Androidiani.net - Forum

Androidiani.net è la community italiana sul mondo Android. Questo è il forum ufficiale basato su NodeBB e federato con ActivityPub: il punto da cui riparte la community più grande d'Italia su Android, che fa parte del Fediverso


  • 0 Votazioni
    1 Post
    25 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    A poche settimane dall’evento Made by Google del 12 agosto, sette dispositivi Google sono stati registrati presso l’ente di certificazione singaporiano IMDA, riconducibili alla serie Pixel 11 e al nuovo Pixel Watch 5. Dai documenti emergono anche differenze nella connettività tra i vari modelli, che lascerebbero il Pixel 11 standard privo di alcune funzioni presenti sui modelli superiori.Sette dispositivi Google certificati in SingaporeSecondo quanto ricostruito dai codici di certificazione, i modelli registrati corrisponderebbero a Pixel 11 Pro, Pixel 11 e Pixel Watch 5, oltre ad altre varianti regionali dei medesimi dispositivi. Si tratta di un passaggio abituale nelle settimane che precedono il lancio ufficiale, ma che offre indizi preziosi sulle caratteristiche tecniche dei nuovi prodotti.Wi-Fi 7 e UWB solo sui modelli Pro?Il dato più interessante riguarda le differenze di connettività tra le varianti. Secondo l’analisi dei documenti IMDA, il Pixel 11 standard potrebbe non supportare né il Wi-Fi 7 né la tecnologia UWB (Ultra-Wideband), funzioni che invece resterebbero appannaggio dei modelli Pro. Si tratterebbe di una scelta di differenziazione già vista in passato su altre gamme Android, pensata per giustificare il prezzo più elevato dei modelli superiori.In attesa della conferma ufficialeLe certificazioni non includono dettagli completi sulle specifiche tecniche, quindi la conferma definitiva arriverà solo con la presentazione ufficiale della gamma Pixel 11, attesa per il 12 agosto insieme al Pixel Watch 5. Nel frattempo, la registrazione presso IMDA conferma che Google è ormai nelle fasi finali della preparazione al lancio in diversi mercati asiatici, incluso probabilmente quello europeo.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    I problemi di funzionamento dei Pixel finiscono spesso al centro delle discussioni online, ma un nuovo sondaggio suggerisce che la percezione diffusa sui social non rifletta l’esperienza della maggioranza degli utenti. Secondo un’indagine condotta da Android Authority, oltre il 70% dei possessori di Pixel 10 Pro XL non ha riscontrato particolari problemi con il proprio dispositivo.Il sondaggio di Android Authority: circa il 70% promuove il deviceL’indagine, condotta dalla testata statunitense nell’arco di diverse settimane, ha raccolto le risposte di circa 6.000 utenti. Di questi, 4.110 persone, pari a oltre il 70% del totale, si sono dichiarate molto soddisfatte o comunque soddisfatte dell’esperienza d’uso con il Pixel 10 Pro XL.Le lamentele online non riflettono la maggioranzaAnche la redazione della testata, che ha utilizzato il dispositivo per diversi mesi, conferma un’esperienza nel complesso positiva, pur senza negare che alcuni utenti abbiano effettivamente riscontrato difficoltà, in particolare su autonomia, surriscaldamento o stabilità del software in determinate condizioni d’uso.Un problema di percezione più che di sostanza?Il dato riportato da Android Authority si inserisce in un dibattito più ampio su come i social media tendano ad amplificare le segnalazioni negative rispetto alle esperienze positive, spesso meno raccontate pubblicamente. Questo non significa che i problemi lamentati online non esistano, ma suggerisce che possano riguardare una minoranza di unità o configurazioni specifiche, piuttosto che rappresentare un difetto strutturale della gamma Pixel 10 Pro XL nel suo complesso.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Una nuova indiscrezione riaccende i riflettori sul comparto fotografico del prossimo Pixel 11 Pro, in arrivo il 12 agosto. Secondo render trapelati online, il modulo tele del telefono cambierebbe forma passando da un’apertura rettangolare, tipica del periscopio delle generazioni precedenti, a un’apertura circolare, con possibili ripercussioni sulle prestazioni macro a distanza ravvicinata.Un nuovo tipo di periscopioLe serie Pixel Pro hanno sempre montato un teleobiettivo a periscopio con apertura squadrata. Le immagini circolate in rete mostrano invece un’apertura circolare, che indicherebbe l’adozione di una struttura interna differente. Gli analisti ipotizzano due possibili soluzioni tecniche: il sistema ALoP (All Lenses on Prism), già utilizzato da Samsung sul Galaxy S26 Ultra, oppure un nuovo percorso ottico a periscopio con configurazione a M al posto della classica L.Possibile passo indietro sulla tele-macroEntrambe le soluzioni permetterebbero di ottimizzare lo spazio interno e ridurre gli spessori, ma potrebbero non essere altrettanto efficaci negli scatti ravvicinati. Proprio la capacità di avvicinarsi molto al soggetto sfruttando il teleobiettivo è sempre stata un punto di forza dei Pixel Pro, quindi un eventuale peggioramento in questo ambito rappresenterebbe un cambio di rotta significativo per la fotocamera della serie.Appuntamento al 12 agostoGoogle non ha ancora confermato nulla in via ufficiale: la presentazione di Pixel 11 e Pixel 11 Pro è attesa per il 12 agosto a New York, nell’ambito dell’evento Made by Google. Non è detto che i render circolati corrispondano al design definitivo, ma le voci su un cambiamento del modulo tele si sono fatte via via più insistenti nelle ultime settimane.Resta da capire se Google abbia scelto di privilegiare compattezza ed efficienza costruttiva a scapito della qualità nelle foto macro, oppure se sia riuscita a mantenere entrambi gli aspetti con la nuova configurazione ottica. La risposta arriverà solo con la presentazione ufficiale.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Una pagina prodotto pubblicata per errore su Amazon ha svelato in anticipo prezzi e specifiche principali dei prossimi Pixel 11 e Pixel 11 Pro. La scheda è stata rimossa poco dopo la pubblicazione, ma alcuni screenshot sono rimasti a documentare tagli di memoria, display, batteria e altre caratteristiche chiave dei due smartphone.Pixel 11 riparte da 256 GBSecondo quanto emerso, Google eliminerebbe il taglio da 128 GB, rendendo il modello da 256 GB la configurazione base della gamma Pixel 11. Ecco i prezzi trapelati:256 GB: 899 dollari (circa 830 euro)512 GB: 1.019 dollari (circa 940 euro)Si tratta di un aumento di 100 dollari rispetto alla generazione precedente, compensato però dal raddoppio della memoria di base. Le colorazioni previste sarebbero Frost, Pistachio, Hibiscus e Obsidian.Display e batteria di Pixel 11Le specifiche indicate parlano di un pannello OLED da 6,3 pollici con risoluzione 2856×1280 e refresh rate a 120 Hz, batteria da 4.985 mAh, fotocamera anteriore da 13 megapixel, Bluetooth 6, Wi-Fi 6E e un peso di 204 grammi. Non viene citato il processore, ma tutto lascia pensare al debutto del nuovo Tensor G6.Anche Pixel 11 Pro rincara256 GB: 1.099 dollari (circa 1.015 euro)512 GB: 1.219 dollari (circa 1.125 euro)1 TB: 1.449 dollari (circa 1.335 euro)Anche per il modello Pro l’aumento sarebbe di 100 dollari rispetto alla generazione precedente. Il display sarebbe sempre da 6,3 pollici, con batteria da 4.850 mAh, fotocamera frontale da 13 megapixel e zoom digitale fino a 120x.Possibile taglio sulla RAM del modello baseUn’altra indiscrezione riguarda la memoria RAM del Pixel 11 Pro, che potrebbe variare in base al taglio di storage: 12 GB per la versione da 256 GB e 16 GB per le versioni da 512 GB e 1 TB. Sul Pixel 10 Pro tutti i tagli disponevano di 16 GB di RAM, quindi si tratterebbe di una riduzione per il modello entry della gamma Pro.L’appuntamento con la presentazione ufficiale è fissato per il 12 agosto a New York: solo allora si scoprirà se questi dati corrisponderanno davvero ai modelli definitivi.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Anche dopo gli ultimi aggiornamenti di luglio, molti utenti Pixel continuano a segnalare cali di prestazioni nei giochi in seguito al passaggio ad Android 17. Su Reddit e sui forum dedicati si moltiplicano le lamentele su rallentamenti, scatti e surriscaldamento durante le sessioni di gioco, un problema che sembra colpire soprattutto i Pixel 10 Pro ma che non risparmierebbe altri modelli della gamma.Il problema persiste da giugnoLe prime segnalazioni erano comparse circa un mese fa, subito dopo il rilascio della versione stabile di Android 17 per la famiglia Pixel. Da allora Google ha distribuito sia la patch di sicurezza mensile di luglio sia un aggiornamento del sistema Google Play, ma secondo numerosi utenti la situazione non è affatto migliorata.Tra i titoli più citati nelle discussioni ci sono giochi non particolarmente esosi in termini di risorse hardware, come Clash Royale, Brawl Stars e Hill Climb Racing 2, che prima dell’aggiornamento giravano senza intoppi.Non tutti gli utenti sono colpitiVa detto che il fenomeno non sembra generalizzato: diversi possessori di Pixel dichiarano di non riscontrare alcun calo di prestazioni con gli stessi giochi. Questo suggerisce che il problema possa dipendere da variabili come il modello specifico, lo stato della batteria, le app in background o configurazioni particolari del dispositivo, più che da un difetto sistemico di Android 17.Rallentamenti e scatti durante il giocoMaggiore consumo della batteriaSurriscaldamento del dispositivo durante sessioni prolungateGiochi che prima erano fluidi e ora risultano poco reattiviNessuna comunicazione ufficiale da GoogleAl momento Google non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sul problema, né ha confermato di essere al lavoro su una correzione mirata. I Pixel non sono mai stati pensati come smartphone da gaming puro, ma un peggioramento evidente rispetto alle prestazioni precedenti resta un problema serio per chi utilizza il telefono anche per giocare.Con le segnalazioni in costante aumento, resta da vedere se Big G interverrà con una patch correttiva nei prossimi aggiornamenti mensili o se fornirà almeno una spiegazione ufficiale sulle cause del calo prestazionale.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    L’intera gamma Pixel 11 ha ottenuto la certificazione della Federal Communications Commission (FCC) statunitense, un passaggio che conferma alcune delle indiscrezioni più rilevanti circolate finora, a partire dall’addio ai modem Samsung in favore di quelli MediaTek.Cinque modelli certificatiI documenti FCC riportano cinque codici prodotto registrati come “Phone”: GPQQ7, GUJ0N, G7SWN, GBC0H e G4HCD. A questi si aggiunge il Pixel 11 Pro Fold, che aveva già ottenuto la certificazione in precedenza, completando così l’intera line-up che Google si appresta a lanciare.Addio al modem Samsung, arriva MediaTekLa conferma più significativa riguarda l’abbandono dei modem Exynos di Samsung, utilizzati per anni sui Pixel, a favore di componenti MediaTek. Si tratta di un cambiamento già anticipato da diverse fonti, ma che ora trova un riscontro ufficiale nella documentazione regolatoria. L’obiettivo dichiarato sarebbe migliorare due aspetti su cui i Pixel sono stati spesso criticati: la stabilità della connessione e l’efficienza energetica in standby.Funzioni riservate ai modelli ProDai documenti emerge anche che tutti e cinque i modelli supporteranno connettività 5G, Bluetooth, Wi-Fi 6 e superiori, ricarica wireless e messaggistica satellitare. Alcune funzioni, però, resterebbero appannaggio dei soli modelli Pro:Ultra Wideband (UWB) e supporto al protocollo smart home Thread su 3 modelli su 5Connettività 5G mmWave ad alta velocità sui codici GPQQ7, G7SWN e GBC0HCome già accaduto con la generazione precedente, è plausibile che queste funzioni aggiuntive siano riservate a Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL.Lancio atteso ad agostoCon la certificazione FCC ormai ottenuta, i preparativi per il lancio entrano nella fase finale. Google dovrebbe presentare ufficialmente la gamma Pixel 11 il 12 agosto a New York, insieme al nuovo chip Tensor G6, offrendo finalmente un quadro completo sulle reali prestazioni di connettività dei nuovi modelli.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    A poco più di un mese dalla presentazione ufficiale dei Pixel 11, prevista per il 12 agosto, emergono nuovi dettagli su una piccola ma gradita novità software: un nuovo slider per la regolazione rapida del volume, individuato all’interno di un firmware non ancora pubblico dedicato ai nuovi modelli.Regolazione diretta per suoneria e notificheSecondo quanto riportato da Android Authority, che ha analizzato una build non ufficiale destinata ai Pixel 11, il sistema introdurrebbe cursori dedicati per regolare separatamente e direttamente il volume di suoneria, notifiche e sveglia, senza dover aprire il pannello impostazioni e navigare tra più schermate come avviene oggi su Android.Un miglioramento pratico dell’interfacciaAttualmente, per modificare questi parametri su Android è necessario accedere alle impostazioni e proseguire fino alla schermata dedicata al volume. Con la nuova interfaccia, ogni voce disporrebbe invece di uno slider immediatamente accessibile, permettendo di intervenire sul volume con un solo passaggio, riducendo i tempi e semplificando l’interazione quotidiana con il dispositivo.Funzione ancora in fase di sviluppoVa sottolineato che si tratta di una funzione individuata all’interno di una build di sviluppo non pubblica, quindi non è affatto scontato che venga effettivamente inclusa nella versione finale del software. Gli analisti hanno individuato anche tracce di altre possibili funzioni di personalizzazione, che però non è stato possibile attivare né analizzare nel dettaglio.Slider dedicati per suoneria, notifiche e svegliaAccesso diretto senza passare dal menu impostazioniFunzione ancora non confermata ufficialmenteAltre tracce di personalizzazione non ancora attivabiliLe novità software attese sui Pixel 11Oltre a questo possibile slider, si parla da tempo anche di un nuovo effetto grafico chiamato “Pixel Glow” e delle colorazioni della gamma, già emerse in precedenti leak. Google presenterà ufficialmente Pixel 11 e Pixel Watch 5 il 12 agosto a New York: solo allora si scoprirà se questi piccoli ma utili miglioramenti dell’interfaccia troveranno spazio nella versione definitiva del software.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    A poco più di un mese dalla presentazione ufficiale della gamma Pixel 11, fissata per il 12 agosto, le indiscrezioni sui prezzi stanno facendo discutere. Secondo le fonti più recenti, tutti i modelli subirebbero un rincaro di circa 100 euro rispetto alla generazione precedente, un aumento che porta con sé anche alcuni dubbi che vanno oltre il semplice prezzo.Prezzi fino a 1.999 euro, ma storage minimo a 256GBLe indiscrezioni indicano un prezzo di partenza di 999 euro per il Pixel 11, 1.199 euro per il Pixel 11 Pro, 1.399 euro per il Pixel 11 Pro XL e 1.999 euro per il Pixel 11 Pro Fold. Ad accompagnare l’aumento ci sarebbe però l’eliminazione del taglio da 128GB, con tutti i modelli che partirebbero da 256GB di storage: un cambiamento atteso da tempo, ma che sposta comunque l’intera gamma verso fasce di prezzo tipiche dei flagship più costosi.Tensor G6 nel mirino della concorrenzaIl rincaro rischia di essere valutato con più severità anche per un altro motivo: il chip Tensor, pur solido su AI ed elaborazione quotidiana, continua a essere considerato inferiore in prestazioni pure e nel gaming rispetto ai processori Snapdragon montati dai concorrenti. A ciò si aggiunge la storica criticità dei Pixel sul fronte della gestione termica: un problema che il nuovo Tensor G6 dovrebbe migliorare, ma che nel confronto diretto con i Galaxy di pari fascia di prezzo potrebbe pesare.Meno RAM nonostante il prezzo più alto?Le indiscrezioni più recenti ipotizzano inoltre 8GB di RAM per il modello standard e 12GB per la gamma Pro, un possibile passo indietro che, unito al contesto di rincaro dei prezzi della memoria a livello globale, rischia comunque di generare la percezione di “pagare di più per avere meno”. Considerando quanto Google punti sulle funzioni AI legate a Gemini, che richiedono risorse di memoria non trascurabili, una eventuale riduzione della RAM potrebbe sollevare più di una perplessità tra gli utenti.Il rincaro dei prezzi non sorprende di per sé, vista la tendenza generale del mercato legata all’aumento dei costi di semiconduttori e memoria. Resta da vedere se, il 12 agosto, Google saprà giustificare l’aumento con miglioramenti concreti su prestazioni del Tensor G6 e funzioni AI, o se il confronto con la concorrenza si rivelerà impietoso.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Google presenterà ufficialmente la serie Pixel 11 il 12 agosto, ma il nuovo chip Tensor G6 che la equipaggerà sta già dividendo gli osservatori. Tra riduzione dei core CPU e GPU non aggiornata all’ultima generazione, alcuni parlano di un passo indietro prestazionale. Altri leggono invece questi cambiamenti come una scelta precisa di Google: privilegiare l’esperienza reale rispetto alla corsa ai benchmark.Meno core, non necessariamente meno potenzaSecondo le indiscrezioni, il Tensor G6 adotterebbe una configurazione a 7 core invece della classica architettura a 8, un dettaglio che a prima vista suggerisce un downgrade. Il chip utilizzerebbe però un’architettura ARM di ultima generazione, il che rende impossibile giudicare le prestazioni sulla base del solo numero di core. Anche la GPU non sarebbe di ultimissima generazione, il che potrebbe penalizzare le prestazioni in ambito gaming rispetto ai processori Snapdragon, ma in cambio permetterebbe di contenere meglio consumi e surriscaldamento.La vera novità potrebbe essere il modemIl cambiamento più significativo del Tensor G6 riguarderebbe però il modem. Finora i Pixel hanno utilizzato modem Exynos di Samsung, spesso criticati per qualità della connessione e consumo energetico in standby. Le voci più recenti indicano un possibile passaggio a un modem MediaTek, che potrebbe tradursi in una connettività più stabile e in una maggiore autonomia. Trattandosi di un componente sempre attivo per monitorare celle e satelliti, il modem incide pesantemente sui consumi complessivi, forse più della stessa CPU.RAM da 8GB, un possibile tallone d’AchilleResta però un elemento di incertezza: secondo alcune indiscrezioni, il Pixel 11 standard potrebbe mantenere 8GB di RAM. Una quantità che, alla luce delle numerose funzioni AI basate su Gemini che Google continua ad ampliare, potrebbe risultare limitata, con il rischio di ricaricamenti più frequenti delle app e minore fluidità nelle attività di elaborazione avanzata.La filosofia Tensor resta la stessaFin dal debutto, i chip Tensor non hanno mai puntato a competere sui puri benchmark con Snapdragon o i chip Apple, privilegiando invece funzioni AI e comfort d’uso quotidiano. Il Tensor G6 sembra confermare questa direzione, con l’obiettivo di offrire un’esperienza stabile nel tempo più che uno scatto sui numeri. Solo la presentazione ufficiale di agosto chiarirà se questa scommessa sull’efficienza si tradurrà in un reale vantaggio per gli utenti.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Un nuovo modello, verosimilmente il Pixel 11 Pro Fold, è stato registrato presso la FCC, l’ente statunitense che certifica i dispositivi wireless prima della commercializzazione. La presentazione ufficiale della gamma Pixel 11 è attesa per il 12 agosto durante l’evento Made by Google, ma i preparativi per il lancio procedono a pieno ritmo.Il primo modello Pixel 11 a passare la FCCIl dispositivo registrato porta la sigla GZDQ6, già attribuita in passato al Pixel 11 Pro Fold da precedenti indiscrezioni. Si tratta del primo modello della gamma Pixel 11 a ottenere la certificazione FCC. Nei documenti il dispositivo è indicato genericamente come “Phone”, ma la natura dei test condotti rende quasi certa l’identificazione con il modello pieghevole.Test condotti da aperto e da chiusoLa documentazione conferma che le prove di connettività sono state eseguite sia a dispositivo aperto sia a dispositivo chiuso, incluse le verifiche sulla qualità delle chiamate vocali in entrambe le configurazioni: una procedura di certificazione tipica dei soli smartphone pieghevoli.Le tracce di un modem MediaTekDai documenti FCC emerge inoltre il supporto a 5G, comunicazione satellitare, NFC, UWB, Thread e ricarica wireless, in linea con quanto oggi richiesto a un top di gamma. L’elemento più interessante riguarda però un riferimento a MediaTek trovato nei test sull’esposizione a radiofrequenze: un possibile indizio a supporto delle voci secondo cui Google, con il nuovo Tensor G6, potrebbe abbandonare i modem Exynos di Samsung in favore di un modem MediaTek, una prima assoluta per la serie Pixel.Gli altri modelli in arrivo alla certificazioneAl momento risulta certificato solo il Pixel 11 Pro Fold, ma con la presentazione dell’intera gamma fissata per il 12 agosto, è probabile che anche i modelli standard e Pro vengano registrati presso la FCC nei prossimi giorni. Le informazioni finora emerse restano parziali, ma il possibile modem MediaTek rappresenta già un indizio significativo sulla direzione intrapresa da Google per la nuova generazione di Pixel.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Nuovi dettagli sul Pixel Watch 5, lo smartwatch che Google presenterà nel prossimo evento Made by Google, arrivano dal Google Play Console, dove sono stati trovati riferimenti a processore, memoria e display del dispositivo. Un’informazione in particolare potrebbe deludere chi si aspettava un salto generazionale sul fronte delle prestazioni.Ancora il chip Snapdragon W5 Gen 2?Il Pixel Watch 5 risulta registrato con il nome in codice “godric_btwifi” e riporta come processore la sigla Qualcomm SW5100, con quattro core ARM Cortex-A53 fino a 1,7GHz e GPU Adreno 702 fino a 1GHz. La stessa sigla era già stata rilevata sul Pixel Watch 4, dove corrispondeva allo Snapdragon W5 Gen 2: è quindi possibile che anche il nuovo modello utilizzi lo stesso chip della generazione precedente, senza un aggiornamento del processore.2GB di RAM e Android 17 di serieIl documento conferma inoltre 2GB di RAM e l’adozione di Android 17 fin dal lancio. Anche il display non sembra discostarsi molto dal predecessore, con risoluzione di 426×426 pixel e densità di 320dpi, oltre a una forma circolare che ricalca quella del Pixel Watch 4. Nel quadrante compare anche l’icona di Gemini, segno di un possibile ulteriore potenziamento delle funzioni basate sull’assistente AI di Google.Il dubbio sul nuovo Snapdragon Wear EliteAlcuni leak precedenti avevano ipotizzato l’arrivo del nuovo Snapdragon Wear Elite di Qualcomm sul Pixel Watch 5, per cui non è ancora certo che le informazioni emerse dal Play Console rappresentino la configurazione finale. Va anche ricordato che Google aveva già riutilizzato lo stesso Snapdragon W5 Gen 1 su due generazioni consecutive, Pixel Watch 2 e Pixel Watch 3, quindi un secondo utilizzo consecutivo del W5 Gen 2 non sarebbe una novità assoluta per l’azienda. Resta da vedere quali miglioramenti software e funzioni AI Google riserverà al nuovo modello in occasione della presentazione ufficiale.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    A circa un mese dall’evento Made by Google di agosto, emergono nuove immagini renderizzate del Pixel 11 Pro Fold, il pieghevole della prossima generazione. Il leak riguarda la colorazione Pine, un verde scuro elegante finora conosciuto solo per nome, e mette in evidenza alcune modifiche al design della barra fotocamere.Design ripreso dal Pixel 10 Pro Fold, con qualche ritoccoNel render trapelato, la colorazione Pine si abbina a una cornice dorata chiara e al classico logo G di Google sul retro. L’impostazione generale ricalca quella del Pixel 10 Pro Fold, con la stessa finitura satinata sulla cornice, mentre i modelli Pixel 11 Pro e Pro XL potrebbero invece adottare una finitura più lucida. La barra fotocamere risulta leggermente più sottile rispetto alla generazione precedente, con il foro delle ottiche che si estende fino al bordo, e con una nuova disposizione dei sensori: fotocamera principale e ultra-grandangolare in basso, teleobiettivo in alto a destra.Il mistero del flash maxi-formatoIl dettaglio che ha attirato più attenzione è però il flash, posizionato in alto a sinistra sulla barra fotocamere, che nel render risulta decisamente più grande rispetto al Pixel 10 Pro Fold, quasi da poter essere scambiato per un’ulteriore lente. Secondo alcune ipotesi, questo elemento potrebbe essere collegato alla funzione Pixel Glow, un sistema di illuminazione per le notifiche di cui si vocifera da tempo. Se in un primo momento si pensava a una luce perimetrale attorno alla barra fotocamere, lo spazio visibile nel render sembra insufficiente, e il flash ingrandito potrebbe quindi assumere anche questo ruolo aggiuntivo.Attesa per l’evento di agostoGoogle non ha confermato né l’autenticità delle immagini né i dettagli della funzione Pixel Glow. Con l’evento di presentazione ormai a poche settimane di distanza, è probabile che nelle prossime settimane emergano ulteriori indiscrezioni su design e funzioni della gamma Pixel 11, a partire proprio dal modello pieghevole di punta.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Quando si sceglie un nuovo smartphone, l’attenzione ricade quasi sempre su capacità della batteria e velocità di ricarica. Ma per chi tiene il telefono a lungo, un fattore altrettanto importante è la velocità con cui la batteria si deteriora. Motorola ha adottato batterie al silicio-carbonio su alcuni modelli di fascia alta del 2026, raggiungendo, secondo i dati ufficiali, una durata superiore a quella di iPhone e della serie Pixel.I cicli di ricarica dei modelli Motorola 2026Il database europeo EPREL, dedicato alle etichette energetiche, riporta i cicli di ricarica dichiarati per i principali modelli Motorola 2026: Edge 70 a 1.000 cicli, Edge 70 Fusion tra 1.000 e 1.200, Edge 70 Pro, Razr 70, Razr 70 Plus, Razr 70 Ultra, Razr Fold e Signature tutti a 1.200 cicli. Un ciclo di ricarica corrisponde all’utilizzo completo del 100% della capacità della batteria, e viene comunemente usato come parametro per stimare quando la capacità massima scenderà all’80% di quella originale.Samsung resta avanti con 2.000 cicliPer confronto, i modelli di punta Samsung dichiarano in media circa 2.000 cicli di ricarica, un risultato che l’azienda coreana ottiene anche grazie a tecnologie di gestione della ricarica che evitano di portare la batteria fisicamente al 100% pur mostrando questo valore sul display, oltre a una gestione più efficiente della dissipazione del calore. Rispetto ad altri produttori che utilizzano batterie al silicio-carbonio, inoltre, il valore di Motorola non risulta comunque il più alto sul mercato: OnePlus 15R dichiara 1.300 cicli, Nothing Phone 3 arriva a 1.400, mentre HONOR Magic 8 Pro tocca quota 1.600.Motorola Edge 70 / Edge 70 Fusion: 1.000-1.200 cicliMotorola Edge 70 Pro, Razr 70 e Signature: 1.200 cicliSamsung flagship: circa 2.000 cicliOnePlus 15R: 1.300 – Nothing Phone 3: 1.400 – HONOR Magic 8 Pro: 1.600Fino a oggi la competizione tra produttori si è concentrata soprattutto su potenza, fotocamere e display. Con la diffusione delle batterie al silicio-carbonio, però, la longevità della batteria potrebbe diventare un nuovo terreno di confronto, soprattutto per chi tiene lo smartphone per tre o quattro anni prima di cambiarlo.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Il Google Pixel 10a sta conquistando gli utenti giapponesi in modo sorprendente. Sul popolare comparatore di prezzi Kakaku.com, il Pixel 10a ha ottenuto un punteggio medio di soddisfazione di 4,44, il più alto mai registrato per un Pixel serie A da quando la linea è arrivata sul mercato nipponico con il Pixel 3. Al secondo posto resta il Pixel 9a, fermo a 4,15. Un risultato che sorprende, perché sulla carta il 10a non introduce grandi cambiamenti rispetto al predecessore.Stesso hardware, ma soddisfazione ai massimi storiciProcessore Tensor G4, 8GB di RAM e comparto fotografico da 48 megapixel più 13 megapixel ultra-grandangolare: le specifiche principali del Pixel 10a sono identiche a quelle del Pixel 9a, tanto che le valutazioni su reattività e qualità fotografica risultano quasi sovrapponibili tra i due modelli. Il dato conferma però che il Pixel 9a partiva già da una base solidissima, e che il nuovo modello ha semplicemente perfezionato un impianto già maturo.Design più compatto: addio alla gobba della fotocameraIl salto di giudizio più netto riguarda la maneggevolezza (da 3,92 a 4,28) e il design (da 4,40 a 4,48). Il Pixel 10a elimina la sporgenza della barra fotocamere tipica della serie, adottando un retro completamente piatto: un dettaglio che migliora sensibilmente l’esperienza d’uso quotidiana, dall’inserimento in tasca alla stabilità quando il telefono è appoggiato su un tavolo.Schermo più luminoso e ricarica più rapidaAnche il display ottiene un giudizio migliore, passando da 4,37 a 4,53, grazie alla luminosità di picco portata da 2.700 a 3.000 nit e al nuovo vetro di protezione Gorilla Glass 7i. Sul fronte batteria, capacità invariata a 5.100 mAh, ma la ricarica rapida cablata è stata potenziata: il Pixel 10a raggiunge il 50% di carica in circa 30 minuti, riducendo sensibilmente i tempi di attesa rispetto al modello precedente.Design piatto senza gobba fotocamere: maneggevolezza in netto miglioramentoDisplay più luminoso fino a 3.000 nit con Gorilla Glass 7iRicarica rapida potenziata: 50% in circa 30 minutiIl Pixel 10a dimostra che non servono necessariamente balzi in avanti sulla scheda tecnica per convincere gli utenti: basta perfezionare i dettagli che, nell’uso quotidiano, fanno davvero la differenza. Il risultato è il miglior punteggio di sempre per un Pixel della serie A, e un modello di riferimento nella fascia media Android.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Google starebbe preparando un cambio di nome per una delle funzioni AI più interessanti dei Pixel: Magic Cue potrebbe presto diventare parte del marchio Gemini, con un nuovo nome in codice individuato nelle beta più recenti: “Proactive Assistance”.Da Magic Cue a Proactive AssistanceL’indizio arriva dall’analisi dell’APK della beta 229 dell’app Phone by Google. All’interno del pacchetto sono state trovate stringhe che rinominano la funzione finora nota come Magic Cue in “Proactive Assistance”, con una descrizione che elenca tra le funzioni la visualizzazione di informazioni utili durante le chiamate e suggerimenti generati da Gemini a partire dal contenuto di email e messaggi.Mostra informazioni utili durante le chiamateGemini analizza email e messaggi per proporre contenuti pertinentiI suggerimenti vengono mostrati al momento più opportunoIl nome era già emerso nell’app GeminiNon è la prima volta che il nome “Proactive Assistance” viene individuato: era già comparso nell’app Gemini lo scorso aprile, e ora lo stesso riferimento è tornato a galla nella beta più recente dell’app telefono di Google. Secondo la documentazione interna, la funzione sfrutterà anche i contenuti visualizzati sullo schermo e le notifiche, oltre ai dati di app come Gmail e Google Calendar autorizzate dall’utente, elaborando tutto in un’area protetta e cifrata del dispositivo per motivi di privacy.Un altro tassello nella strategia Gemini di GoogleMagic Cue era stato introdotto per la prima volta con i Pixel 10 come funzione capace di anticipare le esigenze dell’utente senza bisogno di comandi espliciti. Il possibile passaggio al marchio Gemini non sembra comportare cambiamenti sostanziali nel funzionamento, ma conferma la strategia di Google di accorpare sempre più servizi AI sotto un unico brand riconoscibile.Possibile debutto con i Pixel 11Google non ha ancora confermato ufficialmente il cambio di nome, che al momento resta un’informazione emersa dall’analisi del codice e non un annuncio pubblico. Vista la tempistica, però, un rebranding completo di Magic Cue in “Proactive Assistance” con il marchio Gemini in evidenza potrebbe arrivare proprio in concomitanza con il lancio della serie Pixel 11.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Un sondaggio condotto da Android Authority tra quasi 1.800 utenti Pixel rivela un dato curioso: il 76% di chi possiede uno smartphone della gamma Google si sente “invidiato” da amici e parenti per la qualità della fotocamera. Un risultato che conferma come, al di là delle discussioni su prestazioni e autonomia, la fotografia resti il vero punto di forza percepito dei Pixel.Tre utenti su quattro si sentono “invidiati”Nel sondaggio, il 75,7% degli utenti Pixel ha dichiarato di essersi sentito invidiato da familiari o amici per la fotocamera del proprio smartphone, mentre solo il 5,7% ha risposto di non aver mai vissuto un’esperienza simile. Un divario netto, che diventa ancora più significativo se confrontato con gli utenti di altri brand: tra chi non possiede un Pixel, solo il 14,7% ha riportato lo stesso tipo di “invidia fotografica” da parte di chi gli sta intorno.Non è solo questione di qualità: conta la velocitàSecondo l’analisi di Android Authority, il segreto dei Pixel non starebbe soltanto nella qualità pura degli scatti. Negli ultimi anni molti rivali hanno raggiunto o superato Google su sensori e zoom, ma i Pixel manterrebbero un vantaggio concreto nella reattività dell’otturatore. Un redattore della testata, utilizzatore di un Pixel 10 Pro, racconta di percepire meno ritardo allo scatto rispetto ad alcuni modelli Galaxy concorrenti, un dettaglio che fa la differenza quando si tratta di catturare un momento fugace prima che sfugga.“Il fotografo di famiglia” siamo sempre noiTra i commenti raccolti nel sondaggio emergono aneddoti che raccontano bene il fenomeno. C’è chi scrive di essere sistematicamente incaricato di scattare le foto di gruppo a feste ed eventi, e chi possiede un Pixel da un decennio e stima che, in 3-4 occasioni su 10, gli venga chiesto di prestare il telefono per immortalare un momento speciale. Un ruolo non richiesto, ma che molti utenti sembrano indossare quasi con orgoglio.Non manca chi non è convintoIl quadro, va detto, non è unanime. Tra le risposte compare anche chi si dichiara deluso: un utente passato da un iPhone 13 Pro a un Pixel 10 Pro XL ammette che le foto e i video del vecchio melafonino gli sembravano superiori alle aspettative create dal nuovo dispositivo Google. Un promemoria che la percezione della qualità fotografica resta comunque soggettiva.Il sondaggio, va precisato, riguarda i lettori di Android Authority e non rappresenta necessariamente l’utenza generale. Ciò nonostante, il divario tra utenti Pixel e resto del mercato resta un indicatore interessante della reputazione fotografica costruita da Google negli anni, basata più sull’affidabilità e l’immediatezza dello scatto che sulla rincorsa alla scheda tecnica.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Nuovi dettagli emergono sul Tensor G7, il chip proprietario che Google dovrebbe montare sui Pixel 12 in arrivo il prossimo anno. Secondo un leaker che segue da vicino lo sviluppo dei processori Tensor, il colosso di Mountain View starebbe testando il supporto alla memoria LPDDR6, uno standard di nuova generazione che potrebbe segnare un salto in avanti significativo per le prestazioni legate all’intelligenza artificiale sui futuri Pixel.Il Tensor G7 in fase di test con la RAM LPDDR6Stando alle informazioni condivise dal leaker “@Reptalicant”, Google starebbe valutando per il Tensor G7 due configurazioni di memoria: la consolidata LPDDR5X e la più recente LPDDR6, ancora agli inizi della sua diffusione commerciale. Rispetto allo standard attuale, la LPDDR6 promette una banda passante nettamente superiore, un aspetto cruciale per un chip che Google posiziona da anni come specializzato nei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale e alla fotografia computazionale.Cosa cambierebbe per le funzioni IA dei PixelLe indiscrezioni parlano anche dell’adozione di un bus di memoria a 96 bit, una soluzione che velocizzerebbe il trasferimento dei dati tra CPU e RAM riducendo le latenze. Sulla carta, un miglioramento del genere si tradurrebbe in una risposta più rapida per le funzioni su cui Google ha costruito l’identità dei Pixel: editing fotografico basato su intelligenza artificiale, traduzione simultanea e riconoscimento vocale in tempo reale. A questo si aggiungono voci, circolate in precedenza, secondo cui il Tensor G7 sarebbe prodotto con il processo a 2 nanometri di TSMC, un ulteriore elemento che lascia intravedere un’evoluzione sostanziale rispetto ai chip Tensor attuali.Meglio non farsi troppe illusioniVa detto che la serie Tensor è accompagnata quasi ogni anno da annunci di “svolte epocali” sulle prestazioni, che poi nei fatti si sono tradotte in miglioramenti più contenuti. Anche il Tensor G5 attuale, pur avendo fatto passi avanti concreti, resta secondo molte analisi lontano dal vertice della categoria occupato dai chip di punta della concorrenza. Per questo, anche le voci sul Tensor G7 andrebbero considerate con la giusta cautela fino all’annuncio ufficiale.Non è detto che la LPDDR6 arrivi davvero sui Pixel 12Un punto da tenere presente è che il supporto tecnico alla LPDDR6 da parte del Tensor G7 non garantisce che questa memoria venga effettivamente adottata sui Pixel 12. Il prezzo dei chip di memoria è in forte crescita a livello globale, e l’adozione di uno standard così recente potrebbe far lievitare in modo significativo il costo di produzione dei dispositivi. Non è quindi da escludere che, per motivi di bilanciamento tra costi e prestazioni, Google decida di mantenere la LPDDR5X anche sulla prossima generazione, riservando la LPDDR6 a un secondo momento.Resta il fatto che il Tensor G7 si candida a essere il chip che potrebbe finalmente avvicinare le prestazioni IA dei Pixel a quelle promesse negli ultimi anni. Nei prossimi mesi sono attese ulteriori indiscrezioni su processo produttivo, configurazione di CPU e GPU e altri dettagli tecnici del nuovo processore Google.
  • 0 Votazioni
    1 Post
    49 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Una segnalazione allarmante sta circolando nelle ultime ore sul forum Reddit: un utente afferma che il suo Google Pixel 9 avrebbe preso fuoco spontaneamente mentre era nella tasca dei pantaloni. L’episodio, documentato con immagini e video, mostra i danni provocati dalle alte temperature raggiunte dallo smartphone.La dinamica dell’incidenteSecondo il racconto dell’utente Reddit KindlyCelery9201, il fatto è avvenuto di domenica sera. Lo smartphone era in tasca quando improvvisamente si è sentito un rumore simile a delle scintille. Guardando verso il basso, l’utente ha visto del fumo uscire dalla tasca. Il Pixel 9 è stato lanciato a terra immediatamente, ma era già surriscaldato in modo preoccupante.Le immagini pubblicate mostrano:Resti del materiale della custodia fusi attorno al modulo fotocameraSegni di bruciatura e decolorazione sul corpo del telefonoUn foro nella tasca dei pantaloni causato dal caloreCaso isolato o segnale di un problema più ampio?Per ora si tratta di una segnalazione singola e non è possibile stabilire se si tratti di un difetto di produzione isolato o di qualcosa di più sistematico. Google non ha ancora commentato l’accaduto.Episodi simili di surriscaldamento anomalo colpiscono occasionalmente vari modelli di smartphone di diversi produttori, e nella maggior parte dei casi sono riconducibili a difetti della batteria. Sarà importante monitorare se emergeranno ulteriori segnalazioni simili nelle prossime settimane.
  • 0 Votazioni
    2 Post
    102 Visualizzazioni
    A
    Il punto chiave secondo me è che Gemini Intelligence non va letto come semplice "app Gemini aggiornata", ma come strato AI di sistema: RAM, Nano/AI Core, policy update e rollout contano più del nome commerciale del telefono. Quindi anche un flagship può restare fuori se non ha supporto software abbastanza lungo o se Google/OEM non abilita quel pacchetto. Qui ho messo una checklist pratica sui requisiti e sulla compatibilità reale: https://androidlab.it/gemini-intelligence-android-requisiti-compatibilita-2026/
  • 0 Votazioni
    1 Post
    0 Visualizzazioni
    blog@androidiani.netB
    Dopo settimane di attesa e non poche frustrazioni, il tanto atteso aggiornamento di gennaio 2026 per i dispositivi Google Pixel sta finalmente raggiungendo gli utenti in modo capillare. Quello che doveva essere un rollout ordinato a partire dal 12 gennaio si è trasformato in un`odissea caratterizzata da ritardi significativi e comunicazioni assenti da parte di Google, lasciando la community in uno stato di incertezza quasi totale.La situazione iniziale era tutt`altro che incoraggiante. Secondo le stime raccolte da vari media internazionali, oltre l`80% degli utenti Pixel non aveva ancora ricevuto l`aggiornamento dieci giorni dopo la data di rilascio ufficiale. Questo dato anomalo ha immediatamente sollevato dubbi sulla possibilità che Google avesse individuato problemi critici e deciso di sospendere temporaneamente il rollout. L`ipotesi è stata successivamente confermata dalle dinamiche osservate in questi ultimi giorni, quando finalmente su Reddit e altri forum della community hanno iniziato ad accumularsi segnalazioni di utenti che riuscivano a completare l`aggiornamento.Per quanto riguarda i dettagli tecnici, l`aggiornamento di gennaio introduce un pacchetto di correzioni e miglioramenti piuttosto sostanzioso. Su dispositivi come il Pixel 10 Pro, il peso dell`aggiornamento raggiunge i 3,3 GB, una dimensione considerevole che suggerisce l`inclusione di molteplici patch di sicurezza e ottimizzazioni oltre al semplice aggiornamento del sistema. Il build number varia a seconda del modello: i Pixel 9 e successivi ricevono la versione BP4A.260105.004.C2, mentre modelli più datati come il Pixel 7a e la serie Pixel 8 installano la BP4A.260105.004.E1.Dal punto di vista della sicurezza, Google ha affrontato una vulnerabilità relativa ad Android e un`altra specifica dei dispositivi Pixel. Tuttavia, ciò che ha catturato maggiormente l`attenzione della community è la serie di correzioni relative ai bug funzionali. L`aggiornamento affronta problemi di consumo anomalo della batteria in condizioni specifiche, il fastidioso effetto di sfarfallio dell`Always-On Display, e un problema particolarmente irritante relativo allo schermo tattile che occasionalmente smetteva di rispondere agli input dell`utente. Sono stati inoltre risolti problemi legati all`audio durante le videochiamate, alle prestazioni GPU e a vari aspetti dell`interfaccia utente, incluse le animazioni delle live wallpaper.Ma la vera sorpresa positiva riguarda la questione della connettività wireless. Prima della sospensione e del successivo re-rollout, numerosi utenti avevano segnalato che l`aggiornamento iniziale causava instabilità nelle connessioni Wi-Fi e Bluetooth. Quanti hanno installato il build re-distribuito in questi giorni riferiscono invece che tali problematiche non si manifestano, suggerendo che Google abbia identificato e risolto questi bug prima di riprendere la distribuzione. Si tratta di un elemento particolarmente importante considerando quanto la stabilità della connettività sia fondamentale per l`esperienza quotidiana con uno smartphone.La comunicazione da parte di Google rimane sorprendentemente vaga. L`azienda non ha fornito alcuna spiegazione ufficiale riguardo ai motivi della sospensione, né ha chiarito se si sia trattato di un rollout graduale particolarmente conservativo oppure di un vero e proprio ritiro e ri-distribuzione dell`aggiornamento. Questa mancanza di trasparenza ha alimentato speculazioni e discussioni accese tra gli utenti, alcuni dei quali hanno manifestato preoccupazione riguardo alle pratiche di quality assurance di Google.Per coloro che desiderano installare l`aggiornamento manualmente senza attendere il rollout automatico, Google mette a disposizione i factory image ufficiali. Tuttavia, questa operazione richiede una certa dimestichezza tecnica e comporta rischi potenziali se non eseguita correttamente, quindi è consigliabile solo a utenti esperti che abbiano verificato di scaricare il file corretto per il proprio modello di dispositivo e la propria regione.Con questa distribuzione, i Pixel sono finalmente allineati alle versioni più recenti e dovrebbero essere pronti per il prossimo ciclo di aggiornamenti di febbraio. Rimane da vedere se Google trarrà lezioni da questa esperienza e implementerà processi di rollout più robusti e comunicazioni più trasparenti in futuro.Questa discussione è aperta anche su Feddit in @AndroidianiVuoi discutere di questa funzione o condividere altre anticipazioni? Unisciti alla conversazione nella nostra community. La discussione sul forum è in categoria: @google.