Androidiani.net - Forum

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    Il Pixel 11 Pro di Google introduce HiLight, il nuovo anello luminoso RGB che circonda il flash sul modulo fotografico posteriore. Ma un confronto pubblicato online, poi confermato da un teardown, ha acceso i riflettori su un possibile effetto collaterale: torcia e flash fotografico del nuovo top di gamma risulterebbero più deboli rispetto ai modelli precedenti e ai rivali.Il test che ha acceso il dibattitoIl confronto, pubblicato dall’utente X @multithreedy, ha messo a paragone Pixel 11 Pro, Galaxy Z TriFold, iPhone 17e e Pixel 9 Pro, impostando la luce di ciascun dispositivo al massimo della luminosità e fotografando il risultato nelle stesse condizioni di esposizione. L’esito non lascia molti dubbi: sia in modalità torcia sia come flash per la fotocamera, il Pixel 11 Pro è risultato il più debole del gruppo. Le immagini mostrano inoltre che la sua luce si diffonde maggiormente, un dettaglio che potrebbe penalizzare chi ha bisogno di illuminare soggetti a distanza.Un teardown svela la causaA fare chiarezza sulle possibili cause ci ha pensato il canale YouTube Phone Repair Guru, che ha smontato un Pixel 11 Pro documentando la struttura interna di HiLight. Attorno al flash centrale sono stati individuati otto LED disposti in cerchio, coperti da un diffusore semitrasparente che uniforma la luce dell’anello. Il problema è che lo stesso diffusore copre anche il flash principale: nei Pixel precedenti, invece, il flash era protetto da una lente pensata per proiettare la luce in avanti in modo più diretto ed efficiente. Il passaggio a una struttura più diffusiva sembra quindi essere il prezzo pagato per introdurre il nuovo effetto luminoso.Hardware più avanzato del software attualeIl teardown ha rivelato anche che ciascuno degli otto LED è in grado di produrre luce rossa, verde e blu, quindi HiLight dispone di un hardware pienamente RGB. Al momento, però, il software consente di scegliere solo tra cinque colori preimpostati, tra cui non compare il rosso, e non è ancora possibile assegnare colori diversi a singole app né integrare app di terze parti. Google, in fase di presentazione, aveva promesso anche il supporto alle notifiche per i messaggi, funzione che al lancio risulta ancora assente.Nessun commento ufficiale da GoogleAl momento Google non ha rilasciato dichiarazioni sulla minore luminosità di torcia e flash, quindi non è chiaro se si tratti di una scelta progettuale consapevole o di un effetto collaterale non del tutto previsto dell’integrazione di HiLight. Considerando che l’hardware ha margini evidenti non ancora sfruttati, non è escluso che un futuro aggiornamento software possa ampliare la personalizzazione della luce e magari intervenire anche sulla resa di torcia e flash. Per chi usa quotidianamente queste funzioni di base, resta comunque un aspetto da monitorare nelle prossime settimane.
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    La Commissione Europea ha imposto a Google due misure correttive vincolanti in base al Digital Markets Act (DMA), riguardanti rispettivamente Android e Google Search. Il provvedimento, annunciato il 16 luglio, obbligherà Google ad aprire ad altri assistenti AI le funzioni oggi riservate a Gemini su Android, oltre a condividere dati di ricerca anonimizzati con i servizi concorrenti.Gli assistenti rivali potranno accedere alle funzioni oggi esclusive di GeminiIl cambiamento più rilevante riguarda proprio l’assistente AI di sistema. Ad oggi, numerose funzioni profonde di Android sono accessibili solo a Gemini, mentre gli assistenti di terze parti restano penalizzati sul piano funzionale. Secondo la Commissione, circa il 60% degli utenti Android nell’Unione Europea considera poco attraente il passaggio a un assistente diverso da Gemini proprio a causa di questo divario. Con la nuova decisione, chi imposta ChatGPT o un altro assistente come predefinito potrà ottenere funzionalità paragonabili a quelle finora riservate a Gemini.Attivazione vocale e integrazione con le appAvvio dell’assistente tramite comando vocalePrenotazione di taxi direttamente dall’assistenteSuggerimenti di risposta rapida nelle app di messaggisticaAccesso a informazioni sui luoghi visitati di recentePer rendere possibili queste funzioni, Google dovrà aprire l’accesso alla cronologia della posizione, alle app di messaggistica e ad altre integrazioni di sistema, sempre nel rispetto di privacy e sicurezza. La scadenza fissata dalla Commissione per completare l’adeguamento è luglio 2027.Anche Google Search dovrà condividere i propri datiLa seconda misura riguarda il motore di ricerca: Google dovrà fornire dati di ricerca anonimizzati, con un livello di dettaglio equivalente a quello che utilizza internamente per migliorare la qualità dei risultati, ai servizi concorrenti e ai chatbot AI dotati di funzioni di ricerca che soddisfano determinati requisiti. I dati saranno sottoposti a più fasi di anonimizzazione e Google potrà comunque valutare caso per caso eventuali rischi rilevanti per sicurezza informatica o privacy. Le modalità di accesso e i costi saranno regolati da criteri stabiliti dalla Commissione, con entrata in vigore da gennaio 2027.Un possibile riequilibrio della concorrenza nell’AIL’obiettivo dichiarato di Bruxelles è rafforzare la concorrenza tra assistenti AI su Android e nel mercato della ricerca online, aprendo la strada a servizi come ChatGPT o Perplexity per offrire funzioni più avanzate direttamente sul sistema operativo di Google. Va comunque ricordato che si tratta di misure legate al Digital Markets Act e quindi, almeno per ora, limitate al mercato europeo: resta da vedere se cambiamenti simili verranno estesi anche ad altre aree del mondo.
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    Il punto chiave secondo me è che Gemini Intelligence non va letto come semplice "app Gemini aggiornata", ma come strato AI di sistema: RAM, Nano/AI Core, policy update e rollout contano più del nome commerciale del telefono. Quindi anche un flagship può restare fuori se non ha supporto software abbastanza lungo o se Google/OEM non abilita quel pacchetto. Qui ho messo una checklist pratica sui requisiti e sulla compatibilità reale: https://androidlab.it/gemini-intelligence-android-requisiti-compatibilita-2026/
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    blog@androidiani.netB
    Un semplice invito a un evento su Google Calendar può nascondere istruzioni maligne che Gemini interpreta come comandi legittimi, esfiltrando dati sensibili dal calendario della vittima senza che quest’ultima se ne accorga. Ricercatori di Miggo Security hanno dimostrato come questa vulnerabilità, ora patchata da Google, sfrutti l’integrazione profonda tra l’AI e l’app Calendar su Android. L’attacco, basato su prompt injection indiretta, evidenzia i rischi delle AI contestuali in ecosistemi come Google Workspace.Meccanismo dell’exploitL’aggressore crea un invito Calendar apparentemente innocuo, inserendo nella descrizione dell’evento un testo crafted come prompt naturale per Gemini, del tipo che ordina di riassumere riunioni private e creare un nuovo evento con quei dettagli. Questo payload dormiente non attiva nulla immediatamente, permettendo all’invito di depositarsi nel calendario senza destare sospetti. Quando la vittima, magari dal Pixel phone o dall’app Gemini su Android, chiede innocuamente “Sono libero sabato?”, l’AI scansiona tutti gli eventi, inclusi quelli privati, e processa il prompt nascosto: riassume le riunioni sensibili, genera un nuovo evento intitolato ad esempio “slot libero” con il riassunto nel campo descrizione, e risponde alla vittima con un messaggio banale come “Hai tempo libero”.In configurazioni enterprise tipiche, questo nuovo evento diventa visibile all’attaccante grazie alle policy di condivisione Calendar, esfiltrando dati come orari di meeting confidenziali senza malware, link sospetti o interazioni dirette. Il trucco sfrutta il fatto che Gemini tratta il testo descrittivo come linguaggio naturale, eludendo filtri tradizionali basati su pattern, poiché le istruzioni mimano comandi utente legittimi. Su Android, dove Gemini è nativo su Pixel e integrato in app come Calendar, il rischio è amplificato per utenti mobili che usano query vocali o testuali casuali.Contesto e precedentiGoogle aveva da poco esteso Gemini a calendari multipli, permettendo query cross-calendario in linguaggio naturale, proprio quando Miggo ha scoperto questa falla. Non è la prima: a metà 2025, SafeBreach dimise un attacco simile dove un invito avvelenato hijackava Gemini per controllare smart home, accendendo luci o aprendo finestre via comandi come “grazie”. Miggo ha divulgato responsible a Google, che ha deployato protezioni aggiuntive, come validazione prompt migliorata, bloccando l’esecuzione di tali chain.Queste vulnerabilità semantiche, dove l’AI interpreta contesto esteso inclusi eventi esterni, espongono Workspace a rischi di privilege escalation, con potenziali estensioni a email o docs. Per utenti Android, disabilitare integrazioni AI o limitare accessi Calendar a Gemini riduce esposizione, ma patch come questa sottolineano la necessità di monitoraggio runtime per LLM. La notizia, fresca di ore, circola su BleepingComputer e HackerNews, confermando l’impatto su community tech.Questa discussione è aperta anche su Feddit in @AndroidianiVuoi discutere di questa funzione o condividere altre anticipazioni? Unisciti alla conversazione nella nostra community. La discussione sul forum è in categoria: @le-applicazioni-per-android.