Androidiani.net - Forum

Androidiani.net è la community italiana sul mondo Android. Questo è il forum ufficiale basato su NodeBB e federato con ActivityPub: il punto da cui riparte la community più grande d'Italia su Android, che fa parte del Fediverso


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    Google ha rilasciato il 20 luglio la prima beta di Android 17 QPR2, destinata ai dispositivi Pixel. Si tratta del primo assaggio del pacchetto di funzionalità atteso per il quarto trimestre 2026, mentre Android 17 QPR1 si avvia verso il debutto stabile. L’aggiornamento porta con sé anche un piccolo update SDK per gli sviluppatori.Al centro della beta, la correzione dei bugPiù che nuove funzioni, questa prima beta si concentra sulla risoluzione di una serie di problemi segnalati dagli utenti nelle scorse settimane.Impossibilità di riconnettersi al Bluetooth dopo la perdita dei dati di pairingComparsa momentanea dei controlli media anche con le notifiche disattivate dal lockscreenRiavvii improvvisi del sistema all’avvio di GeminiMancata risposta al tocco durante operazioni di drag&drop con più ditaNotifiche che sparivano dal pannello e non ricomparivano fino al riavvioAlcuni bug delle API per sviluppatori e delle funzioni di accessibilitàProblemi di visualizzazione dell’effetto sfocatura (blur) delle finestreRisolto il riavvio causato da GeminiTra le correzioni spicca la risoluzione del crash che provocava il riavvio improvviso del telefono all’apertura di Gemini, un problema segnalato da diversi utenti nelle ultime settimane e che aveva generato non poche lamentele nella community Pixel.Dispositivi compatibiliAndroid 17 QPR2 Beta 1 è disponibile per una lunga lista di dispositivi Pixel.Pixel 6aPixel 7 / 7 Pro / 7aPixel TabletPixel FoldPixel 8 / 8 Pro / 8aSerie Pixel 9Serie Pixel 10Android EmulatorRestano esclusi, come già emerso, Pixel 6 e Pixel 6 Pro, ormai vicini al termine del supporto software.Attenzione per chi aspetta la versione stabileGoogle raccomanda cautela a chi partecipa all’Android Beta Program ma desidera passare presto alla versione stabile di QPR1: installando questa beta di QPR2 non sarà possibile tornare direttamente a QPR1 stabile, e l’uscita dal programma beta richiederà il reset del dispositivo. Chi preferisce attendere la release ufficiale di Android 17 QPR1, prevista a breve, farebbe meglio a saltare questo aggiornamento.
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    Con il rilascio di Android 17 QPR2 Beta 1, Google ha confermato che Pixel 6 e Pixel 6 Pro non riceveranno l’aggiornamento. I due modelli, lanciati nell’ottobre 2021, si avviano quindi verso la fine del supporto software, con Android 17 QPR1 destinato a essere l’ultimo grande aggiornamento della loro storia.Una promessa già estesa nel 2024Al debutto, Pixel 6 e 6 Pro erano stati annunciati con tre anni di aggiornamenti Android e cinque di patch di sicurezza. Nel 2024 Google aveva rivisto la policy, estendendo il supporto completo a cinque anni. Ora, con l’arrivo della beta di QPR2, l’azienda ha chiarito che i due smartphone non riceveranno questo OTA proprio perché stanno per raggiungere la fine del ciclo di supporto.Cosa resta da ricevereSecondo quanto indicato da Google, ai due modelli sono ancora garantiti alcuni aggiornamenti prima dello stop definitivo.Agosto 2026: patch di sicurezzaSettembre 2026: Pixel Drop e Android 17 QPR1Ottobre 2026: patch di sicurezzaDopo questa finestra, è molto probabile che i due telefoni non ricevano più nuove funzioni né major update del sistema operativo.Pixel 6a resta a parteDiverso il destino di Pixel 6a, che pur appartenendo alla stessa generazione continuerà a ricevere aggiornamenti fino a luglio 2027, secondo quanto dichiarato da Google. Una distinzione che riflette policy di supporto differenziate anche all’interno della stessa famiglia di dispositivi.La fine di un capitolo per il primo TensorPixel 6 ha un significato particolare per Google: è stato il primo smartphone a montare un chip proprietario, il Tensor, segnando l’inizio dell’indipendenza dell’azienda da soluzioni Qualcomm per la fascia Pixel. Con quasi cinque anni di supporto alle spalle, il modello chiude un ciclo di vita comunque lungo per gli standard Android, ma l’esclusione da Android 17 QPR2 segna concretamente l’avvicinarsi del capolinea per la prima generazione Tensor.
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    La serie Pixel di Google continua a guadagnare terreno nel mercato globale degli smartphone. Secondo l’ultimo report di Counterpoint Research, nel secondo trimestre 2026 (aprile-giugno) le spedizioni dei Pixel sono cresciute del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un ritmo superiore a quello dei principali produttori mondiali.Pixel 10 e Pixel 10a trainano la crescitaSecondo gli analisti di Counterpoint Research, la crescita è stata guidata principalmente dalle buone performance di Pixel 10 e Pixel 10a nei mercati maturi. Pur non essendo state rese note le quote di mercato esatte, l’incremento del 16% rappresenta uno dei tassi di crescita più elevati registrati tra i grandi produttori, in un contesto di generale rallentamento del mercato globale.Solo Samsung e Apple crescono tra i primi cinqueTra i primi cinque produttori mondiali per quota di mercato, solo Samsung e Apple hanno registrato una crescita nel confronto anno su anno, mentre Xiaomi, vivo e Oppo hanno tutti segnato un calo, penalizzati anche dall’aumento dei costi dei componenti. Da segnalare anche la crescita di Huawei, in aumento del 6%, trainata dalle vendite delle serie Mate 80, Nova 15 ed Enjoy 90.Il rincaro delle memorie mette sotto pressione il settoreIl forte aumento dei prezzi dei componenti, in particolare della memoria, sta condizionando pesantemente le strategie commerciali dei produttori. Counterpoint Research prevede che questa situazione possa protrarsi per tutta la seconda metà del 2026 e proseguire anche nel 2027, spingendo molte aziende a rivedere prezzi di listino e margini di profitto.La sfida dei prezzi per i futuri Pixel 11Nonostante il momento positivo, Google dovrà ora dimostrare di poter mantenere questo slancio con l’arrivo della serie Pixel 11, attesa a breve e per la quale si vocifera un possibile aumento dei prezzi. Resta da vedere se Google riuscirà a proseguire questa crescita e, in prospettiva, a entrare finalmente tra i primi cinque produttori mondiali per quote di mercato.
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    Mentre Google si prepara a presentare ufficialmente la serie Pixel 11 il 12 agosto, sul web sono già comparse le specifiche dettagliate del futuro Pixel 11a, il modello di fascia media che secondo le prime indiscrezioni debutterà nella primavera del 2027. Le informazioni arrivano dal leaker Mystic Leaks, e trovano un’ulteriore conferma nell’analisi dell’app “Phone by Google”, che ha svelato il nome in codice del dispositivo.Tensor G6 e modem MediaTek, nome in codice “Formosan”Il Pixel 11a, il cui nome in codice di sviluppo è “Formosan”, dovrebbe montare il nuovo chip Tensor G6 (nome in codice “Malibu”) abbinato al chip di sicurezza Titan M3. Sul fronte grafico si parla di una GPU PowerVR C-Series CXTP-48-1536, mentre per la connettività Google punterebbe su un modem MediaTek M90. La RAM dovrebbe restare invariata a 8 GB. Il nome in codice “Formosan” era già stato indicato in precedenza come riconducibile al Pixel 11a, e la sua comparsa all’interno di un’app ufficiale Google conferma che lo sviluppo del dispositivo è già in corso.Display più luminoso e refresh rate variabile fino a 120HzIl display sarebbe da 6,3 pollici con risoluzione 1080×2424 pixel, con refresh rate variabile da 60 a 120Hz. Le indiscrezioni parlano di una luminosità HDR fino a 2.250 nit e di picco fino a 3.350 nit, un netto miglioramento rispetto al Pixel 10a soprattutto per la visibilità all’aperto. La batteria scenderebbe leggermente a 4.870 mAh (contro i 5.000 mAh del modello precedente), un calo che potrebbe però essere compensato dall’efficienza energetica del nuovo Tensor G6.Nuova fotocamera anteriore e modello anche per il GiapponePer la fotocamera anteriore si parla di un nuovo sensore in codice “dokkaebi”, mentre i dettagli sulle fotocamere posteriori non sono ancora emersi. Tra le colorazioni previste figurano Obsidian, Olive, Frost e Fog. Sono inoltre già trapelati i codici modello regionali: GQ05X per il mercato globale, GP1BL per il Giappone e G4XQ2 per il Nord America, a conferma che anche questa generazione arriverà nel mercato nipponico.Anche il Pixel 11 punta su un riconoscimento del volto più veloceLe stesse fonti indicano che anche il Pixel 11 beneficerà di un sistema Face Unlock migliorato, più rapido e più preciso anche in condizioni di scarsa illuminazione. Mystic Leaks ha inoltre anticipato che il nome in codice del successivo Pixel 12a sarà “marmoset”, segno che la pianificazione della serie A è già a buon punto. Naturalmente, trattandosi di indiscrezioni su un prodotto non ancora annunciato, le specifiche finali potrebbero subire variazioni prima del lancio ufficiale.
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    Google starebbe lavorando a una funzione rivoluzionaria per Gboard, la tastiera per Android: la possibilità di convertire in tempo reale la lingua dei segni in testo scritto, sfruttando semplicemente la fotocamera dello smartphone. La scoperta arriva dall’analisi dell’ultima versione beta dell’app da parte di Android Authority.La fotocamera riconosce i segni e li trasforma in testoNella beta “17.8.3.939743344-beta-arm64-v8a” di Gboard sono stati individuati riferimenti a una funzione chiamata “Sign-to-Text”, pensata per riconoscere i gesti della lingua dei segni tramite la fotocamera e convertirli automaticamente in testo. Se confermata, si tratterebbe di una delle funzioni di accessibilità più ambiziose mai introdotte nella tastiera di Google, che oggi supporta già input tramite swipe e dettatura vocale.Elaborazione on-device per proteggere la privacyUn aspetto interessante riguarda il modo in cui i dati vengono trattati: l’analisi del video avverrebbe direttamente sul dispositivo, che estrarrebbe solo le informazioni sui movimenti delle mani. Solo questi dati, e non il video originale, verrebbero inviati ai server cloud di Google per la conversione in frasi compiute, un approccio che limita l’esposizione di contenuti sensibili.L’eredità di SignGemma e Google DeepMindLa funzione sembra basarsi sul lavoro di ricerca condotto da Google DeepMind, che nel 2025 aveva presentato “SignGemma”, un modello di intelligenza artificiale specializzato nella comprensione della lingua dei segni. Sign-to-Text potrebbe rappresentare la prima applicazione pratica di questa tecnologia su un prodotto di massa come Gboard.Ancora incognite su lingue e dispositivi supportatiAl momento la funzione non risulta ancora attivabile e non è chiaro quali lingue dei segni saranno supportate al lancio: la lingua dei segni americana (ASL) appare la candidata più probabile, mentre resta incerto se e quando arriverà il supporto per altre lingue nazionali. Anche i requisiti hardware minimi non sono ancora noti, complice l’elaborazione ibrida tra dispositivo e cloud. Non resta che attendere un annuncio ufficiale da parte di Google, che negli ultimi anni ha investito molto sulle funzioni di accessibilità basate sull’intelligenza artificiale.
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    La Commissione Europea ha imposto a Google due misure correttive vincolanti in base al Digital Markets Act (DMA), riguardanti rispettivamente Android e Google Search. Il provvedimento, annunciato il 16 luglio, obbligherà Google ad aprire ad altri assistenti AI le funzioni oggi riservate a Gemini su Android, oltre a condividere dati di ricerca anonimizzati con i servizi concorrenti.Gli assistenti rivali potranno accedere alle funzioni oggi esclusive di GeminiIl cambiamento più rilevante riguarda proprio l’assistente AI di sistema. Ad oggi, numerose funzioni profonde di Android sono accessibili solo a Gemini, mentre gli assistenti di terze parti restano penalizzati sul piano funzionale. Secondo la Commissione, circa il 60% degli utenti Android nell’Unione Europea considera poco attraente il passaggio a un assistente diverso da Gemini proprio a causa di questo divario. Con la nuova decisione, chi imposta ChatGPT o un altro assistente come predefinito potrà ottenere funzionalità paragonabili a quelle finora riservate a Gemini.Attivazione vocale e integrazione con le appAvvio dell’assistente tramite comando vocalePrenotazione di taxi direttamente dall’assistenteSuggerimenti di risposta rapida nelle app di messaggisticaAccesso a informazioni sui luoghi visitati di recentePer rendere possibili queste funzioni, Google dovrà aprire l’accesso alla cronologia della posizione, alle app di messaggistica e ad altre integrazioni di sistema, sempre nel rispetto di privacy e sicurezza. La scadenza fissata dalla Commissione per completare l’adeguamento è luglio 2027.Anche Google Search dovrà condividere i propri datiLa seconda misura riguarda il motore di ricerca: Google dovrà fornire dati di ricerca anonimizzati, con un livello di dettaglio equivalente a quello che utilizza internamente per migliorare la qualità dei risultati, ai servizi concorrenti e ai chatbot AI dotati di funzioni di ricerca che soddisfano determinati requisiti. I dati saranno sottoposti a più fasi di anonimizzazione e Google potrà comunque valutare caso per caso eventuali rischi rilevanti per sicurezza informatica o privacy. Le modalità di accesso e i costi saranno regolati da criteri stabiliti dalla Commissione, con entrata in vigore da gennaio 2027.Un possibile riequilibrio della concorrenza nell’AIL’obiettivo dichiarato di Bruxelles è rafforzare la concorrenza tra assistenti AI su Android e nel mercato della ricerca online, aprendo la strada a servizi come ChatGPT o Perplexity per offrire funzioni più avanzate direttamente sul sistema operativo di Google. Va comunque ricordato che si tratta di misure legate al Digital Markets Act e quindi, almeno per ora, limitate al mercato europeo: resta da vedere se cambiamenti simili verranno estesi anche ad altre aree del mondo.
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    Google ha rilasciato la versione 5.04 della sua app per la salute, Google Health, con un aggiornamento che punta soprattutto a migliorare la gestione dell’alimentazione, oltre a intervenire su sonno, attività fisica e ciclo mestruale. L’update arriva a breve distanza dalla precedente release e risponde a diverse richieste avanzate dagli utenti sul fronte della gestione nutrizionale.Alimenti personalizzati e log più rapidiLa novità principale riguarda la registrazione dei pasti: è ora possibile creare alimenti personalizzati, modificarli ed eliminarli, così da avere sempre a disposizione i cibi consumati più di frequente senza doverli cercare ogni volta da zero. In alternativa, si possono inserire direttamente calorie e macronutrienti (proteine, grassi e carboidrati) senza passare dalla ricerca del prodotto, velocizzando la compilazione del diario alimentare. Google Health corregge inoltre un bug che, per alcuni utenti, calcolava in modo errato la ripartizione calorica dei tre macronutrienti.Migliorie anche per sonno e allenamentiSul fronte del sonno, la funzione di monitoraggio dei pisolini viene ulteriormente affinata: il tempo dei riposini diurni si somma ora al totale delle ore di sonno mostrato nella scheda “Today”, per un quadro più accurato della giornata. Per quanto riguarda l’attività fisica, viene risolto un problema che in alcuni casi troncava a metà la visualizzazione del grafico della frequenza cardiaca e della mappa del percorso nel riepilogo degli allenamenti.Corretti anche ciclo mestruale e funzione amiciIl monitoraggio del ciclo mestruale guadagna una visualizzazione cronologica per anno, utile per individuare variazioni nel tempo. Sempre in questa release, su iOS viene risolto un bug che impediva ad alcuni utenti di inviare nuove richieste di amicizia all’interno dell’app.Un aggiornamento orientato alla praticità quotidianaGoogle Health 5.04 è già disponibile su iOS e sta arrivando progressivamente anche su Android. Non si tratta di un aggiornamento con grandi funzioni inedite, quanto piuttosto di un intervento mirato a rendere più semplice il monitoraggio quotidiano dei pasti e a correggere alcuni fastidiosi difetti segnalati dalla community. Per chi tiene traccia con costanza della propria alimentazione, si tratta comunque di un passo avanti concreto nell’usabilità dell’app.
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    Le funzioni di intelligenza artificiale integrate nella ricerca Google, AI Overviews e AI Mode, sono finite sotto accusa per la sicurezza dei più giovani. Un nuovo studio dell’organizzazione no profit Common Sense Media le definisce a “rischio inaccettabile” per i minori, riaprendo il dibattito sull’affidabilità della ricerca basata sull’intelligenza artificiale di Google.Oltre 2600 ricerche analizzate per testare la sicurezzaLo studio è stato condotto dallo Youth AI Safety Institute di Common Sense Media, che ha simulato account Google appartenenti a utenti di 11 e 15 anni, con SafeSearch attivo, per riprodurre le condizioni reali di utilizzo a scuola o a casa. I ricercatori hanno effettuato oltre 2.600 ricerche, analizzando più di 2.100 risposte e riferimenti generati dall’intelligenza artificiale.Compiti svolti al posto degli studenti e informazioni errateIl rapporto evidenzia diverse criticità: in alcuni casi AI Overviews avrebbe fornito direttamente le risposte a compiti scolastici invece di supportare l’apprendimento, mentre in altri casi sarebbero emerse informazioni inesatte o generate erroneamente dall’IA. Tra i casi più preoccupanti, i ricercatori segnalano anche risposte che avrebbero indicato procedimenti per creare contenuti deepfake, materiale considerato inappropriato per un pubblico giovane.Un dibattito destinato a proseguireLo studio si aggiunge a una serie di analisi critiche sulle funzioni di intelligenza artificiale nei motori di ricerca, spingendo Google a rispondere pubblicamente sulle misure di sicurezza adottate per proteggere gli utenti più giovani. La vicenda riguarda da vicino anche gli utenti Android, dato che AI Overviews e AI Mode sono integrati di default nell’app Google e nel browser Chrome su smartphone, sollevando interrogativi sull’adeguatezza dei controlli parentali disponibili.
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    In vista dell’evento Made by Google del 12 agosto, Google ha iniziato a preparare il proprio store ufficiale per il lancio della serie Pixel 11. Sulla pagina dedicata, già online, è comparsa anche l’animazione più nitida vista finora del nuovo effetto luminoso Pixel Glow, uno dei tratti distintivi annunciati per la nuova generazione di smartphone.Una pagina dedicata sul Google StoreNei giorni scorsi Google aveva già diffuso l’invito ufficiale per l’evento Made by Google del 12 agosto, durante il quale la serie Pixel 11 dovrebbe essere presentata ufficialmente. Ora, sul Google Store, è comparsa una pagina dedicata al prossimo lancio che offre un primo assaggio del design e delle novità in arrivo.Pixel Glow, l’effetto luminoso protagonista del teaserL’elemento che sta attirando più attenzione è l’animazione dedicata al cosiddetto Pixel Glow, un effetto luminoso che sembra destinato a diventare un tratto distintivo dell’identità visiva della serie Pixel 11. Rispetto alle anteprime circolate finora, quella pubblicata sul Google Store risulta la versione più chiara e definita dell’effetto, pur senza svelarne ancora il funzionamento esatto sul dispositivo.Countdown verso il 12 agostoCon l’apertura della pagina dedicata sullo store ufficiale, Google conferma di essere nelle fasi finali dei preparativi per il lancio. Nelle prossime settimane sono attese ulteriori indiscrezioni su specifiche tecniche, prezzi e disponibilità della gamma Pixel 11, che dovrebbe comprendere più modelli accanto al nuovo Pixel Watch 5.
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    Google starebbe lavorando a una nuova funzione basata sull’intelligenza artificiale per Google Foto, pensata per permettere la modifica dei metadati delle immagini, come data di scatto e posizione, semplicemente parlando o scrivendo all’assistente Ask Photos. La funzione non è ancora disponibile pubblicamente, ma diversi indizi suggeriscono che il rilascio sia ormai vicino.Modificare data e posizione con un comando vocaleI metadati di una foto comprendono informazioni come data e ora dello scatto, posizione geografica, dispositivo utilizzato e risoluzione. Attualmente Google Foto permette di consultare questi dati aprendo la scheda “Informazioni” di ogni immagine, ma non offre un modo diretto per modificarli tramite intelligenza artificiale. La nuova funzione punta a colmare questa lacuna.Tutto passa da Ask PhotosSecondo quanto riportato da alcuni media internazionali, la modifica dei metadati avverrebbe tramite il pulsante “Ask” già presente nella parte inferiore dell’app, oggi utilizzato per cercare e organizzare le foto tramite linguaggio naturale, testuale o vocale. Con la nuova funzione, basterebbe un comando come “cambia la data dello scatto” o “aggiorna la posizione” per avviare la modifica: se necessario, l’IA porrà domande di chiarimento prima di applicare le modifiche richieste.In arrivo anche la generazione automatica di didascalieTra le funzioni in sviluppo figurerebbe anche la generazione automatica di didascalie descrittive per le immagini. La presenza, all’interno dell’app, di suggerimenti che introducono la nuova funzione lascia pensare che Google sia nelle fasi finali di rilascio, anche se non è stata ancora comunicata una data ufficiale.Un altro tassello dell’IA in Google FotoNegli ultimi anni Google ha aggiunto progressivamente funzioni di intelligenza artificiale a Google Foto, sia per la ricerca che per l’editing delle immagini. Se confermata, questa novità estenderebbe l’uso dell’IA anche alla gestione delle informazioni tecniche degli scatti, rendendo l’organizzazione dell’archivio fotografico ancora più semplice e naturale.
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    Google ha avviato il rilascio di un aggiornamento correttivo per Android Auto 17.2, la versione che nelle ultime settimane aveva causato disconnessioni improvvise e crash a numerosi utenti durante l’utilizzo in auto. Dopo settimane di segnalazioni, arriva finalmente una risposta ufficiale al problema.Un aggiornamento problematicoCon Android Auto 17.2 molti utenti avevano riscontrato interruzioni improvvise della connessione con il display dell’auto e crash dell’applicazione. Su Reddit le segnalazioni si erano moltiplicate, al punto che molti utenti avevano scelto come soluzione temporanea il downgrade a una versione precedente per tornare a un utilizzo affidabile del sistema.La correzione è ora disponibileGoogle ha comunicato attraverso la community Reddit dedicata ad Android Auto che è stata rilasciata una versione corretta dell’app. Secondo l’azienda, il problema era legato in particolare alla combinazione con alcune unità multimediali di terze parti non certificate, e il numero di utenti effettivamente colpiti sarebbe stato relativamente limitato. Google invita comunque tutti gli utenti interessati ad aggiornare l’app tramite il Google Play Store.Disponibile sia in beta che in versione stabileLa correzione è già distribuita su entrambi i canali:Versione stabile: Android Auto 17.2.662638Versione beta: Android Auto 17.3.662813Aggiornando a una di queste versioni, gli utenti dovrebbero notare un netto miglioramento nella stabilità della connessione, con la scomparsa delle disconnessioni casuali e dei crash segnalati nelle scorse settimane.Restano dubbi su modelli e marche coinvolteGoogle non ha specificato quali unità multimediali aftermarket fossero effettivamente incompatibili con la versione precedente. Chi continua a riscontrare problemi anche dopo l’aggiornamento farebbe bene a verificare la compatibilità del proprio dispositivo con l’ultima versione dell’app e, se necessario, contattare l’assistenza.
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    I problemi di funzionamento dei Pixel finiscono spesso al centro delle discussioni online, ma un nuovo sondaggio suggerisce che la percezione diffusa sui social non rifletta l’esperienza della maggioranza degli utenti. Secondo un’indagine condotta da Android Authority, oltre il 70% dei possessori di Pixel 10 Pro XL non ha riscontrato particolari problemi con il proprio dispositivo.Il sondaggio di Android Authority: circa il 70% promuove il deviceL’indagine, condotta dalla testata statunitense nell’arco di diverse settimane, ha raccolto le risposte di circa 6.000 utenti. Di questi, 4.110 persone, pari a oltre il 70% del totale, si sono dichiarate molto soddisfatte o comunque soddisfatte dell’esperienza d’uso con il Pixel 10 Pro XL.Le lamentele online non riflettono la maggioranzaAnche la redazione della testata, che ha utilizzato il dispositivo per diversi mesi, conferma un’esperienza nel complesso positiva, pur senza negare che alcuni utenti abbiano effettivamente riscontrato difficoltà, in particolare su autonomia, surriscaldamento o stabilità del software in determinate condizioni d’uso.Un problema di percezione più che di sostanza?Il dato riportato da Android Authority si inserisce in un dibattito più ampio su come i social media tendano ad amplificare le segnalazioni negative rispetto alle esperienze positive, spesso meno raccontate pubblicamente. Questo non significa che i problemi lamentati online non esistano, ma suggerisce che possano riguardare una minoranza di unità o configurazioni specifiche, piuttosto che rappresentare un difetto strutturale della gamma Pixel 10 Pro XL nel suo complesso.
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    Una nuova indiscrezione riaccende i riflettori sul comparto fotografico del prossimo Pixel 11 Pro, in arrivo il 12 agosto. Secondo render trapelati online, il modulo tele del telefono cambierebbe forma passando da un’apertura rettangolare, tipica del periscopio delle generazioni precedenti, a un’apertura circolare, con possibili ripercussioni sulle prestazioni macro a distanza ravvicinata.Un nuovo tipo di periscopioLe serie Pixel Pro hanno sempre montato un teleobiettivo a periscopio con apertura squadrata. Le immagini circolate in rete mostrano invece un’apertura circolare, che indicherebbe l’adozione di una struttura interna differente. Gli analisti ipotizzano due possibili soluzioni tecniche: il sistema ALoP (All Lenses on Prism), già utilizzato da Samsung sul Galaxy S26 Ultra, oppure un nuovo percorso ottico a periscopio con configurazione a M al posto della classica L.Possibile passo indietro sulla tele-macroEntrambe le soluzioni permetterebbero di ottimizzare lo spazio interno e ridurre gli spessori, ma potrebbero non essere altrettanto efficaci negli scatti ravvicinati. Proprio la capacità di avvicinarsi molto al soggetto sfruttando il teleobiettivo è sempre stata un punto di forza dei Pixel Pro, quindi un eventuale peggioramento in questo ambito rappresenterebbe un cambio di rotta significativo per la fotocamera della serie.Appuntamento al 12 agostoGoogle non ha ancora confermato nulla in via ufficiale: la presentazione di Pixel 11 e Pixel 11 Pro è attesa per il 12 agosto a New York, nell’ambito dell’evento Made by Google. Non è detto che i render circolati corrispondano al design definitivo, ma le voci su un cambiamento del modulo tele si sono fatte via via più insistenti nelle ultime settimane.Resta da capire se Google abbia scelto di privilegiare compattezza ed efficienza costruttiva a scapito della qualità nelle foto macro, oppure se sia riuscita a mantenere entrambi gli aspetti con la nuova configurazione ottica. La risposta arriverà solo con la presentazione ufficiale.
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    Una pagina prodotto pubblicata per errore su Amazon ha svelato in anticipo prezzi e specifiche principali dei prossimi Pixel 11 e Pixel 11 Pro. La scheda è stata rimossa poco dopo la pubblicazione, ma alcuni screenshot sono rimasti a documentare tagli di memoria, display, batteria e altre caratteristiche chiave dei due smartphone.Pixel 11 riparte da 256 GBSecondo quanto emerso, Google eliminerebbe il taglio da 128 GB, rendendo il modello da 256 GB la configurazione base della gamma Pixel 11. Ecco i prezzi trapelati:256 GB: 899 dollari (circa 830 euro)512 GB: 1.019 dollari (circa 940 euro)Si tratta di un aumento di 100 dollari rispetto alla generazione precedente, compensato però dal raddoppio della memoria di base. Le colorazioni previste sarebbero Frost, Pistachio, Hibiscus e Obsidian.Display e batteria di Pixel 11Le specifiche indicate parlano di un pannello OLED da 6,3 pollici con risoluzione 2856×1280 e refresh rate a 120 Hz, batteria da 4.985 mAh, fotocamera anteriore da 13 megapixel, Bluetooth 6, Wi-Fi 6E e un peso di 204 grammi. Non viene citato il processore, ma tutto lascia pensare al debutto del nuovo Tensor G6.Anche Pixel 11 Pro rincara256 GB: 1.099 dollari (circa 1.015 euro)512 GB: 1.219 dollari (circa 1.125 euro)1 TB: 1.449 dollari (circa 1.335 euro)Anche per il modello Pro l’aumento sarebbe di 100 dollari rispetto alla generazione precedente. Il display sarebbe sempre da 6,3 pollici, con batteria da 4.850 mAh, fotocamera frontale da 13 megapixel e zoom digitale fino a 120x.Possibile taglio sulla RAM del modello baseUn’altra indiscrezione riguarda la memoria RAM del Pixel 11 Pro, che potrebbe variare in base al taglio di storage: 12 GB per la versione da 256 GB e 16 GB per le versioni da 512 GB e 1 TB. Sul Pixel 10 Pro tutti i tagli disponevano di 16 GB di RAM, quindi si tratterebbe di una riduzione per il modello entry della gamma Pro.L’appuntamento con la presentazione ufficiale è fissato per il 12 agosto a New York: solo allora si scoprirà se questi dati corrisponderanno davvero ai modelli definitivi.
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    Anche dopo gli ultimi aggiornamenti di luglio, molti utenti Pixel continuano a segnalare cali di prestazioni nei giochi in seguito al passaggio ad Android 17. Su Reddit e sui forum dedicati si moltiplicano le lamentele su rallentamenti, scatti e surriscaldamento durante le sessioni di gioco, un problema che sembra colpire soprattutto i Pixel 10 Pro ma che non risparmierebbe altri modelli della gamma.Il problema persiste da giugnoLe prime segnalazioni erano comparse circa un mese fa, subito dopo il rilascio della versione stabile di Android 17 per la famiglia Pixel. Da allora Google ha distribuito sia la patch di sicurezza mensile di luglio sia un aggiornamento del sistema Google Play, ma secondo numerosi utenti la situazione non è affatto migliorata.Tra i titoli più citati nelle discussioni ci sono giochi non particolarmente esosi in termini di risorse hardware, come Clash Royale, Brawl Stars e Hill Climb Racing 2, che prima dell’aggiornamento giravano senza intoppi.Non tutti gli utenti sono colpitiVa detto che il fenomeno non sembra generalizzato: diversi possessori di Pixel dichiarano di non riscontrare alcun calo di prestazioni con gli stessi giochi. Questo suggerisce che il problema possa dipendere da variabili come il modello specifico, lo stato della batteria, le app in background o configurazioni particolari del dispositivo, più che da un difetto sistemico di Android 17.Rallentamenti e scatti durante il giocoMaggiore consumo della batteriaSurriscaldamento del dispositivo durante sessioni prolungateGiochi che prima erano fluidi e ora risultano poco reattiviNessuna comunicazione ufficiale da GoogleAl momento Google non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sul problema, né ha confermato di essere al lavoro su una correzione mirata. I Pixel non sono mai stati pensati come smartphone da gaming puro, ma un peggioramento evidente rispetto alle prestazioni precedenti resta un problema serio per chi utilizza il telefono anche per giocare.Con le segnalazioni in costante aumento, resta da vedere se Big G interverrà con una patch correttiva nei prossimi aggiornamenti mensili o se fornirà almeno una spiegazione ufficiale sulle cause del calo prestazionale.
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    L’intera gamma Pixel 11 ha ottenuto la certificazione della Federal Communications Commission (FCC) statunitense, un passaggio che conferma alcune delle indiscrezioni più rilevanti circolate finora, a partire dall’addio ai modem Samsung in favore di quelli MediaTek.Cinque modelli certificatiI documenti FCC riportano cinque codici prodotto registrati come “Phone”: GPQQ7, GUJ0N, G7SWN, GBC0H e G4HCD. A questi si aggiunge il Pixel 11 Pro Fold, che aveva già ottenuto la certificazione in precedenza, completando così l’intera line-up che Google si appresta a lanciare.Addio al modem Samsung, arriva MediaTekLa conferma più significativa riguarda l’abbandono dei modem Exynos di Samsung, utilizzati per anni sui Pixel, a favore di componenti MediaTek. Si tratta di un cambiamento già anticipato da diverse fonti, ma che ora trova un riscontro ufficiale nella documentazione regolatoria. L’obiettivo dichiarato sarebbe migliorare due aspetti su cui i Pixel sono stati spesso criticati: la stabilità della connessione e l’efficienza energetica in standby.Funzioni riservate ai modelli ProDai documenti emerge anche che tutti e cinque i modelli supporteranno connettività 5G, Bluetooth, Wi-Fi 6 e superiori, ricarica wireless e messaggistica satellitare. Alcune funzioni, però, resterebbero appannaggio dei soli modelli Pro:Ultra Wideband (UWB) e supporto al protocollo smart home Thread su 3 modelli su 5Connettività 5G mmWave ad alta velocità sui codici GPQQ7, G7SWN e GBC0HCome già accaduto con la generazione precedente, è plausibile che queste funzioni aggiuntive siano riservate a Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL.Lancio atteso ad agostoCon la certificazione FCC ormai ottenuta, i preparativi per il lancio entrano nella fase finale. Google dovrebbe presentare ufficialmente la gamma Pixel 11 il 12 agosto a New York, insieme al nuovo chip Tensor G6, offrendo finalmente un quadro completo sulle reali prestazioni di connettività dei nuovi modelli.
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    A poco più di un mese dalla presentazione ufficiale dei Pixel 11, prevista per il 12 agosto, emergono nuovi dettagli su una piccola ma gradita novità software: un nuovo slider per la regolazione rapida del volume, individuato all’interno di un firmware non ancora pubblico dedicato ai nuovi modelli.Regolazione diretta per suoneria e notificheSecondo quanto riportato da Android Authority, che ha analizzato una build non ufficiale destinata ai Pixel 11, il sistema introdurrebbe cursori dedicati per regolare separatamente e direttamente il volume di suoneria, notifiche e sveglia, senza dover aprire il pannello impostazioni e navigare tra più schermate come avviene oggi su Android.Un miglioramento pratico dell’interfacciaAttualmente, per modificare questi parametri su Android è necessario accedere alle impostazioni e proseguire fino alla schermata dedicata al volume. Con la nuova interfaccia, ogni voce disporrebbe invece di uno slider immediatamente accessibile, permettendo di intervenire sul volume con un solo passaggio, riducendo i tempi e semplificando l’interazione quotidiana con il dispositivo.Funzione ancora in fase di sviluppoVa sottolineato che si tratta di una funzione individuata all’interno di una build di sviluppo non pubblica, quindi non è affatto scontato che venga effettivamente inclusa nella versione finale del software. Gli analisti hanno individuato anche tracce di altre possibili funzioni di personalizzazione, che però non è stato possibile attivare né analizzare nel dettaglio.Slider dedicati per suoneria, notifiche e svegliaAccesso diretto senza passare dal menu impostazioniFunzione ancora non confermata ufficialmenteAltre tracce di personalizzazione non ancora attivabiliLe novità software attese sui Pixel 11Oltre a questo possibile slider, si parla da tempo anche di un nuovo effetto grafico chiamato “Pixel Glow” e delle colorazioni della gamma, già emerse in precedenti leak. Google presenterà ufficialmente Pixel 11 e Pixel Watch 5 il 12 agosto a New York: solo allora si scoprirà se questi piccoli ma utili miglioramenti dell’interfaccia troveranno spazio nella versione definitiva del software.
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    A poco più di un mese dalla presentazione ufficiale della gamma Pixel 11, fissata per il 12 agosto, le indiscrezioni sui prezzi stanno facendo discutere. Secondo le fonti più recenti, tutti i modelli subirebbero un rincaro di circa 100 euro rispetto alla generazione precedente, un aumento che porta con sé anche alcuni dubbi che vanno oltre il semplice prezzo.Prezzi fino a 1.999 euro, ma storage minimo a 256GBLe indiscrezioni indicano un prezzo di partenza di 999 euro per il Pixel 11, 1.199 euro per il Pixel 11 Pro, 1.399 euro per il Pixel 11 Pro XL e 1.999 euro per il Pixel 11 Pro Fold. Ad accompagnare l’aumento ci sarebbe però l’eliminazione del taglio da 128GB, con tutti i modelli che partirebbero da 256GB di storage: un cambiamento atteso da tempo, ma che sposta comunque l’intera gamma verso fasce di prezzo tipiche dei flagship più costosi.Tensor G6 nel mirino della concorrenzaIl rincaro rischia di essere valutato con più severità anche per un altro motivo: il chip Tensor, pur solido su AI ed elaborazione quotidiana, continua a essere considerato inferiore in prestazioni pure e nel gaming rispetto ai processori Snapdragon montati dai concorrenti. A ciò si aggiunge la storica criticità dei Pixel sul fronte della gestione termica: un problema che il nuovo Tensor G6 dovrebbe migliorare, ma che nel confronto diretto con i Galaxy di pari fascia di prezzo potrebbe pesare.Meno RAM nonostante il prezzo più alto?Le indiscrezioni più recenti ipotizzano inoltre 8GB di RAM per il modello standard e 12GB per la gamma Pro, un possibile passo indietro che, unito al contesto di rincaro dei prezzi della memoria a livello globale, rischia comunque di generare la percezione di “pagare di più per avere meno”. Considerando quanto Google punti sulle funzioni AI legate a Gemini, che richiedono risorse di memoria non trascurabili, una eventuale riduzione della RAM potrebbe sollevare più di una perplessità tra gli utenti.Il rincaro dei prezzi non sorprende di per sé, vista la tendenza generale del mercato legata all’aumento dei costi di semiconduttori e memoria. Resta da vedere se, il 12 agosto, Google saprà giustificare l’aumento con miglioramenti concreti su prestazioni del Tensor G6 e funzioni AI, o se il confronto con la concorrenza si rivelerà impietoso.
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    Google presenterà ufficialmente la serie Pixel 11 il 12 agosto, ma il nuovo chip Tensor G6 che la equipaggerà sta già dividendo gli osservatori. Tra riduzione dei core CPU e GPU non aggiornata all’ultima generazione, alcuni parlano di un passo indietro prestazionale. Altri leggono invece questi cambiamenti come una scelta precisa di Google: privilegiare l’esperienza reale rispetto alla corsa ai benchmark.Meno core, non necessariamente meno potenzaSecondo le indiscrezioni, il Tensor G6 adotterebbe una configurazione a 7 core invece della classica architettura a 8, un dettaglio che a prima vista suggerisce un downgrade. Il chip utilizzerebbe però un’architettura ARM di ultima generazione, il che rende impossibile giudicare le prestazioni sulla base del solo numero di core. Anche la GPU non sarebbe di ultimissima generazione, il che potrebbe penalizzare le prestazioni in ambito gaming rispetto ai processori Snapdragon, ma in cambio permetterebbe di contenere meglio consumi e surriscaldamento.La vera novità potrebbe essere il modemIl cambiamento più significativo del Tensor G6 riguarderebbe però il modem. Finora i Pixel hanno utilizzato modem Exynos di Samsung, spesso criticati per qualità della connessione e consumo energetico in standby. Le voci più recenti indicano un possibile passaggio a un modem MediaTek, che potrebbe tradursi in una connettività più stabile e in una maggiore autonomia. Trattandosi di un componente sempre attivo per monitorare celle e satelliti, il modem incide pesantemente sui consumi complessivi, forse più della stessa CPU.RAM da 8GB, un possibile tallone d’AchilleResta però un elemento di incertezza: secondo alcune indiscrezioni, il Pixel 11 standard potrebbe mantenere 8GB di RAM. Una quantità che, alla luce delle numerose funzioni AI basate su Gemini che Google continua ad ampliare, potrebbe risultare limitata, con il rischio di ricaricamenti più frequenti delle app e minore fluidità nelle attività di elaborazione avanzata.La filosofia Tensor resta la stessaFin dal debutto, i chip Tensor non hanno mai puntato a competere sui puri benchmark con Snapdragon o i chip Apple, privilegiando invece funzioni AI e comfort d’uso quotidiano. Il Tensor G6 sembra confermare questa direzione, con l’obiettivo di offrire un’esperienza stabile nel tempo più che uno scatto sui numeri. Solo la presentazione ufficiale di agosto chiarirà se questa scommessa sull’efficienza si tradurrà in un reale vantaggio per gli utenti.
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    Un nuovo modello, verosimilmente il Pixel 11 Pro Fold, è stato registrato presso la FCC, l’ente statunitense che certifica i dispositivi wireless prima della commercializzazione. La presentazione ufficiale della gamma Pixel 11 è attesa per il 12 agosto durante l’evento Made by Google, ma i preparativi per il lancio procedono a pieno ritmo.Il primo modello Pixel 11 a passare la FCCIl dispositivo registrato porta la sigla GZDQ6, già attribuita in passato al Pixel 11 Pro Fold da precedenti indiscrezioni. Si tratta del primo modello della gamma Pixel 11 a ottenere la certificazione FCC. Nei documenti il dispositivo è indicato genericamente come “Phone”, ma la natura dei test condotti rende quasi certa l’identificazione con il modello pieghevole.Test condotti da aperto e da chiusoLa documentazione conferma che le prove di connettività sono state eseguite sia a dispositivo aperto sia a dispositivo chiuso, incluse le verifiche sulla qualità delle chiamate vocali in entrambe le configurazioni: una procedura di certificazione tipica dei soli smartphone pieghevoli.Le tracce di un modem MediaTekDai documenti FCC emerge inoltre il supporto a 5G, comunicazione satellitare, NFC, UWB, Thread e ricarica wireless, in linea con quanto oggi richiesto a un top di gamma. L’elemento più interessante riguarda però un riferimento a MediaTek trovato nei test sull’esposizione a radiofrequenze: un possibile indizio a supporto delle voci secondo cui Google, con il nuovo Tensor G6, potrebbe abbandonare i modem Exynos di Samsung in favore di un modem MediaTek, una prima assoluta per la serie Pixel.Gli altri modelli in arrivo alla certificazioneAl momento risulta certificato solo il Pixel 11 Pro Fold, ma con la presentazione dell’intera gamma fissata per il 12 agosto, è probabile che anche i modelli standard e Pro vengano registrati presso la FCC nei prossimi giorni. Le informazioni finora emerse restano parziali, ma il possibile modem MediaTek rappresenta già un indizio significativo sulla direzione intrapresa da Google per la nuova generazione di Pixel.