma Galaxy Z.


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    OPPO ha avviato in Cina il rilascio dell’aggiornamento di luglio 2026 per ColorOS 16, che introduce novità su fotocamera, schermata di blocco, funzioni di gioco e intelligenza artificiale. La distribuzione ai dispositivi compatibili proseguirà fino al 21 luglio.

    Nuovi filtri fotocamera e schermata di blocco personalizzabile

    Tra le novità più visibili spiccano due nuovi filtri fotografici, denominati “Primrose” e “Bold B&W”, già visti sulla versione globale OxygenOS distribuita su alcuni modelli OnePlus 13. La schermata di blocco guadagna inoltre nuove opzioni di personalizzazione per l’icona e l’animazione del sensore di impronte digitali, mentre il caricamento delle immagini in galleria all’interno di app di terze parti come CapCut, Meitu e QQ Mail è stato ottimizzato per risultare più fluido.

    Intelligenza artificiale e funzioni di gioco potenziate

    Sul fronte AI, l’aggiornamento introduce il collegamento con “Xiaobu Memory” e il salvataggio dei file con un solo tocco, oltre a una notifica rapida per verificare lo stato del dispositivo e accedere all’assistenza in caso di caduta accidentale. Viene inoltre migliorata la funzione di scrittura assistita per i social, ora in grado di generare testo attingendo a informazioni aggiornate dal web e mostrando le fonti consultate, con un risultato descritto come più naturale e meno standardizzato.

    Per il gaming arrivano quattro nuovi filtri grafici, “Dreamscape”, “Fantasy Realm”, “Canyon Eagle Eye” e “Tactical Enhancement”, insieme a un nuovo equalizzatore dedicato con impostazioni audio ottimizzate per titolo.

    Altre novità per l’uso quotidiano

    L’aggiornamento porta anche diverse funzioni pensate per la vita di tutti i giorni:

    • Previsioni meteo per le mete di viaggio
    • Sblocco rapido del PC in remoto da smartphone o tablet
    • Nuovi font e temi per l’app Note
    • Dimensioni regolabili per Amap e Baidu Maps su schermo auto

    Per ora la distribuzione riguarda il mercato cinese; resta da capire quali di queste funzioni arriveranno anche sulla versione internazionale OxygenOS nei prossimi mesi.


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    In vista dell’evento Made by Google del 12 agosto, Google ha iniziato a preparare il proprio store ufficiale per il lancio della serie Pixel 11. Sulla pagina dedicata, già online, è comparsa anche l’animazione più nitida vista finora del nuovo effetto luminoso Pixel Glow, uno dei tratti distintivi annunciati per la nuova generazione di smartphone.

    Una pagina dedicata sul Google Store

    Nei giorni scorsi Google aveva già diffuso l’invito ufficiale per l’evento Made by Google del 12 agosto, durante il quale la serie Pixel 11 dovrebbe essere presentata ufficialmente. Ora, sul Google Store, è comparsa una pagina dedicata al prossimo lancio che offre un primo assaggio del design e delle novità in arrivo.

    Pixel Glow, l’effetto luminoso protagonista del teaser

    L’elemento che sta attirando più attenzione è l’animazione dedicata al cosiddetto Pixel Glow, un effetto luminoso che sembra destinato a diventare un tratto distintivo dell’identità visiva della serie Pixel 11. Rispetto alle anteprime circolate finora, quella pubblicata sul Google Store risulta la versione più chiara e definita dell’effetto, pur senza svelarne ancora il funzionamento esatto sul dispositivo.

    Countdown verso il 12 agosto

    Con l’apertura della pagina dedicata sullo store ufficiale, Google conferma di essere nelle fasi finali dei preparativi per il lancio. Nelle prossime settimane sono attese ulteriori indiscrezioni su specifiche tecniche, prezzi e disponibilità della gamma Pixel 11, che dovrebbe comprendere più modelli accanto al nuovo Pixel Watch 5.


  • blog@androidiani.netB

    A poche settimane dall’evento Made by Google del 12 agosto, sette dispositivi Google sono stati registrati presso l’ente di certificazione singaporiano IMDA, riconducibili alla serie Pixel 11 e al nuovo Pixel Watch 5. Dai documenti emergono anche differenze nella connettività tra i vari modelli, che lascerebbero il Pixel 11 standard privo di alcune funzioni presenti sui modelli superiori.

    Sette dispositivi Google certificati in Singapore

    Secondo quanto ricostruito dai codici di certificazione, i modelli registrati corrisponderebbero a Pixel 11 Pro, Pixel 11 e Pixel Watch 5, oltre ad altre varianti regionali dei medesimi dispositivi. Si tratta di un passaggio abituale nelle settimane che precedono il lancio ufficiale, ma che offre indizi preziosi sulle caratteristiche tecniche dei nuovi prodotti.

    Wi-Fi 7 e UWB solo sui modelli Pro?

    Il dato più interessante riguarda le differenze di connettività tra le varianti. Secondo l’analisi dei documenti IMDA, il Pixel 11 standard potrebbe non supportare né il Wi-Fi 7 né la tecnologia UWB (Ultra-Wideband), funzioni che invece resterebbero appannaggio dei modelli Pro. Si tratterebbe di una scelta di differenziazione già vista in passato su altre gamme Android, pensata per giustificare il prezzo più elevato dei modelli superiori.

    In attesa della conferma ufficiale

    Le certificazioni non includono dettagli completi sulle specifiche tecniche, quindi la conferma definitiva arriverà solo con la presentazione ufficiale della gamma Pixel 11, attesa per il 12 agosto insieme al Pixel Watch 5. Nel frattempo, la registrazione presso IMDA conferma che Google è ormai nelle fasi finali della preparazione al lancio in diversi mercati asiatici, incluso probabilmente quello europeo.


  • blog@androidiani.netB

    Nuovi dettagli emergono sul Lenovo Legion Y700 Infinite, il tablet da gaming Android che l’azienda cinese dovrebbe presentare ad agosto sul mercato interno. Dopo le prime indiscrezioni su connettività 5G e chip Snapdragon 8 Elite Gen 5 overcloccato, il noto leaker Digital Chat Station ha condiviso ulteriori informazioni su display e configurazioni di memoria.

    Display OLED da circa 8 pollici con foto camera centrale

    Secondo le indiscrezioni, il Legion Y700 Infinite monterà un pannello OLED da circa 8 pollici con fotocamera anteriore posizionata al centro tramite foro, una soluzione estetica che ricorderebbe quella già vista sull’Oppo Pad Mini. A differenza del precedente Legion Y700 Gen 5, il nuovo modello introdurrà anche il supporto alla connettività cellulare, con dual SIM standby e banda 5G N79 utilizzata in Cina.

    Fino a 24GB di RAM e 1TB di storage

    Sul fronte della memoria, il tablet dovrebbe arrivare in almeno quattro configurazioni:

    • 12GB RAM / 256GB di storage
    • 16GB RAM / 512GB di storage
    • 24GB RAM / 512GB di storage
    • 24GB RAM / 1TB di storage

    La variante più potente, con 24GB di RAM abbinati a un intero terabyte di spazio, punta chiaramente non solo al gaming ma anche a un utilizzo creativo intensivo.

    Snapdragon 8 Elite Gen 5 overcloccato a 4,74GHz

    Lenovo ha già confermato l’adozione di una versione overcloccata dello Snapdragon 8 Elite Gen 5, con frequenza massima dichiarata di 4,74GHz, superiore rispetto alla variante standard del chip Qualcomm. Tra le altre caratteristiche trapelate figurano un corpo leggero da circa 310 grammi, una fotocamera posteriore da 50 megapixel e l’illuminazione RGB, elementi che confermano la vocazione decisamente gaming del dispositivo.


  • T

    salve ero già registrato ma non riesco a ricordare le credenziali, vorrei sapere se si trova una custom rom per un samsung p7500


    Salve @torto520, si qualche custom rom si trova ancora disponibile, anche se ormai scarsamente aggiornate perchè è un tablet vecchio. Ti segnalo questa che mi sembra quella con meno bug rilevanti: https://xdaforums.com/t/rom-kk-4-4-4-nameless-rom-gt-p7500-7501-7510-7511-official-build-nightlies.2716016/ Inoltre da questo articolo trovi un confronto di diverse custom rom per questo tablet: https://vpsfix.com/3652/samsung-galaxy-tab-10-1-custom-rom-list/
  • V

    ​Ciao a tutti!
    ​Sto riscontrando un problema molto frustrante con i pagamenti contactless tramite Google Wallet sul mio smartphone Oukitel (con Android aggiornato e Google Play Services versione 26.25).
    ​Il problema:
    Quasi ogni volta che avvicino il telefono al POS per pagare, il lettore dà l'errore "Appoggiare una sola carta" (o transazione fallita), come se il telefono inviasse un segnale doppio o frammentato.
    ​Cosa ho scoperto:
    ​Dopo un reset ai dati di fabbrica funziona: Se formatto il telefono e installo solamente Google Wallet e l'app Nexi Pay (necessaria per certificare la mia Credemcard), i pagamenti vanno a buon fine al primo colpo.
    ​Il blocco dopo l'uso quotidiano: Non appena inizio a usare il telefono normalmente, installando le mie solite app (social, ecc.), l'NFC smette di funzionare e torna a dare l'errore delle "due carte".
    ​Le prove che ho già fatto (tutte senza successo):
    ​Cancellato cache e dati di Google Wallet e Google Play Services (con relativo riavvio).
    ​Provato a configurare la carta su un secondo account Google completamente pulito.
    ​Disattivata l'ottimizzazione batteria (messa in "Senza restrizioni") per Wallet e Nexi.
    ​Provato a pagare tenendo il telefono a diverse distanze dal POS (3-4 cm) per evitare rimbalzi di segnale dell'antenna.
    ​Verificato che non ci siano antivirus, cleaner o app di gestione RAM di terze parti installate.
    ​Impostato Google Wallet come unica app di pagamento predefinita di sistema.
    ​Sembra che l'NFC dell'Oukitel soffra di un conflitto software non appena il sistema esce dallo stato "pulito" post-reset, oppure che i Play Services vadano in conflitto con qualche processo di sistema del telefono (forse la gestione aggressiva della RAM di Oukitel).
    ​Qualcuno ha riscontrato lo stesso problema con dispositivi Oukitel o rugged cinesi? Avete qualche idea su come identificare cosa disturba il segnale NFC o come sbloccare i servizi Google?
    ​Grazie a chiunque mi darà una mano!


    Il fatto che funzioni appena resettato rende meno probabile un guasto NFC puro. Proverei senza cover o carte RFID vicine, verificherei che Wallet sia l’unica app di pagamento e reinstallerei le app a piccoli gruppi, testando il POS ogni volta: così puoi individuare l’eventuale conflitto. Per i controlli di base su Wallet e NFC può essere utile anche questa guida: https://androidlab.it/google-wallet-redesign-guida-2026/


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