OnePlus potrebbe aver appena deciso di spegnere due delle sue storie meglio riuscite prima ancora che arrivassero sugli scaffali: il pieghevole Open 2 e il compatto OnePlus 15s. Per ora è tutto nel campo dei leak, ma il quadro che emerge dalle ultime ore è abbastanza coerente da far tremare i fan del brand.
Un fulmine su Open 2
La prima mazzata arriva da Yogesh Brar, uno dei leaker più ascoltati quando si parla di OnePlus, che su X scrive senza troppi giri di parole che OnePlus Open 2 è stato cancellato. Non è un semplice rinvio: i report parlano di un progetto arrivato alle fasi avanzate di test, pensato per un lancio globale indicativamente nel terzo trimestre del 2026, che è stato fermato quando ormai i pezzi sembravano quasi al loro posto.
E proprio qui sta il paradosso. L’erede del primo Open non sarebbe stato un “vero” nuovo progetto OnePlus, ma la classica operazione di rebranding: sotto il cofano ci sarebbe dovuto essere l’hardware di Oppo Find N6, il pieghevole destinato ai mercati selezionati con a bordo Snapdragon 8 Elite Gen 5, batteria attorno ai 6.000 mAh e un impianto fotografico triplo da 50 MP. In pratica, un clone globale del nuovo flagship foldable di casa Oppo, con la livrea OnePlus, OxygenOS e il posizionamento tipico del brand nei mercati occidentali.
Il foldable mancato (con scheda tecnica da sogno)
La parte più crudele di questa storia è che la scheda tecnica “fantasma” dell’Open 2 è già lì, a portata di leak, a ricordare cosa avremmo potuto avere tra le mani. Secondo le ricostruzioni, il dispositivo avrebbe ereditato dal Find N6 un interno da circa 8,1 pollici e un display esterno da 6,6 pollici, con refresh fino a 165 Hz, mantenendo un corpo sorprendentemente sottile e leggero rispetto alla capacità della batteria. A muovere tutto ci sarebbe stato il nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5, lo stesso chip che oggi alimenta i top di gamma come OnePlus 15 e i nuovi flagship cinesi, con un focus evidente su prestazioni brute e gestione energetica di nuova generazione.
Lato camera, il pacchetto trapelato parla di tripla 50 MP, in linea con la strategia “tutto da 50” che Oppo e OnePlus hanno già spinto sulle serie precedenti, con un sensore principale di fascia alta, ultra‑wide e tele per coprire l’intero spettro di utilizzi. Su un foldable, significa un salto deciso rispetto a molte soluzioni ancora troppo conservative sul comparto foto, proprio nel momento in cui Samsung e Google preparano la nuova ondata di Galaxy Z Fold 7 e Pixel 10 Pro Fold.
Il risultato, stando a chi ha visto da vicino i prototipi, sarebbe stato un pieghevole “da recensione facile”: display fluidissimo, autonomia potenziale da smartphone tradizionale, hardware senza concessioni e tutta la narrativa del “ritorno” di OnePlus nel mondo dei foldable dopo un 2025 di pausa. Invece, quel progetto sembra destinato a rimanere confinato nei laboratori Oppo, mentre la versione Find N6 continuerà la sua vita in pochi mercati selezionati, lasciando il pubblico globale a guardare da lontano.
Il caso 15s: il compatto che non sarà
Come se non bastasse il colpo al segmento foldable, lo stesso Brar aggiunge un secondo carico: per OnePlus 15s la probabilità di cancellazione viene quantificata attorno al 90%. Parliamo del modello “s” compatto, erede spirituale di quella 13s che in India ha rappresentato una delle poche opzioni davvero premium sotto i 6,3 pollici con hardware da top di gamma. Per molti utenti, era la promessa di un 2026 finalmente con un OnePlus piccolo ma senza compromessi, una specie di risposta Android a chi ancora rimpiange gli smartphone maneggevoli in un mondo di padelloni.
Gli indizi sul 15s raccontano un device che avrebbe dovuto affiancare OnePlus 15T e 15R, riproponendo la formula già vista: base hardware quasi sovrapponibile al flagship “T”, ma in un corpo più compatto e con qualche limatura su batteria e camera per evitare la sovrapposizione interna. Se davvero il progetto è stato accantonato, la sensazione è che OnePlus stia cercando di sfoltire la lineup per non cannibalizzare se stessa, concentrando l’attenzione su pochi modelli chiave e rinunciando alla nicchia dei compatti enthusiast.
Cosa sta succedendo davvero a OnePlus
Ufficialmente, da OnePlus non è arrivata una riga. Tutto quello che circola viene da fonti non ufficiali, per quanto consolidate e riprese da testate come Android Authority, Android Police e Notebookcheck nel giro di poche ore. Ma mettendo in fila i pezzi, si delinea uno scenario che va oltre la semplice “scelta di prodotto”: il rischio è che OnePlus stia diventando sempre più la faccia occidentale di Oppo, con sempre meno spazio per esperimenti e varianti di nicchia.
Se l’Open 2 altro non era che un Find N6 con OxygenOS, cancellare il rebadge in favore del solo Oppo significa risparmiare costi di marketing e certificazione, lasciando un solo brand a presidiare il segmento foldable di BBK in determinati mercati. Allo stesso modo, rinunciare al 15s in un contesto in cui esistono già 15, 15R e 15T suggerisce una strategia di razionalizzazione: meno SKU, meno complessità, più margini per i modelli che realmente si vendono, soprattutto in mercati chiave come India e Cina.
Sul piano d’immagine, però, l’effetto è opposto. OnePlus si era costruita un seguito proprio perché osava: il flaghsip killer, il primo Open amatissimo nonostante fosse un debutto, la finestra riservata a chi voleva uno smartphone piccolo ma super performante. Tagliare un grande foldable e un compatto nella stessa stagione manda un messaggio preciso alla community: l’era dei prodotti “per fan” potrebbe essere finita, sostituita da una più prudente logica di gamma.
E adesso, per gli utenti Android?
La domanda inevitabile, per chi vive di Android e di hardware, è: cosa cambia davvero sul mercato? In modo cinico, si potrebbe dire che Samsung e Google avranno un competitor in meno da temere nel 2026, soprattutto sulla fascia alta foldable dove Galaxy Z Fold 7 e il prossimo Pixel 10 Pro Fold già si preparano a dettare l’agenda. Sul fronte compatto, invece, ogni cancellazione pesa il doppio, perché le alternative sono già poche: tra i top di gamma davvero piccoli, la forbice si stringe sempre di più, e il 15s era una delle poche promesse concrete per chi non vuole un display da quasi 7 pollici in tasca.
Per OnePlus, la mossa può avere senso se letta come anno di transizione. I rumor parlano di un 2026 in cui Oppo lancerà il Find N6 globalmente, mentre OnePlus riorganizzerà il proprio portafoglio attorno alla serie numerata principale e alle varianti “T”, cercando di rientrare in partita sui foldable in un secondo tempo, magari quando il mercato sarà meno stagnante di quanto lo è stato dopo il boom iniziale. Nel frattempo, però, la community si ritrova a guardare due caselle vuote nella roadmap: un Open 2 con scheda tecnica da copertina e un 15s che avrebbe potuto ridare dignità ai compatti Android premium.
Finché non ci sarà un comunicato ufficiale, la storia resta quella di due smartphone che, forse, erano troppo interessanti per sopravvivere alla matematica dei conti interni. Ma per i fan OnePlus, oggi, la sensazione è quella di un deja‑vu: l’ennesima volta in cui la versione migliore di un prodotto resta chiusa dall’altra parte del vetro, solo perché il mercato — o chi lo legge — ha deciso che non vale la pena rischiare.
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