Il mondo degli smartphone Android sta vivendo una rivoluzione silenziosa ma profonda, trainata dall`esplosione dell`AI on-device che sta prosciugando le scorte globali di RAM. Secondo le ultime analisi, questa carenza di DRAM potrebbe protrarsi almeno fino al 2027, con impatti diretti su produzione e prezzi, eppure i produttori non intendono arrendersi: al contrario, i prossimi flagship vedranno un aumento della memoria fino a 16GB come standard, mentre anche i modelli entry-level passeranno da 4GB a 6GB o 8GB per stare al passo con le esigenze computazionali.
La fame di RAM scatenata dall’AI: un’emergenza che non molla la presa
Immaginate di accendere il vostro Android preferito e di invocare l`assistente AI per generare immagini, tradurre conversazioni in tempo reale o ottimizzare foto con editing automatico: tutto questo avviene localmente sul dispositivo, senza appoggiarsi al cloud, e richiede una quantità enorme di risorse. Non solo CPU e GPU vengono messe sotto torchio, ma soprattutto la RAM, che deve gestire carichi di dati massicci in tempo reale. Questo boom dell`ondevice AI ha creato una domanda esplosiva di DRAM, superando di gran lunga la capacità produttiva mondiale e innescando una shortage che, stando ai report coreani, durerà almeno fino al prossimo anno e potenzialmente fino al 2027.
Le cause? Semplicemente, la supply chain non regge il ritmo. I grandi player come Samsung stanno investendo massicciamente in espansioni produttive, ma il focus è puntato sull`HBM, la memoria ad alta banda per i supercomputer AI e data center, non sul DRAM per smartphone. Allo stesso modo, CXMT in Cina rafforza le sue linee, ma principalmente per il mercato interno, lasciando il resto del mondo a corto di scorte.
La domanda non si ferma: +23% di RAM nel 2026, con gli smartphone in prima linea
Nonostante le difficoltà, le previsioni per il 2026 parlano chiaro: il consumo globale di memoria crescerà del 23% circa, con incrementi specifici in ogni settore. I data center vedranno un +25%, l`automotive schizzerà al +36% grazie alle auto intelligenti, i PC saliranno del 15% e gli smartphone chiuderanno il gruppo con un +16%, spinti proprio dalle feature AI integrate nei sistemi come Android 16 o oltre.
Per noi appassionati di Android, questo significa un`evoluzione tangibile nelle specifiche. I top di gamma, che oggi montano 8GB o 12GB, passeranno stabilmente a 16GB per gestire multitasking estremo, gaming con ray tracing e AI generativa senza intoppi. Pensate a un Galaxy S27 o un Pixel 11 con 16GB di RAM LPDDR5X: fluidità assoluta anche con decine di app aperte e modelli AI locali. Persino gli entry-level ed i mid-range, per non essere tagliati fuori, abbandoneranno i 4GB per 6GB o 8GB, rendendo accessibile l`AI di base a un pubblico più ampio. Certo, TrendForce avverte di possibili downgrade in alcuni segmenti low-cost per contrastare i costi, con ritorno di 4GB su device economici o riduzioni a 8GB max sui mid-range, ma il trend generale è verso l`alto.
Prezzi in bilico: rincari inevitabili, ma l’esperienza utente vince
Il rovescio della medaglia? I prezzi della RAM sono instabili e in salita, con proiezioni di un +25% su alcuni componenti, che potrebbero riflettersi sui listini finali degli smartphone. Un flagship con più RAM significherà probabilmente un esborso maggiore, e gli analisti stimano un aumento medio del 6-7% sui prezzi di vendita nel 2026, specialmente sui low-end dove i margini sono più stretti. Eppure, in un ecosistema Android sempre più AI-centrico, questo upgrade si rivelerà essenziale: chi comprerà il prossimo device troverà un`esperienza potenziata, con meno lag, più privacy grazie al processing locale e feature innovative che oggi sembrano fantascienza.
Mentre aspettiamo i primi annunci del 2026, tenete d`occhio Samsung, Google e i cinesi come Xiaomi: la RAM diventerà il nuovo campo di battaglia, e i vincitori saranno quelli che bilanceranno innovazione e disponibilità. Per gli utenti Android, è il momento di prepararsi a un`era di memorie generose, shortage o no.
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