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  • macfranc@poliversity.itM
    92
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    @mrphelz

    ho premesso di non essere un educatore

    tranquillo, non dipende da questo: di fronte alle sirene "rivoluzione digitale" gli educatori spesso sono stati un megafono e sono diventati parte del problema... Purtroppo sono anni che educatori e non educatori vengono bombardati da una promozione continua dei vantaggi della "digitalizzazione", e tutto questo senza ch vensse dato spazio alle voci critiche, se non a qualche pittoresco neoluddista. Quando il dibattito manda o viene rappresentato in modo alterato, vengono meno gli anticorpi.

    Il problema dei libri digitali per esempio è nato proprio a causa della mancanza totale di un serio dibattito in seno all'opinione pubblica sull'argomento e su questo, l'anno scorso si è avuto un tracollo totale di cui gli insegnanti sono stati i principali responsabili

    qualsiasi tablet odierno (che non sia una cineseria da 20€) è perfettamente utilizzabile per svariati anni

    Non in mano a un ragazzo

    non serve connettività 24/7 per utilizzare dei libri su un tablet

    Quando hai un tablet, ti connetti: è la realtà

    non è necessariamente uno svantaggio

    è una delle cose che impattano di più sulla formazione di una mappa mentale della conoscenza

    anche perchè la possibilità di ricerca è inutile se non sai cosa cercare

    Gli LLM hanno reso obsoleto questo assunto: sarà evidentemente inutile per lo sviluppo cognitivo, ma non ai fini degli eventuali esercizi da svolgere

    @giacomo @informapirata @scuola

  • sposadelvento@mastodon.unoS
    13
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    @macfranc @mrphelz @giacomo @informapirata @scuola
    Riassumo questa divertente epica burocratica. Ministero mette tetto di spesa -> per aggirare il tetto, i docenti scelgono il digitale ma consigliano il cartaceo -> rimborsi impossibili -> tetto di spesa rimane com'è. Evidentemente, questa regola del tetto di spesa fisso viene vissuto dalle scuole come un vincolo esagerato e forse è meglio sostituirlo con un semplice 'mentre decidete date anche un occhio al prezzo'.

  • mrphelz@mastodon.unoM
    8
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    @sposadelvento @macfranc @giacomo @informapirata @scuola questo è un'altro dei grandi misteri della vita (almeno per me): se il programma di una materia è (o quantomeno dovrebbe essere) ministeriale (leggi uguale per tutti) perché scuole diverse hanno libri di testo diversi, o peggio perché docenti diversi all'interno della stessa scuola hanno libri di testo diversi per la stessa classe / materia?
    Non sarebbe più sensato libro di testo unico e eventualmente il docente integra con schede ad hoc?

  • tsm@mastodon.unoT
    12
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    @mrphelz sono nella tua stessa situazione, quindi non so niente a livello di apprendimento.
    Sono certo che per alcuni disturbi dell'apprendimento fanno portare i tablet/computer a scuola.

    Sono convinto che la rivoluzione per tutti possa avvenire se
    1 - i dispositivi e-ink a colori diventino accessibili a tutti
    2 - si rimuovi l'utilizzo di app specifiche e chiuse per i libri, su cui spesso non si può scrivere e permettano di conservare i libri

  • macfranc@poliversity.itM macfranc@poliversity.it ha condiviso questa discussione su
  • sposadelvento@mastodon.unoS
    13
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    @mrphelz @macfranc @giacomo @informapirata @scuola
    Mah, io la vedo diversamente. Se fossi un docente, mi piacerebbe scegliere il libro di testo che ritengo migliore.

  • informapirata@mastodon.unoI
    99
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    @mrphelz no, perché la libertà di insegnamento è sacra

    @sposadelvento @macfranc @giacomo @scuola

  • mrphelz@poliversity.itM
    3
    0

    @macfranc @mrphelz@mastodon.uno @giacomo @informapirata @scuola

    > Non in mano a un ragazzo

    ho due figli adolescenti e un tablet di 8 anni fa, permettimi di dissentire.
    I ragazzi vanno anche responsabilizzati, non si possono far vivere perennemente nella bambagia ... regole e conseguenze.
    e per inciso, questo non riguarda solo la scuola ma anche i genitori.

    > Quando hai un tablet, ti connetti: è la realtà

    ti connetti se serve e se puoi farlo nel contesto in cui ti trovi. questo è parte di ciò che intendevo prima parlando (magari usando una definizione impropria) di "educazione digitale"

    > Gli LLM hanno reso obsoleto questo assunto

    ni ... gli LLM sono strumenti che possono essere usati in vari modi, giusti o sbagliati.
    come qualsiasi strumento, sta a chi te lo mette in mano insegnarti a usarlo per trarne il maggior beneficio possibile. di nuovo, anche questo è parte di ciò che intendevo prima parlando di "educazione digitale"

  • mrphelz@mastodon.unoM
    8
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    @informapirata @sposadelvento @macfranc @giacomo @scuola io non discuto la libertà di insegnamento, discuto la scelta del supporto a corredo.
    la matematica di 2a media è uguale per tutti, per quale motivo se prendi 10 scuole medie avrai 17 libri di matematica di 2a media differenti?

  • sposadelvento@mastodon.unoS
    13
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    @mrphelz @informapirata @macfranc @giacomo @scuola
    Vediamo... perché il libro Tale, a mio avviso, spiega meglio. O adotta un font inclusivo. O ha degli esercizi che ritengo più utili. O approfondisce la storia di Pi Greco nei secoli. Non ci trovo nulla di strano, ha senso.

  • mrphelz@mastodon.unoM
    8
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    @sposadelvento @informapirata @macfranc @giacomo @scuola Cosa succede se quello che "a tuo avviso spiega meglio" in realtà risulta di difficile / impossibile comprensione per i tuoi studenti? se per approfindire la stora di Pi greco nei secoli tralascia il teorema di pitagora? succede che loro si trovano in mano un mattone inutile e hanno buttato un anno di quella materia.
    ha senso se sei un docente serio, sappiamo entrambi che purtroppo non lo sono tutti.

  • macfranc@poliversity.itM
    92
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    @mrphelz quello che dici È giusto, ma se una cosa è giusto non significa che sia comune

    ho due figli adolescenti e un tablet di 8 anni fa

    Il padre di quei due figli è un soggetto medio? Permettimi di dubitarne. È diverso crescere come il padre che dispone di una cultura informatica di gran lunga superiore alla media. La maggior parte dei ragazzi non hanno queste possibilità e per loro un tablet è uno strumento di gioco, uno smartphone che non fa chiamate ma che ha uno schermo più grande

    @mrphelz@mastodon.uno @giacomo @informapirata @scuola

  • sposadelvento@mastodon.unoS
    13
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    @mrphelz @informapirata @macfranc @giacomo @scuola
    No, mi dispiace, dissento.
    Mandando a scuola i miei figli, divento parte attiva di una comunità educante. Questa non ha nessun senso se non si basa sulla fiducia.
    Io come genitore DEVO avere fiducia nell'insegnante e nelle sue competenze. Se no crolla tutto. Questo non significa che non si possa discutere, certo. Ma l'esperto di insegnamento rimane quello dall'altra parte della cattedra.

  • mrphelz@mastodon.unoM
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    @sposadelvento @informapirata @macfranc @giacomo @scuola tu come genitore devi assolutamente avere fiducia nel fatto che l'insegnante sia competente, non ci piove, ma non nascondiamoci dietro a un dito: il tuo è un ragionamento assolutamente valido nella teoria, ma nella pratica come ci sono insegnanti assolutamente meritevoli ci sono anche insegnanti che dovrebbero fare tutt'altro mestiere, e non serve certo essere esperti educatori per capirlo.

  • mrphelz@poliversity.itM
    3
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    @macfranc @mrphelz@mastodon.uno @giacomo @informapirata @scuola

    questa è un'altra parte di quella che definivo impropriamente "educazione digitale".
    io sono informatico e in questo ambito credo di saperne un pelino in più della media (senza la pretesa di essere esperto).
    ma sono anche il primo a dire che ci sono un sacco di genitori che danno in mano ai propri figli uno strumento (smartphone / computer / console) senza avere la più pallida idea di cosa i loro figli possono farci.
    per questo per quanto posso spiego sempre ai genitori con cui parlo i pro e i contro della tecnologia e un minimo di "manuale di sopravvivenza".
    e per questo vorrei che nelle scuole ci fossero lezioni di "educazione digitale" (di nuovo, termine improprio) che non sia "apri word e scrivi ciao"

    e comunque: non serve essere un genitore informatico per insegnare ai propri figli un po' di rispetto e responsabilità

  • macfranc@poliversity.itM
    92
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    @mrphelz

    che non sia "apri word e scrivi ciao"

    Eh, magari. Purtroppo la tendenza va in direzione contraria. Penso che se darai un'occhiata alle prove Invalsi che nei prossimi giorni verranno somministrate agli studenti, verrai preso da un insopprimibile desiderio di violenza verso oggetti e persone 🤣

    e comunque: non serve essere un genitore informatico per insegnare ai propri figli un po' di rispetto e responsabilità

    Vero, ma oggi la capacità di educare con una minima consapevolezza non è appannaggio della maggioranza dei genitori.

    @mrphelz@mastodon.uno @giacomo @informapirata @scuola

  • macfranc@poliversity.itM
    92
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    @pgo e questo è anche uno dei tanti motivi per cui agli insegnanti è garantita la tutela costituzionale della libertà di insegnamento

    @mrphelz @sposadelvento @informapirata @giacomo @scuola

  • giorgiograppa@mastodon.laG
    5
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    @sposadelvento
    Da docente, concordo: il materiale umano (studenti, professori) determina quali libri possono funzionare e quali invece no.

    I veri protagonisti dell'apprendimento sono gli studenti. È vero che non esistono due eguali, ma, dentro una classe o dentro un centro scolastico, prevalgono certe tipologie di allievi e non certe altre (questione dell'intorno sociale, prevalentemente); quindi, scegliere i libri in funzione delle tipologie predominati è una buona opzione.

    Ma anche si deve tenere conto della preparazione del docente: un materiale straordinariamente buono ma basato in una scuola pedagogica che il docente non conosce e non sa come utilizzare non ho visto mai che funzioni.

    @mrphelz @macfranc @giacomo @informapirata @scuola

  • giacomo@snac.tesio.itG
    5
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    @mrphelz@poliversity.it

    Attualmente tutte le ricerche indipendenti e persino alcune di società che vendono , mostrano danni alla capacità di apprendimento.

    Emblematica la ricerca di https://www.anthropic.com/research/AI-assistance-coding-skills

    Quando l'oste dice che il suo vino ti frigge il cervello, forse dovremmo smettere di chiamarlo "strumento" e darlo a bambini.

    @macfranc@poliversity.it @mrphelz@mastodon.uno @informapirata@mastodon.uno @scuola@poliverso.org
  • mrphelz@poliversity.itM
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    @giacomo @macfranc @mrphelz@mastodon.uno @informapirata @scuola
    magari sbaglio (sono le 8 di mattina e non ho ancora assunto la mia dose di caffeina, cosa che farò immantinente) ma l'articolo linkato se non leggo male conferma esattamente quanto ho scritto

    Importantly, using AI assistance didn’t guarantee a lower score. How someone used AI influenced how much information they retained. The participants who showed stronger mastery used AI assistance not just to produce code but to build comprehension while doing so—whether by asking follow-up questions, requesting explanations, or posing conceptual questions while coding independently.

    in altri termini: usare l'assistenza di un'AI non implica in sè risultati peggiori (nella ricerca), il modo in cui viene usata influenza la quantità di informazioni che l'utente assorbe.

    c'è anche un passaggio chiave nelle conclusioni

    the way we interact with AI while trying to be efficient affects how much we learn

    il che conferma quanto ho scritto: è uno strumento, come qualsiasi strumento puoi usarlo bene o puoi usarlo male.

    banalmente (ed estremizzando): anche usare una calcolatrice ti impedisce di apprendere come funzionano i calcoli, per questo a scuola prima ti insegnano a fare i calcoli con la tua testa e poi ti lasciano usare la calcolatrice.

  • giacomo@snac.tesio.itG
    5
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    @sposadelvento@mastodon.uno

    La fiducia è un fondamento relazionale affidabile, solo se è strutturalmente facile da rimuovere.

    In tutti gli altri casi, fidarsi è comodo ed economico, ma inevitabilmente insicuro perché chi riceve fiducia non rischia conseguenze nell'abusarne.

    In questi casi, l'assoluta trasparenza può mitigare i rischi, ma non eliminarli.

    @mrphelz@mastodon.uno @informapirata@mastodon.uno @macfranc@poliversity.it @scuola@poliverso.org


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