Androidiani.net - Forum

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    A meno di due settimane dall’attesa presentazione ufficiale, il Google Pixel 11 finisce ancora una volta al centro di un corposo leak. Sono spuntate online oltre dieci nuove immagini che mostrano il dispositivo in tutte le sue varianti di colore, insieme a scatti di prova della fotocamera e alcune anticipazioni sulle funzioni basate su intelligenza artificiale. Google dovrebbe presentare ufficialmente la gamma Pixel 11 il 12 agosto 2026.Quattro colorazioni, ma niente biancoLe immagini trapelate confermano quattro colorazioni per il Pixel 11 base: Fuchsia, Light Sterling, Midnight Haze e Moss. Una gamma che spazia da tonalità decise a colori più sobri, ma che esclude la variante bianca presente invece nella generazione precedente. Dal punto di vista del design, il nuovo Pixel non si discosterebbe molto dal modello precedente, mantenendo la caratteristica barra fotocamera che contraddistingue la serie.Zoom 30x e Gemini al centro della scenaOltre all’estetica, le immagini confermano il rafforzamento delle funzioni fotografiche basate su intelligenza artificiale, con Gemini che sembra destinato ad avere un ruolo sempre più centrale nell’esperienza Pixel. Tra le novità più interessanti spicca il supporto allo zoom 30x, accompagnato da alcuni scatti di esempio che Google avrebbe diffuso per mostrare le capacità della nuova fotocamera.Pixel Glow e nuovo chip in arrivoTra le funzioni più discusse c’è anche il nuovo LED posteriore, ribattezzato in queste settimane più volte, che dovrebbe integrarsi con notifiche e funzioni AI su alcuni modelli Pro. A bordo troverà spazio anche un nuovo chip proprietario, pensato per migliorare le prestazioni generali e la gestione dei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.Colori: Fuchsia, Light Sterling, Midnight Haze, MossFotocamera con zoom fino a 30xFunzioni potenziate grazie a GeminiNuovo chip proprietario per prestazioni e AIPossibile aumento di prezzoNon mancano indiscrezioni su un possibile rincaro dei prezzi, legato all’aumento della memoria di serie e al costo dei componenti. Più che una rivoluzione, il Pixel 11 sembra quindi orientato verso un affinamento delle funzioni AI, della fotocamera e delle prestazioni. Google presenterà ufficialmente Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold il 12 agosto, e nelle prossime settimane sono attesi ulteriori dettagli su specifiche e prezzi.
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    Google ha rivelato di utilizzare Gemini, il suo modello di intelligenza artificiale generativa, per rafforzare la sicurezza di Chrome. Grazie all’analisi automatizzata del codice e al supporto nella correzione dei bug, l’IA ha permesso di individuare vulnerabilità che erano rimaste nascoste per anni, con un impatto significativo sull’efficienza dello sviluppo.Un’IA che analizza il codice sorgente di ChromeSecondo Google, un agente basato su Gemini analizza costantemente l’enorme codice sorgente di Chrome alla ricerca di problemi di sicurezza. In uno di questi controlli, l’IA ha scoperto una vulnerabilità di tipo “sandbox escape”, che avrebbe potuto consentire l’accesso non autorizzato a file locali dall’area protetta del browser. La falla era presente nel codice da oltre 13 anni senza che nessuno l’avesse mai individuata.Dalla selezione delle segnalazioni alle patch, tutto passa dall’IAIl ruolo dell’intelligenza artificiale non si ferma alla scoperta dei bug. Gemini analizza automaticamente anche le segnalazioni inviate da utenti e ricercatori, scartando lo spam, riproducendo i problemi e valutandone la gravità: un’attività che in precedenza richiedeva dai 5 ai 30 minuti per ogni segnalazione. Una volta confermata una vulnerabilità, un’altra IA genera una proposta di patch, che viene poi controllata da un modello dedicato alla revisione, mentre un ulteriore sistema si occupa di testarne il funzionamento sulle diverse piattaforme supportate da Chrome, lasciando agli sviluppatori umani solo la verifica finale.Oltre mille vulnerabilità corrette in due sole versioniI risultati si vedono anche nei numeri: con gli aggiornamenti a Chrome 149 e Chrome 150, Google ha corretto complessivamente 1.072 problemi di sicurezza, più di quanti ne fossero stati risolti nelle 23 versioni precedenti messe insieme. L’azienda stima inoltre di risparmiare centinaia di ore di lavoro ogni mese grazie a questo approccio.Aggiornamenti di sicurezza più frequenti in arrivoPer ridurre i tempi di distribuzione delle correzioni, Google sta sperimentando il passaggio da un aggiornamento di sicurezza settimanale a uno bisettimanale, e sta valutando l’introduzione di “patch dinamiche” che non richiedano il riavvio del browser. L’azienda precisa che l’aumento delle correzioni non significa che Chrome sia diventato più vulnerabile, ma che l’IA sta semplicemente rendendo più efficiente la scoperta di problemi preesistenti: un approccio che, se replicato, potrebbe estendersi anche ad altri software.
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    Nuove immagini renderizzate del Pixel Watch 5, in arrivo il 12 agosto, mostrano per la prima volta due colorazioni finora sconosciute. Il leak conferma la volontà di Google di dare continuità estetica tra lo smartwatch e la nuova serie Pixel 11, senza però svelare novità sul fronte hardware o funzionale.Argento e rame, le due tonalità inediteLe immagini trapelate mostrano una cassa color argento e una color rame, entrambe pensate per abbinarsi alla cornice dei Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL. I cinturini abbinati, invece, riprendono le tonalità dei Pixel 11 standard: un verde tenue e un rosso-arancio. A differenza delle varianti opache già trapelate in precedenza, queste due nuove colorazioni presentano una finitura lucida.Stesso design del Pixel Watch 4, ma con un tocco di freschezzaSul fronte estetico non sono attesi grandi cambiamenti rispetto al Pixel Watch 4: la forma tonda e le proporzioni generali restano invariate, mentre saranno le nuove colorazioni a dare un’impressione di novità. Anche i cinturini dovrebbero mantenere la compatibilità con gli accessori delle generazioni precedenti.Un pulsante dedicato per richiamare GeminiTra i dettagli emersi dai render spicca anche un nuovo quadrante analogico, pensato per privilegiare la leggibilità, e soprattutto un pulsante fisico dedicato all’attivazione di Gemini. Un segnale ulteriore di quanto Google stia puntando sull’integrazione dell’assistente IA in tutta la gamma di dispositivi, smartwatch incluso.Presentazione al Made by Google del 12 agostoIl lancio ufficiale del Pixel Watch 5 è atteso durante l’evento Made by Google del 12 agosto, insieme alla serie Pixel 11 e al pieghevole Pixel 11 Pro Fold. Al momento restano da confermare dettagli come autonomia della batteria e eventuali nuove funzioni software, che con ogni probabilità saranno svelati solo alla presentazione ufficiale.
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    Nuove immagini promozionali del Pixel 11 Pro Fold, atteso il 12 agosto, sono trapelate online mostrando in anteprima design e funzioni del prossimo pieghevole di Google. Tra le novità più interessanti spicca l’arrivo della funzione Pixel Glow, già mostrata da Google in un teaser dedicato alla serie Pixel 11 Pro.Pixel Glow arriva anche sul pieghevoleGoogle aveva anticipato Pixel Glow in un video di presentazione dell’evento Made by Google, senza però entrare nei dettagli. Le immagini trapelate del Pixel 11 Pro Fold confermano che la funzione sarà disponibile anche sul modello pieghevole. Non è ancora chiaro cosa faccia esattamente Pixel Glow, ma diverse ipotesi la collegano a una nuova modalità di interazione con l’assistente Gemini.Schermo da 8 pollici e multitasking pensato per GeminiLe immagini mostrano anche il grande display interno da circa 8 pollici, con un’interfaccia dedicata che, a schermo parzialmente ripiegato, mostra il video di YouTube nella parte superiore e i controlli di riproduzione in quella inferiore. Compare inoltre il riferimento a “Gemini Intelligence”, segno che Google punta a rendere l’intelligenza artificiale un elemento centrale dell’esperienza d’uso.Cerniera più sottile, insieme a Pixel Watch 5 e Pixel Buds Pro 2Dal punto di vista del design, il dispositivo non si discosta molto dalle indiscrezioni circolate finora, ma le nuove immagini permettono di osservare con più chiarezza la cerniera, apparentemente più sottile rispetto al modello precedente. Nella stessa serie di leak sono comparsi anche il nuovo Pixel Watch 5 e nuove colorazioni per i Pixel Buds Pro 2, a conferma di un lancio corale previsto per il 12 agosto.Appuntamento al Made by Google del 12 agostoDurante l’evento Made by Google, Google dovrebbe presentare l’intera gamma Pixel 11 insieme al Pixel 11 Pro Fold e ai nuovi accessori. Con queste immagini, design e impostazione software del dispositivo risultano ormai abbastanza definiti: mancano ancora i dettagli su Pixel Glow, sull’integrazione con Gemini e sulle specifiche hardware definitive, che dovrebbero arrivare con la presentazione ufficiale.
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    Google ha dichiarato di aver risolto, con un recente aggiornamento software, il problema di consumo anomalo della batteria segnalato da molti possessori di Pixel. Nonostante l’annuncio, continuano ad arrivare segnalazioni di utenti secondo cui il problema persisterebbe anche dopo l’installazione della patch.Il bug nasce con l’aggiornamento di aprileIl malfunzionamento era emerso a partire dall’aggiornamento software distribuito ad aprile 2026. Secondo Google, la causa era un funzionamento continuo della CPU in background, che portava a un consumo di energia anche a telefono inutilizzato. Diversi utenti avevano segnalato un’autonomia ridotta a poche ore, con la batteria che si scaricava persino in modalità aereo.Pixel 9 e 10 corretti a luglio, Pixel 8a e 9a dovranno attendere settembreGoogle ha dichiarato di aver distribuito una correzione per Pixel 9 e Pixel 10 con l’aggiornamento di luglio. Per Pixel 8a e Pixel 9a, invece, la patch è prevista solo con l’aggiornamento di settembre. Secondo l’azienda, questi interventi dovrebbero risolvere definitivamente il problema sui modelli interessati.Le segnalazioni degli utenti continuano dopo la patchNonostante le rassicurazioni, diversi utenti continuano a segnalare un consumo anomalo della batteria anche dopo l’installazione dell’aggiornamento. Sui forum di supporto Google, secondo quanto riportato, decine di persone hanno continuato a scrivere di problemi persistenti anche dopo che le discussioni erano state ufficialmente chiuse come “risolte”.Pixel 7 e 8 restano un punto interrogativoAlcuni utenti sostengono che lo stesso problema si presenti anche su Pixel 7 e Pixel 8, modelli per i quali Google non ha ancora comunicato alcun intervento correttivo. Considerando che i Pixel hanno già avuto in passato problemi simili legati a batteria e surriscaldamento dopo gli aggiornamenti, la piena risoluzione del problema potrebbe richiedere ancora del tempo.
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    A circa due settimane dal lancio ufficiale, emergono nuovi dettagli sulla serie Pixel 11 di Google. Il leaker Roland Quandt ha condiviso informazioni su capacità delle batterie e prezzi, dati che confermano quanto già trapelato in precedenza e che aumentano quindi il grado di attendibilità delle indiscrezioni. Sorprendentemente, però, i modelli di fascia più alta potrebbero vedere una riduzione della capacità della batteria rispetto alla generazione precedente.Le capacità attese per i tre modelliSecondo Quandt, le batterie della gamma Pixel 11 dovrebbero avere le seguenti capacità:Pixel 11: 4.985mAhPixel 11 Pro: 4.850mAhPixel 11 Pro XL: 5.115mAhQuesti numeri coincidono perfettamente con quanto emerso in precedenza da una pagina prodotto di Amazon comparsa per errore online. Rispetto alla generazione attuale, solo Pixel 11 vedrebbe un lieve incremento, passando da 4.970mAh, mentre sia Pixel 11 Pro (dai 4.870mAh attuali) sia Pixel 11 Pro XL (dai 5.200mAh attuali) subirebbero invece una riduzione della capacità.Prezzi con lo storage da 256GB come baseSono trapelati anche i prezzi previsti per il mercato britannico, con Pixel 11 a 879 sterline, Pixel 11 Pro a 1.079 sterline e Pixel 11 Pro XL a 1.279 sterline, tutti riferiti alla variante da 256GB, poiché il taglio da 128GB verrebbe eliminato quest’anno.Novità limitate secondo le prime indiscrezioniTra le novità attese per la serie figurano il nuovo chip Tensor G6, la funzione “Pixel Glow”, un modem MediaTek di nuova generazione e un riconoscimento facciale migliorato in condizioni di scarsa illuminazione. Le prime indicazioni suggeriscono però che il Tensor G6 non porterà un salto prestazionale drastico, ma piuttosto un’evoluzione incrementale in termini di potenza ed efficienza energetica. Questo, unito all’aumento dei prezzi e alla riduzione della batteria sui modelli superiori, ha già generato qualche perplessità tra gli utenti più attenti.Il gap con la concorrenza potrebbe allargarsiNegli ultimi mesi molti produttori cinesi hanno adottato batterie al silicio-carbonio, superando spesso i 7000mAh sui modelli di punta, e anche Samsung sembra pronta a introdurre questa tecnologia sulla serie Galaxy S27. Se Google dovesse confermare l’utilizzo di batterie tradizionali sulla serie Pixel 11, il divario con la concorrenza rischia di ampliarsi ulteriormente. Va comunque ricordato che si tratta ancora di indiscrezioni non confermate ufficialmente, in attesa della presentazione definitiva.
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    Google aveva già annunciato una revisione dei prezzi per l’intera gamma Pixel, ma una nuova indiscrezione svela ora i dettagli specifici per il mercato britannico. Contrariamente alle attese di un aumento generalizzato, i modelli Pixel 11 e Pixel 11 Pro potrebbero risultare, a parità di storage, addirittura più convenienti rispetto alla generazione precedente.Il taglio da 256GB diventa lo standardSecondo l’indiscrezione, i prezzi previsti nel Regno Unito per la gamma Pixel 11 sarebbero i seguenti:Pixel 11 (256GB): 879 sterlinePixel 11 Pro (256GB): 1.079 sterlinePixel 11 Pro XL (256GB): 1.279 sterlineIl dato più interessante è che sia Pixel 11 sia Pixel 11 Pro elimineranno la variante da 128GB, rendendo il taglio da 256GB il punto di ingresso della gamma. Confrontando i modelli da 256GB con i corrispondenti della generazione precedente, entrambi risulterebbero più economici di 20 sterline. Va però considerato che, poiché Pixel 10 offriva anche una variante da 128GB, il prezzo d’ingresso assoluto per la nuova generazione sarà comunque più alto rispetto a prima: più spazio di archiviazione, ma una soglia minima di spesa maggiore.Pro XL invece più caroIl discorso cambia per il modello di punta, Pixel 11 Pro XL, il cui prezzo nella variante da 256GB salirebbe a 1.279 sterline, con un aumento di ben 80 sterline rispetto alla generazione precedente. Il rincaro annunciato da Google per la gamma Pixel sembra quindi concentrarsi soprattutto sul modello più costoso, mentre le versioni Pixel 11 e Pixel 11 Pro riuscirebbero, almeno sulla carta, a mitigarne l’impatto grazie al maggiore storage incluso di serie.Batterie con variazioni minimeLe stesse fonti indicano anche le capacità delle batterie: 4.985mAh per Pixel 11, 4.850mAh per Pixel 11 Pro e 5.115mAh per Pixel 11 Pro XL. Rispetto alla generazione precedente, solo Pixel 11 vedrebbe un lieve incremento, mentre Pixel 11 Pro e Pro XL registrerebbero una leggera riduzione. Va comunque ricordato che l’autonomia reale dipende anche dall’efficienza del chipset e dalle ottimizzazioni software, e non solo dalla capacità nominale della batteria.Restando tutte indiscrezioni non ufficiali, i dettagli definitivi su prezzi e configurazioni saranno confermati solo alla presentazione ufficiale della gamma, attesa per il 12 agosto.
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    In vista di Made by Google 2026, in programma ad agosto, Google ha pubblicato un nuovo video teaser dedicato a Pixel 11 Pro. Rispetto ai filmati precedenti, questa volta il dispositivo viene inquadrato frontalmente, permettendo di osservare con maggiore chiarezza “Glow”, il nuovo elemento di design che dovrebbe caratterizzare il retro del telefono.Una campagna costruita attorno ai servizi GoogleIl nuovo teaser si inserisce nella campagna “Ask more of your phone”, avviata già lo scorso anno. Il filmato punta a convincere chi utilizza quotidianamente Gmail, Google Maps, la Ricerca Google, Google Calendar, Google Documenti e Gemini a considerare Pixel come prossimo smartphone, mostrando in rapida sequenza numerosi servizi dell’ecosistema Google, da Google Foto a Google Drive, passando per Chrome, Google Meet e Google Wallet.Glow, il cerchio che ruota come un mulinelloIl momento più interessante del video resta però l’inquadratura frontale di Pixel 11 Pro. Al centro della camera bar posteriore si nota un elemento circolare, “Glow”, che nel filmato ruota come una piccola girandola luminosa. Nei teaser precedenti questo dettaglio era stato mostrato solo di sbieco, mentre ora è possibile osservarne forma e resa luminosa con molta più precisione.Va comunque considerato che le immagini diffuse da Google includono probabilmente alcuni effetti scenografici: i riflessi metallici che si vedono lungo l’intera camera bar non indicano necessariamente che tutta la barra si illumini. È più probabile che sia soltanto la parte circolare di Glow a emettere luce, mentre il resto della camera bar resta semplicemente lucido.Meno di due settimane al debuttoGlow è ormai uno degli elementi più pubblicizzati in vista del lancio di Pixel 11 Pro, e Google sembra intenzionata a costruire attorno a questa funzione una parte dell’identità visiva della nuova serie. Con Made by Google 2026 sempre più vicino, l’azienda sta svelando il dispositivo un tassello alla volta, alimentando l’attesa per capire quale sarà il reale ruolo di Glow nell’esperienza d’uso quotidiana del telefono.
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    Nella prima metà del 2026 il mercato degli smartphone sta attraversando una fase delicata: le spedizioni di SoC, il cuore di ogni dispositivo, sono calate del 15% su base annua, mentre i prezzi della memoria, tra DRAM e NAND, sono letteralmente esplosi. Un mix che rischia di tradursi presto in listini più cari anche per gli smartphone Android.Qualcomm e MediaTek in forte calo, bene Google e SamsungSecondo i dati raccolti dagli analisti, le spedizioni globali di SoC per smartphone sono scese del 15% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A soffrire di più sono stati Qualcomm e MediaTek, entrambi in calo di oltre il 25%. Diverso il discorso per Samsung e Google, che hanno invece aumentato i volumi, così come UNISOC, cresciuta grazie alla diffusione delle sue piattaforme 4G sui modelli entry level e alle collaborazioni con Poco e Redmi in ambito 5G.Qualcomm, in particolare, ha faticato a crescere nella fascia premium: la serie Galaxy S26 utilizza in alcune aree geografiche il chip Exynos 2600 al posto dello Snapdragon, mentre anche MediaTek ha risentito della scarsità di memoria sui chip 5G più economici.La memoria pesa sempre di più sul costo di un telefonoIl dato più preoccupante riguarda però i prezzi della memoria: nel secondo trimestre 2026 sono aumentati di oltre il 300% su base annua. Le case produttrici stanno firmando contratti a lungo termine pur di garantirsi le forniture, ma l’aumento dei costi finirà inevitabilmente per riflettersi sui prezzi finali.Il peso di DRAM e NAND sulla distinta base (BoM) di uno smartphone è cresciuto in modo vertiginoso: si è passati dall’8% e dal 5% del primo trimestre 2025 rispettivamente al 18% e al 25% nel 2026. In appena sei trimestri, memoria e storage sono arrivati a rappresentare circa il 43% del costo complessivo dei componenti di un telefono.Anche i chip costano di piùA complicare ulteriormente il quadro ci sono i rincari applicati da Qualcomm sui propri processori, con aumenti a doppia cifra riportati da diversi produttori. La scelta di Samsung di alternare Exynos e Snapdragon sulla serie Galaxy S26 a seconda del mercato può essere letta anche come una strategia per limitare l’esposizione a queste oscillazioni di prezzo e disponibilità.Rincari difficili da evitare per i prossimi smartphoneCon memoria e storage che pesano ormai per quasi la metà del costo dei componenti, mantenere i listini attuali sta diventando complicato per i produttori. Naturalmente il prezzo finale di uno smartphone dipende anche da margini, cambio valutario e strategie commerciali, quindi l’aumento dei costi non si tradurrà in modo automatico e proporzionale sul prezzo di vendita. Resta però evidente che, nel 2026, la corsa alle prestazioni dovrà fare i conti anche con il costo crescente di semiconduttori e memoria.
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    Il fastidioso problema dei riavvii a raffica che da settimane affliggeva alcuni vecchi Pixel sembra finalmente essersi risolto. Diversi utenti di Pixel 4a segnalano che, dopo aver installato l’ultimo aggiornamento del sistema Google Play, il loro smartphone ha smesso di riavviarsi in continuazione, tornando a funzionare normalmente.Un bug che perseguitava i Pixel più datati da giugnoIl problema aveva iniziato a manifestarsi in modo diffuso intorno a giugno 2026, colpendo in particolare Pixel 4, Pixel 4 XL e Pixel 4a. I dispositivi coinvolti entravano in un ciclo di riavvio continuo: si accendevano, ma dopo pochi istanti si spegnevano di nuovo, rendendo impossibile un utilizzo normale. Non si trattava di un vero e proprio blocco totale del telefono, ma la situazione era comunque paralizzante per chi la subiva, con margini di intervento molto limitati per l’utente.A inizio luglio Google aveva confermato di essere al corrente del problema, promettendo una correzione tramite l’aggiornamento mensile del sistema Google Play.Le segnalazioni positive arrivano dalla community RedditNelle community dedicate a Pixel 4a su Reddit si sono moltiplicate le testimonianze di utenti che, dopo aver ricevuto il nuovo aggiornamento del sistema Google Play, hanno visto sparire il problema dei riavvii. Le note di rilascio ufficiali di Google non menzionano esplicitamente questa correzione, ma il numero di segnalazioni positive lascia pensare che il fix sia effettivamente incluso in questo update.Per chi possedeva un Pixel 4a afflitto dal bug da diverse settimane, si tratta di una notizia particolarmente attesa, arrivata dopo circa due mesi di disagi.Come forzare l’aggiornamento se il problema persisteL’aggiornamento del sistema Google Play non viene distribuito a tutti i dispositivi contemporaneamente, quindi alcuni utenti potrebbero non averlo ancora ricevuto. Per chi si trova ancora bloccato nel ciclo di riavvio, esiste un piccolo trucco che può aiutare:Disattivare il Wi-Fi e passare alla connessione dati mobile nei brevi istanti in cui il telefono resta accesoControllare manualmente la disponibilità dell’aggiornamento del sistema Google Play dalle impostazioniInstallare l’update non appena disponibile per interrompere il ciclo di riavvioAnche se si tratta di un dispositivo ormai datato, il fatto che Google abbia lavorato a una soluzione per un problema che riguardava anche modelli lanciati diversi anni fa è un segnale apprezzato da chi continua a usare un Pixel 4a nel 2026.
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    Google sta lavorando a un miglioramento della funzione di sicurezza “Protezione avanzata” di Android, pensato per renderla più semplice da gestire quando si installano app al di fuori del Google Play Store. La novità principale riguarda la possibilità di sospendere temporaneamente la protezione, invece di doverla disattivare del tutto.Sospensione di 3 ore con riattivazione automaticaLa funzione è emersa dall’analisi della versione 26.30.31 dei Google Play Services. Attualmente, per installare un’app tramite sideload al di fuori del Play Store, è necessario disattivare completamente la Protezione avanzata e poi ricordarsi di riattivarla manualmente al termine dell’operazione.Con la nuova funzione in sviluppo, invece della semplice disattivazione comparirà anche l’opzione di “sospensione”. Nelle schermate individuate è presente un messaggio che recita: “Durante la sospensione le protezioni del dispositivo saranno disattivate. Si riattiveranno automaticamente dopo 3 ore”. In pratica, una volta completata l’installazione desiderata, la protezione tornerà attiva da sola, senza bisogno di alcun intervento da parte dell’utente.Meno rischi di dimenticare la protezione disattivataIl vantaggio principale di questo cambiamento riguarda proprio le operazioni di sideload. Finora, chi si dimenticava di riattivare manualmente la Protezione avanzata restava esposto per un periodo di tempo indefinito. Con il nuovo sistema, la riattivazione automatica dopo un intervallo prestabilito riduce sensibilmente questo rischio.Va notato che Google Play Protect offre già una funzione simile per la sospensione della scansione delle app, ma con un tempo di disattivazione più lungo, fino al giorno successivo. La Protezione avanzata, invece, punta su un intervallo più breve, appena 3 ore, per privilegiare la sicurezza.Utile anche per app aziendali e test di verificaLa sospensione temporanea potrebbe tornare utile non solo per il sideload, ma anche in altri contesti: ad esempio con applicazioni aziendali non compatibili con la Protezione avanzata, oppure durante verifiche per isolare la causa di un malfunzionamento o test di link e software specifici.Un tassello delle nuove regole sulla verifica degli sviluppatoriGoogle ha già annunciato l’introduzione, a partire dal 30 settembre 2026, di un nuovo sistema di verifica per gli sviluppatori, che porterà controlli di sicurezza più severi e avvisi aggiuntivi quando si installano app da fonti non verificate. Il programma verrà esteso progressivamente ad altri Paesi nel corso del 2027.Il sideload non verrà eliminato, ma i meccanismi di sicurezza ad esso collegati diventeranno più stringenti. È probabile che la funzione di sospensione temporanea della Protezione avanzata si inserisca proprio in questo percorso, con l’obiettivo di bilanciare comodità d’uso e sicurezza. La funzione non è ancora stata annunciata ufficialmente e i tempi di rilascio restano al momento incerti.
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    Negli ultimi anni il prezzo degli smartphone è salito quasi senza sosta. Nel 2026 Samsung ha aumentato di circa 100 dollari il listino della serie Galaxy S26, mentre il pieghevole Galaxy Z Fold 8 Ultra ha debuttato a partire da 2.100 dollari. In questo contesto, il noto leaker Yogesh Brar ha lanciato una previsione che potrebbe cambiare le cose: nel 2027 i prezzi degli smartphone potrebbero scendere in modo significativo.La carenza di memoria al centro dei rincariSecondo Brar, la carenza di semiconduttori, in particolare di chip di memoria, dovrebbe proseguire fino al primo trimestre del 2028. Tuttavia, se nel 2027 i produttori cinesi CXMT e YMTC riusciranno ad ampliare in modo consistente la propria capacità produttiva, il prezzo della memoria potrebbe calare rapidamente, riducendo di conseguenza anche i costi di produzione degli smartphone.Alla base dei recenti rincari c’è soprattutto l’esplosione della domanda di memoria da parte dei data center dedicati all’intelligenza artificiale, che ha risucchiato gran parte dell’offerta disponibile a scapito anche del comparto mobile. Se questa pressione dovesse allentarsi, produttori come Samsung potrebbero non essere più costretti ad alzare i prezzi come avvenuto negli ultimi anni.Un beneficio per tutto il mercato AndroidSe la previsione si rivelasse corretta, a beneficiarne sarebbe l’intero comparto Android: da Samsung, che ha già alzato i prezzi della serie Galaxy S26, fino agli altri produttori globali alle prese con gli stessi rincari delle componenti. Anche Google ha recentemente confermato un aumento di prezzo per la serie Pixel 11 legato proprio al costo della RAM, a conferma di quanto il problema sia trasversale a tutto il settore.Effetti anche sul fronte AppleNella sua analisi, Brar cita anche il caso di iPhone 20, atteso nel 2027 come modello celebrativo del ventesimo anniversario. Secondo l’ipotesi, Apple potrebbe scegliere di mantenere invariato il prezzo rispetto a iPhone 18 proprio grazie a un eventuale calo dei costi di memoria, presentandolo come un gesto simbolico per l’anniversario. Non è escluso però lo scenario opposto, con un rincaro legato proprio al carattere celebrativo del modello.Ancora tutto da confermareVa sottolineato che si tratta per ora soltanto di una previsione, per quanto proveniente da un leaker con un buon storico di attendibilità. Né Samsung, né Google, né Qualcomm hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’andamento futuro dei prezzi. Il 2027 dipenderà da diversi fattori, tra cui la domanda legata all’intelligenza artificiale e la capacità produttiva dei nuovi player cinesi della memoria. Chi sta pensando di cambiare smartphone nei prossimi mesi farà bene comunque a tenere d’occhio l’andamento del mercato dei semiconduttori.
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    Il chip Tensor, sviluppato internamente da Google, caratterizza la serie Pixel da circa cinque anni. Ma il giudizio degli utenti sembra tutt’altro che unanime: un sondaggio condotto da Android Authority rivela che quasi 7 intervistati su 10 vorrebbero che Google chiudesse il progetto.Il 69,2% dice basta al TensorIl sondaggio, che ha raccolto circa 1.700 voti tra i lettori di Android Authority, ha posto una domanda diretta: Google dovrebbe continuare a sviluppare i chip Tensor? I risultati sono netti:Il progetto Tensor dovrebbe finire: 69,2%Google dovrebbe continuare a svilupparlo: 31%Un dato che segnala un malcontento diffuso tra gli utenti Pixel e più in generale tra gli appassionati Android nei confronti dell’attuale generazione di chip proprietari di Google.Prestazioni, calore e batteria nel mirinoSecondo Android Authority, se sul fronte dell’intelligenza artificiale Tensor ha in parte raggiunto gli obiettivi prefissati, permangono criticità evidenti sul piano delle prestazioni pure. Tra i lamenti più ricorrenti degli utenti figurano:autonomia della batteriasurriscaldamentoprestazioni di CPU e GPUvantaggio AI ormai poco distintivo rispetto ai concorrentiUno dei commenti più apprezzati sottolinea come Tensor punti tutto sulle prestazioni AI, ma ormai anche gli ultimi Snapdragon e i chip Apple della serie A offrano capacità AI comparabili, superando però Tensor in prestazioni CPU/GPU ed efficienza energetica. Non manca chi lamenta che le nuove funzioni software vengano riservate ai Pixel più recenti, escludendo modelli precedenti ancora perfettamente validi.Non tutti vogliono abbandonare il progettoCirca il 30% degli utenti resta comunque favorevole alla continuazione del progetto, ritenendo che i benefici superino gli svantaggi. C’è chi fa notare come anche Apple abbia impiegato anni prima di ottimizzare al meglio i propri chip proprietari, e che Google meriti lo stesso tempo per maturare la tecnologia Tensor.Pixel 11 punterà sul Tensor G6Le indiscrezioni più recenti indicano che la serie Pixel 11, attesa entro l’estate, monterà il nuovo Tensor G6, con miglioramenti soprattutto lato CPU, mentre la GPU dovrebbe ricevere un aggiornamento più contenuto. In un altro sondaggio di Android Authority, alla domanda su cosa si aspettassero maggiormente dai Pixel 11, il 52% degli utenti ha indicato il miglioramento dell’autonomia, seguito dal 23% che chiede più potenza. Resta quindi da vedere se il Tensor G6 riuscirà a cambiare la percezione degli utenti più critici.
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    Google ha ammesso ufficialmente, per la prima volta, che i prezzi della prossima serie Pixel 11 aumenteranno. L’annuncio arriva a poche settimane dall’evento “Made by Google” del 12 agosto, durante il quale l’azienda presenterà i nuovi smartphone, e chiama in causa il rincaro globale dei chip di memoria come principale responsabile.Il prezzo della RAM è quadruplicato in un annoIn un’intervista a 9to5Google, Shakil Barkat, vicepresidente della divisione Devices & Services di Google, ha spiegato che il costo della memoria RAM è passato da circa 2,8 dollari per gigabyte nel 2025 a circa 12 dollari nel 2026. Un’impennata che, secondo il dirigente, non ha precedenti nella storia recente del settore.Google ha dichiarato di aver cercato finora di assorbire l’aumento dei costi senza scaricarlo sui clienti, ma il mutato contesto di mercato non lascia più margine di manovra. Di conseguenza, l’azienda ha confermato che anche la gamma Pixel 11 subirà un adeguamento dei prezzi, i cui dettagli saranno svelati il 12 agosto.Rincaro stimato attorno ai 100 dollariSecondo le indiscrezioni circolate finora, Pixel 11 e Pixel 11 Pro dovrebbero costare circa 100 dollari in più rispetto ai modelli attuali. Il modello base, però, potrebbe compensare in parte l’aumento raddoppiando lo storage di partenza da 128 GB a 256 GB.Per Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold, invece, non sono previste variazioni significative nelle specifiche: il rincaro di circa 100 dollari arriverebbe senza contropartite evidenti. Google ha inoltre lasciato intendere che l’aggiustamento dei prezzi potrebbe riguardare, in futuro, anche i modelli Pixel già in commercio.Android più leggero per contenere i costiParallelamente al rincaro, Google sta lavorando per ridurre il consumo di memoria di Android stesso. Barkat ha rivelato l’esistenza di un team dedicato con l’obiettivo di diminuire la quantità di RAM necessaria al sistema operativo e alle app, così da garantire un’esperienza fluida anche con meno memoria a bordo.Google punta inoltre a ottimizzare congiuntamente intelligenza artificiale, software e chip Tensor, per rendere più efficiente l’elaborazione AI direttamente sul dispositivo, riducendo così la dipendenza da grandi quantità di memoria.Un problema che riguarda tutto il settoreLa crisi dei prezzi della memoria non riguarda solo Google: anche Samsung e Apple hanno recentemente alzato i listini dei propri dispositivi, complice l’esplosione della domanda di memoria ad alte prestazioni per i data center dedicati all’intelligenza artificiale. Il caso Pixel 11 conferma quindi una tendenza ormai diffusa in tutto il mercato degli smartphone Android e non solo.Pixel 11 e Pixel 11 Pro: rincaro stimato di circa 100 dollariModello base: storage raddoppiato a 256 GB per compensarePixel 11 Pro XL e Pro Fold: aumento senza modifiche hardware rilevantiPrezzi definitivi in arrivo il 12 agosto
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    Continuano a moltiplicarsi le indiscrezioni sul prossimo top di gamma di Google. Una nuova serie di render non ufficiali del Pixel 11 è comparsa online, mostrando il dispositivo da angolazioni finora inedite e confermando alcune piccole modifiche estetiche rispetto a quanto già circolato nelle scorse settimane.Tre modelli a confrontoLe immagini sono state pubblicate dal noto leaker OnLeaks in collaborazione con il sito MyMobiles, e riguardano l’intera famiglia attesa: Pixel 11, Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL. I render permettono di osservare il design da prospettive diverse rispetto alle prime fughe di notizie, mettendo in evidenza alcuni ritocchi minori nella zona della fotocamera posteriore.Un design ormai consolidatoUn elemento interessante è la coerenza tra queste nuove immagini e quelle apparse per errore su Amazon a inizio mese, un dettaglio che rafforza l’attendibilità delle indiscrezioni. Il design generale sembra ormai abbastanza definito, il che lascia presupporre che eventuali sorprese in fase di presentazione ufficiale saranno limitate.Cosa aspettarsi dalla gamma Pixel 11Oltre all’aspetto estetico, i rumor delle ultime settimane hanno riguardato anche il comparto hardware, con voci su un nuovo chip proprietario Tensor e miglioramenti al comparto fotografico. Google dovrebbe presentare ufficialmente la serie Pixel 11 nel corso dell’evento di agosto, insieme al nuovo Pixel Watch 5. Come sempre, restano da confermare specifiche tecniche definitive e prezzi, che l’azienda annuncerà solo in occasione del lancio ufficiale.
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    Google si appresta a presentare il nuovo Pixel Watch 5, atteso per agosto, e le prime informazioni sulle specifiche tecniche sono già trapelate in rete. Secondo quanto emerso, lo smartwatch potrebbe puntare più sull’incremento della memoria che su un salto generazionale del processore, lasciando presagire un’evoluzione piuttosto contenuta rispetto al modello precedente.Ancora lo Snapdragon W5 Gen 2 sotto la scoccaLe informazioni arrivano da 9to5Google, che ha individuato riferimenti al Pixel Watch 5 all’interno della Google Play Console. Il dispositivo, identificato con il nome in codice “Godric”, monterebbe lo stesso processore Qualcomm Snapdragon W5 Gen 2 (SW5100) già visto sul Pixel Watch 4, invece di un chip di nuova generazione come molti si aspettavano.Una scelta che, se confermata, limiterebbe i guadagni in termini di prestazioni pure, spostando l’attenzione su altri fronti dell’esperienza d’uso quotidiana.Più RAM per compensareA bilanciare la scelta del processore invariato ci penserebbe un aumento della memoria RAM, che dovrebbe garantire una maggiore fluidità nella gestione delle app e delle notifiche, oltre a un multitasking più efficiente su Wear OS. Non è ancora chiaro se Google interverrà anche su batteria e display, aspetti su cui i rumor restano per ora silenti.Quando arrivaIl Pixel Watch 5 dovrebbe essere presentato insieme alla nuova gamma Pixel 11 nell’evento di agosto targato Google. Come sempre in questi casi, si tratta di indiscrezioni non ancora confermate ufficialmente dall’azienda: il quadro completo delle specifiche, incluso il prezzo di lancio, sarà chiaro solo nelle prossime settimane, quando ci si avvicinerà alla data della presentazione.
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    Google starebbe lavorando a una profonda integrazione dell’intelligenza artificiale in Google Maps, sfruttando la tecnologia “Personal Intelligence” di Gemini. L’obiettivo sarebbe quello di collegare l’app di navigazione ad altri servizi Google come Gmail e Google Foto, per offrire un’esperienza di mappa molto più personalizzata rispetto a quella attuale.Dati da Gmail e Google Foto direttamente sulla mappaLa scoperta arriva dall’analisi del codice della versione beta 26.30.00.950492155 di Google Maps, che contiene riferimenti espliciti a un miglioramento dell’app attraverso Personal Intelligence. Il codice suggerisce che l’app potrebbe presto mostrare automaticamente informazioni provenienti da diversi servizi collegati all’account Google, tra cui:Informazioni sui voli in programmaPrenotazioni di hotel e ristorantiAltri dettagli relativi a viaggi in corso di organizzazioneQuesti dati verrebbero recuperati da servizi come Gmail, Google Workspace e Google Foto, una volta collegati all’account dell’utente.Un potenziamento per la funzione “Ask Maps”Le nuove funzioni sembrano pensate per integrarsi con Ask Maps, la funzione di ricerca basata su intelligenza artificiale già disponibile su Google Maps. Attualmente Ask Maps permette di ottenere consigli su luoghi e destinazioni tramite domande in linguaggio naturale, ma con l’aggiunta di Personal Intelligence potrebbe offrire suggerimenti ancora più mirati, ad esempio:Consigli su luoghi vicini a un hotel già prenotatoIndicazioni calibrate sull’orario del volo in partenzaPercorsi diretti verso un ristorante prenotatoSuggerimenti su nuove mete basati sulle foto di viaggio salvate su Google FotoNuove voci nelle impostazioni, ancora non attiveNella beta sono state individuate anche due nuove voci di impostazione, denominate “Connected Content Apps” e “Personalization”. Al momento entrambe risultano non ancora funzionanti: tentando di aprirle compare soltanto una schermata di caricamento, segno che Google sta ancora sviluppando attivamente questa funzionalità.Personal Intelligence già attiva su altri servizi GoogleAttualmente, Personal Intelligence di Gemini supporta già servizi come Google Contatti, Google Foto, Gmail, Google Drive, Google Calendar, la ricerca Google e YouTube. L’eventuale aggiunta di Google Maps a questo elenco rappresenterebbe un ulteriore passo verso un ecosistema Google sempre più interconnesso. Google non ha ancora annunciato ufficialmente questa novità, ma il codice individuato lascia intuire un lavoro concreto in corso, che potrebbe tradursi in un aggiornamento capace di semplificare notevolmente l’organizzazione degli spostamenti e dei viaggi per gli utenti Android.
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    Google ha avviato il 20 luglio 2026 il rilascio di Google Play Servizi v26.28, un aggiornamento che introduce diverse novità pensate per migliorare sicurezza e comodità d’uso sugli smartphone Android. Le modifiche non stravolgono l’esperienza quotidiana, ma toccano funzioni utili che molti utenti finiranno per apprezzare nella pratica.IMEI visibile anche dalla schermata di bloccoLa novità più rilevante riguarda la possibilità di consultare il codice IMEI del dispositivo direttamente dalla schermata di blocco, senza dover sbloccare il telefono. Il numero IMEI è spesso richiesto in caso di smarrimento, per l’assistenza tecnica o per operazioni legate alla rete mobile: finora era necessario accedere alle impostazioni, mentre con questo aggiornamento la procedura diventa molto più rapida.Miglioramenti per WebView, storage e Android TVL’aggiornamento introduce anche il supporto ai permessi audio all’interno delle WebView legate alla gestione dell’account, oltre a nuove API rivolte ai produttori per avviare più facilmente le schermate di gestione dello storage e degli abbonamenti attivi sul dispositivo.Su Android TV debutta invece il supporto ad Android Credential Manager, che semplifica l’utilizzo di password salvate e passkey, inclusa la possibilità di completare l’autenticazione tramite smartphone. Non mancano poi miglioramenti ai log di qualità per Android Auto, smartphone e Android TV, oltre ad alcune correzioni relative ai servizi di connessione tra dispositivi.Anche Google Wallet diventa più fluidoGoogle ne ha approfittato anche per rifinire il comportamento di Google Wallet: dopo aver completato, annullato un’operazione o in caso di errore nella sezione “Il mio account”, l’app non riporterà più l’utente alla schermata principale del wallet, ma alla schermata visualizzata in precedenza, rendendo la navigazione più coerente e meno dispersiva.Rilascio graduale nelle prossime settimaneGoogle Play Servizi rappresenta uno dei componenti di sistema più importanti per Android, dato che gestisce funzioni chiave legate a sicurezza e compatibilità delle app. Come da prassi, l’aggiornamento verrà distribuito in modo progressivo, e potrebbero volerci alcuni giorni o settimane prima che raggiunga tutti i dispositivi compatibili.
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    Google starebbe lavorando a una nuova funzione per Pixel 11 Pro chiamata Pixel Glow, un’area luminosa integrata nella barra fotocamere che promette di far rivivere un’idea molto amata dagli utenti Android della prima ora: il notification LED, reinterpretato in chiave moderna.Il ritorno di un’idea che sembrava dimenticataUn video teaser diffuso da Google ha mostrato per la prima volta il funzionamento di Pixel Glow: un piccolo indicatore luminoso capace di segnalare notifiche senza dover accendere lo schermo, richiamando alla mente i notification LED che equipaggiavano molti smartphone Android nei primi anni 2010, prodotti da marchi come LG, HTC e Samsung, capaci di comunicare chiamate, email e notifiche tramite colori e pattern di lampeggio diversi.Sony Xperia, l’ultimo baluardo del notification LEDCon la diffusione degli Always On Display e il progressivo assottigliamento delle cornici, la maggior parte dei produttori ha abbandonato questa soluzione. Tra le poche eccezioni è rimasta a lungo Sony, che sulla serie Xperia ha mantenuto per anni un LED di notifica dedicato, apprezzato da chi voleva controllare gli avvisi senza guardare lo schermo. Anche sugli Xperia più recenti la presenza della funzione varia da modello a modello, ma il marchio resta tra quelli che hanno tenuto in vita più a lungo questa caratteristica.Diverso dall’approccio vistoso di Nothing PhoneNegli ultimi anni, il produttore che ha puntato con più decisione su un sistema di illuminazione evidente è stato Nothing, con la sua Glyph Interface: una serie di LED sul retro del telefono usati per notifiche, stato di ricarica e persino come luce per le foto. Pixel Glow sembra invece muoversi in una direzione più discreta: dalle immagini trapelate, si intravede una piccola area circolare vicino alla barra fotocamere di Pixel 11 Pro, capace di mostrare diversi colori, ma senza la vistosità del sistema Nothing.Una possibile integrazione con GeminiSecondo indiscrezioni basate sul codice interno, Pixel Glow potrebbe integrarsi con Gemini, illuminandosi ad esempio in caso di chiamata da un contatto preferito. Non è ancora chiaro se gli utenti potranno personalizzare liberamente i colori per ogni app, come accadeva con i vecchi notification LED: se questa flessibilità sarà garantita, la funzione potrebbe diventare uno strumento utile per ridurre il tempo speso a guardare lo schermo, più che un semplice vezzo estetico. Con un mercato smartphone ormai maturo, dove i salti prestazionali annuali si fanno sempre meno evidenti, Google sembra puntare su piccole innovazioni come questa per differenziare Pixel 11 Pro, riportando in auge un’idea che gli utenti più nostalgici, in particolare chi ha amato gli Xperia, accoglieranno probabilmente con piacere.
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    Uno smartphone che riproduce fedelmente l’estetica di Google Pixel 8 Pro sta facendo discutere il web, non tanto per la somiglianza estetica quanto per alcune caratteristiche tecniche a sorpresa. Il dispositivo, prodotto per il mercato nordcoreano e ribattezzato online “People’s Pixel”, in alcuni test specifici riuscirebbe addirittura a superare l’originale Google.Una copia (quasi) indistinguibile dall’originaleIl telefono è stato mostrato in un video recensione da uno YouTuber straniero. Nel design riproduce fedelmente Pixel 8 Pro, dalla barra fotocamere orizzontale alla finitura opaca del retro, al punto da risultare praticamente indistinguibile a un primo sguardo. Nell’unità mostrata nel video, il logo destinato al mercato nordcoreano sul retro risultava oscurato.Dentro non c’è Tensor, ma un chip MediaTekLe somiglianze finiscono con l’estetica: internamente il dispositivo monta un MediaTek Dimensity 7050 al posto del Tensor G3 di Google, e le prestazioni pure, sia in ambito AI che di calcolo, restano ben lontane da quelle dell’originale. Sorprendentemente, però, nei test di utilizzo prolungato, come lunghe sessioni di gioco o carichi di lavoro intensi, il clone si sarebbe scaldato meno rispetto al vero Pixel 8 Pro, un dato non scontato considerando che i Pixel sono spesso criticati proprio per la gestione delle temperature.16 GB di RAM e teleobiettivo macroIl dispositivo offrirebbe 16 GB di RAM e 256 GB di storage, superando addirittura la dotazione di memoria del Pixel 8 Pro originale, fermo a 12 GB di RAM. Il comparto fotografico prevede un display a 120 Hz e quattro sensori.Fotocamera principale da 50 MPFotocamera ultra-grandangolare da 50 MPFotocamera periscopica teleobiettivo da 50 MP (zoom ottico 3x)Fotocamera anteriore da 32 MPSecondo la recensione, il teleobiettivo del clone riuscirebbe a mettere a fuoco in modalità macro a distanze più ravvicinate rispetto all’originale, risultando in alcuni casi più versatile.Bootloader sbloccato di fabbricaUn altro dettaglio insolito riguarda il software: il dispositivo sarebbe distribuito con il bootloader già sbloccato, una caratteristica rara per un clone e che, in teoria, permetterebbe di installare firmware Pixel originali o i servizi Google, aprendo scenari di modding normalmente preclusi a questo tipo di prodotti.Curiosità più che vera minaccia per GoogleSul piano complessivo, Pixel 8 Pro resta superiore grazie al chip Tensor G3, all’elaborazione fotografica avanzata e agli anni di aggiornamenti software garantiti da Google. Tuttavia, il fatto che una copia possa vantare più RAM, minor surriscaldamento e un teleobiettivo macro più efficace in alcuni scenari resta un caso raro e curioso, che sta attirando l’attenzione della community Android proprio per la sua natura fuori dagli schemi.